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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2012 alle 07:28
 
Il capogruppo al consiglio regionale, Antonio De Caro, ricorda che la produzione pugliese di energia supera dell'80 per cento il fabbisogno. "Una sola centrale ucciderebbe il turismo"
A Cernobbio si riparla di nucleare e Puglia. Il Pd: “Mai nella nostra regione”.

5 settembre 2010 alle 21:48

Antonio De Caro

BARI – ‘The European House Ambrosetti” presenta al Forum di Cernobbio uno studi sul nucleare che chiama ancora una volta in causa la Puglia, e reagisce subito il capogruppo del Pd al consiglio regionale, Antonio De Caro: “Dal momento che questo studio chiama tristemente in causa la Puglia, indicata più volte come sito ideale per la installazione di queste macchine di morte che sono le centrali nucleari, ci vediamo costretti a ribadire che la Puglia non accetterà mai di condannare i propri cittadini e le generazioni future a territori infestati di scorie alcune delle quali perdono la propria radioattività anche dopo 100mila anni”.

“Lo spettro del nucleare – accusa Decaro – ritorna insistentemente a essere propagandato con falsità che fanno leva sui punti deboli delle famiglie italiane, promettendo bollette meno care e più posti di lavoro, in un momento in cui milioni di persone fanno fatica ad arrivare a fine mese, e il governo viene accusato di non avere una politica di sviluppo economico sia dalla presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, sia dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano”.

A proposito degli effetti economici collaterali, De Caro aggiunge che “una sola centrale in Puglia basterebbe a distruggere la risorsa più importante della nostra regione: il turismo”. “Faccio davvero fatica – sottolinea – a rintracciare nella mia memoria un solo luogo al mondo famoso per il turismo, che ospiti contemporaneamente una centrale nucleare”.

De Caro prosegue ricordando che “anche l’Enel interviene nel dibattito promettendo bollette meno care del 20%. Bene, questo discorso non riguarda la Puglia. Innanzitutto perchè  ci spetterebbe di diritto uno sconto sulle bollette dal momento che produciamo ed esportiamo l’80% in più dell’energia che consumiamo – sottolinea il capogruppo del Pd -  e poi perchè questi e altri risparmi già li avremo con gli investimenti fatti nelle energie rinnovabili di cui siamo leader in Europa”.

E De Caro conclude: “Insomma, chiedere alla Puglia di installare una centrale nucleare nel proprio territorio, è come chiedere di montare uno scaldabagno puzzolente nella nostra casa a disposizione dei vicini». «Quanto ai posti di lavoro che il nucleare offrirebbe  rispondiamo con un altro studio condotto per conto dell’Associazione italiana per l’energia del vento, secondo il quale da oggi al 2020 saranno disponibili per la sola Puglia e per il solo settore dell’eolico qualcosa come 12mila nuovi posti di lavoro”.

Quindi il capogruppo del Pd alla Regione Puglia avverte che “fatte queste considerazioni ribadiamo che la Puglia non accetterà mai l’imposizione di farsi carico dei danni provocati dal lato oscuro del progresso, e che i pugliesi non si lasceranno abbindolare da false promesse di facili risparmi”.

CNA


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