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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2012 alle 07:28
 
Il Nas sequestra 115 tonnellate di cereali per farine taroccate

24 maggio 2010 alle 11:55

BARI – Allarme farina taroccata: 115 tonnellate di prodotti cerealicoli ritenuti di dubbia provenienza sono state sequestrate dai carabinieri del Nas di Bari in uno stabilimento di Corato (Bari) in cui si confezionano farina, semole e cereali. Il valore della merce è di 50mila euro. Secondo i carabinieri del Nas, i cereali venivano confezionati in involucri con etichette falsificate per essere venduti a panifici, pastifici, industrie alimentari e alla grande distribuzione. Il responsabile dell’azienda di Corato è stato denunciato a piede libero.

Immediata la reazione della Coldiretti Puglia, da molti mesi in lotta contro le sofisticazioni e l’import di prodotti qualitativamente scadenti, e per la difesa dei marchi agroalimentari regionali. “Un grande plauso ai carabinieri dei Nas di Bari, guidati dal capitano Antonio Citarella, – si legge in una nota – per l’ennesimo sequestro di prodotti alimentari di dubbia origine e qualità spacciati per pugliesi e utilizzati per confezionare pane e pasta, rivenduti come ‘made in Puglia’. I NAS sono certamente i nostri principali alleati nella lotta  alle sofisticazioni alimentari che tanto danno arrecano ai produttori agricoli e ai consumatori pugliesi”.

Coldiretti Puglia, per bocca del presidiente Pietro Salcuni, chiede quindi a tutte le forze dell’ordine un inasprimento dei controlli per garantire la corretta e veriteria etichettatura dell’origine dei prodotti agroalimentari . “Per alcuni comparti, olivicolo, zootecnico, ortofrutticolo, vitivinicolo e cerealicolo, la Puglia costituisce un caso emblematico – haaggiunto il direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – di quanto anche le anomalie del mercato contribuiscano ad ingigantire e rendere paradossali gli effetti della straordinaria crisi che sta vessando l’agricoltura italiana, a cui è tutt’altro che immune quella pugliese”.

Le “vere e proprie speculazioni che comprimono i prezzi delle produzioni agricole senza alcun beneficio per i consumatori, trovano terreno fertile in normative poco trasparenti, che regolano l’entrata in Puglia dei prodotti dall’estero. A ciò si aggiunga la quasi totale indifferenza della distribuzione organizzata – accusa De Concilio- che, al di là di qualche iniziativa sostenuta dalla Regione, non ha ritenuto di dover instaurare rapporti strutturati con la produzione del territorio. Ecco perchè diventa inderogabile l’approvazione di una norma per l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta per tutte le produzioni agroalimentari con un inasprimento delle sanzioni e delle pene per sosfisticazioni e frodi”.

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