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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2012 alle 07:28
 
Il Popolo del Mare è sbarcato. Performance di successo a Torre Guaceto

di Marcello Orlandini » 6 settembre 2010 alle 00:20

Il Popolo del Mare

TORRE GUACETO – E il Popolo del Mare è sbarcato, nella luce rosa e azzurra di un tramonto a Torre Guaceto, ora frequentata da famiglie inglesi e tedesche arrivate dopo il polverone di agosto. I pullman lasciano all’inizio del sentiero le circa 200 persone che hanno deciso di assistere alla performance, una delle ultime dell’intenso programma estivo che ha messo al centro le risorse ambientali dei due principali aree protette del Brindisino, la Riserva marina e terrestre dello Stato di Torre Guaceto, e il Parco delle dune costiere di Torre Canne e Torre S.Leonardo più a nord. Ma anche le risorse culturali e umane che negli anni sono cresciute su questa strada.

Un violoncello sulla battigia

La Cooperativa Thalassia, Il teatro Pubblico Pugliese con il progetto delle residenze teatrali abitate tra le quali “Cetacei” proprio a Guaceto, hanno macinato parecchio cammino. Il Popolo del Mare è un lavoro di Antonio Catalano, Luigi D’Elia e Francesco Niccolini. Chi spiega (con un testo degli autori) chi è il Popolo del Mare con una allegoria ironica, incalzante ma lieve, recitando spalle alla battigia, sono Sara Bevilacqua, Francesca Montanaro, Alessandra Manti e Miriangela Sardella. C’è un uomo che suona un violoncello, tra le quinte di canne e pezzi di legno raccolti sulla spiaggia.

La storia del Popolo del Mare

Il Popolo del Mare altro non è ciò che l’umanità dovrebbe essere, ma che rischia progressivamente di rinnegare: misterioso perché è fatto di mille razze, mille culture, mille religioni, non conosce limiti alla libertà e i confini geografici, gli artifizi politici, parla cento lingue, è refrattario alle costrizioni, e per questo vive ai margini della cosiddetta società contemporanea che lo considera alieno e lo respinge ma non riesce a liberarsene.

Il Popolo del Mare e il popolo della spiaggia

Gli artisti e gli autori della performance lo hanno raffigurato costruendo simulacri umani con legno portato a riva dalle onde, dando ad ognuno una pancia che conserva tracce di identità, percorsi, storie e un cuore luminoso, e collocandoli in una delle calette della riserva marina. Ma, questo è certo, il Popolo del Mare sbarcherà anche altrove, a partire dalle altre riserve marine della Puglia, e poi – come vorrebbe Federparchi – diventando un progetto nazionale. Il Popolo del Mare ha portato molto a Torre Guaceto, e ha ricevuto qualcos’altro da portare verso altre mete: una pietra raccolta nel campo di sterminio di Auschwitz. Perché l’umanità non può ritrovare se stessa se dimentica quale è stato il suo “punto zero”.

Recitando spalle al mare

Lo staff

Ancora musica

Cuore di luce

Incontri ravvicinati

Il sole tramonta

Il Popolo del Mare

Antonio Catalano, poeta sul sentiero

In cammino verso la spiaggia

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