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Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2012 alle 21:14
 
La Regione Puglia impugnerà la legge sulle fonti energetiche

9 settembre 2010 alle 20:05

Lorenzo Nicastro

BARI – La Regione Puglia impugnerà la legge del governo nazionale che riapre la porta al commissariamento delle procedure per le centrali nucleari nelle Regioni “ostili”, e rilancia gli affari nel settore del fotovoltaico reintroducendo il solo obligo della Dia per gli impianti sino a un megawatt di potenza. Lo ha annunciato oggi l’assessore all’Ambiente della giunta Vendola, Lorenzo Nicastro.

“Con legge n. 129 del 13 agosto 2010, di conversione del decreto legge n. 105 del 8 luglio 2010, il governo nazionale ha approvato nuove misure urgenti in materia di fonti energetiche. Sorprende, in primo luogo, il tempismo del governo che – dice Nicastro -  nel periodo estivo ed in falsa ottemperanza di quanto disposto dalla Corte Costituzionale in materia di energia nucleare, ci regala una nuova puntata del conflitto Stato – Regioni in relazione alla installazione di nuove centrali nucleari”.

Inoltre, “tale legge prevede l’intesa con le Regioni interessate dagli insediamenti nucleari solo in apparenza. Infatti, come previsto dal comma 4 dell’art. 1, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa prevista, il governo interviene con commissari ad acta, poteri straordinari e risorse pubbliche per procedere alla scellerata operazione di realizzazione di centrali nucleari. Contestiamo fermamente tale nuovo provvedimento per una serie di ragioni”.

Secondo Nicastro, “in primo luogo la norma sembra eludere il giudicato della Corte Costituzionale che aveva ribadito la necessità di una piena condivisione con i territori interessati attraverso la definizione di una specifica intesa (si ricorda in tal senso che la precedente versione della norma prevedeva la mera audizione dei presidenti della Regione nell’ambito del Consiglio dei Ministri). Continuiamo a sostenere l’ iniquità della previsione di commissari ad acta su temi che, di fatto, espropriano il territorio del sacrosanto diritto di autodeterminazione e di scelte strategiche sul proprio territorio”.

“In secondo luogo, ribadiamo – conferma l’assessore – l’inutilità dello sviluppo del nucleare in assenza di una visione strategica e di un piano nazionale energetico che definisca le strategie italiane sul tema. Non sarà forse che gli interessi economici di pochi prevalgono sugli interessi collettivi? Si sa. L’energia nucleare è un immenso business ed il governo giuoca questa partita sulle teste delle Regioni e della popolazione”.

“Infine, con la stessa norma, il governo recupera ulteriori interessi economici per i produttori di energia da fonte rinnovabile. Infatti, con l’art. 1 quater, viene reintrodotta la facoltà di realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili al di sotto di 1 MWe, con semplice Dichiarazione di Inizio Attività. Siamo all’assurdo!”.

“Da un lato il governo impugna alla Corte Costituzionale – prosegue Lorenzo Nicastro – la legge regionale 31/08 nella parte che prevede la soglia di 1 MWe per le DIA sul fotovoltaico e, dopo la condanna della stessa Corte, rimette in gioco gli interessi economici di qualcuno (e già, solo quelli che saranno operativi nei prossimi 150 giorni!). Tutto ciò senza l’ombrello di tutela ambientale e paesaggistica previste dalla stessa legge regionale e dichiarate incostituzionali dalla stessa norma”.

Conclusione: “Ora basta! Il governo ci dica con chiarezza quale strategia energetica intende promuovere, con quali tempi e con quali risorse pubbliche. Forse tutta questa confusione è dovuta all’assenza, da tempo, di un Ministro dello Sviluppo Economico con il quale potersi relazionare. La Regione Puglia impugnerà tale provvedimento e difenderà gli interessi del popolo pugliese in ogni sede. L’ “ambiente” è un bene sociale indisponibile e non negoziabile”.

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