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Depuratore, Amati sfida Ferrarese: “Se si oppone è un inquinatore”

di Nicola Quaranta » 20 febbraio 2012 alle 22:54

L'intervento di Amati al Consiglio comunale di Carovigno

CAROVIGNO – “Dire no al depuratore di Carovigno? Sarebbe un atto irresponsabile: da inquinatore”. Durissimo l’assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati, intervenuto in serata ai lavori della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Carovigno, convocata per assumere iniziative tese a scongiurare l’annunciato diniego del presidente della Provincia Massimo Ferrarese, deciso a non rilasciare il nullaosta temporaneo per l’avvio dell’impianto di Bufalaria, da porre a servizio anche degli abitati di San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e delle marine di Carovigno.

“Parlo da ambientalista e salutista convinto, ancor prima che da assessore: non ci sono giustificazioni tecniche che possano reggere. Chi si oppone al rilascio delle autorizzazioni per l’attivazione dell’impianto intercomunale di depurazione di Carovigno non può vestire i panni dell’ambientalista e sostenere che sta difendendo il pedigree dell’oasi protetta di Torre Guaceto, perché ogni minuto che passa sta semplicemente favorendo l’inquinamento in una terra che non merita di continuare a vivere in una condizione ambientale di arretratezza e inciviltà”.

In Consiglio, battaglia unanime per il depuratore

Non lo cita neppure tra righe, ma nel mirino dell’assessore, dal primo sino all’ultimo pensiero, c’è proprio il presidente della Provincia di Brindisi. “L’ho detto e lo ribadisco: in questa vicenda mi sento di impazzire. Sono venuto qui a Carovigno quasi per sottopormi ad una seduta psicanalitica. Chiedo conforto a voi, aiutatemi a capire se davvero, come qualcuno sostiene, mi sto battendo per una priorità inutile. Che qualcuno mi spieghi come si possa impedire l’attivazione di un impianto di depurazione tabella 4 (vale a dire che stiamo parlando di un sanificatore) che consentirebbe di superare l’attuale scempio al patrimonio naturale protetto e di difendere la salute delle popolazioni”.

Cercava conforto, l’assessore. E l’ha trovato: un Consiglio comunale compatto nel respingere con forza ogni ipotesi che da qui a breve portasse la Provincia a formalizzare il no al rilascio dell’autorizzazione temporanea per la messa in moto di un impianto, quello di Bufalaria, atteso da 35 anni, costato oltre dieci milioni di euro e finalmente completato a regola d’arte.

Verso il ricorso al Tar, per ottenere l'attivazione del depuratore

“Se la Provincia entro i primissimi giorni di marzo non dovesse rilasciare le autorizzazioni di legge, venendo meno al sacrosanto dovere di tutelare la salute della nostra gente, ci rivolgeremo alla Giustizia amministrativa e in ogni sede opportuna per ottenere il riconoscimento di un diritto allo stato negato”, spiega il sindaco, Vittorio Zizza.

Ma è Amati che dinanzi al Consiglio comunale e alla comunità carovignese, ci tiene a fare chiarezza sulla vicenda. Cita gli studi dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’assessore, per mettere in evidenza i danni che il territorio sta patendo a causa di quella che definisce un’incivile contaminazione del suolo e del mare.

Nel ribadire il no all’autorizzazione temporanea, Ferrarese nei giorni scorsi aveva tirato in ballo diversi pareri negativi espressi rispetto alla richiesta presentata da  AqP e finalizzata allo scarico nel Canale Reale: “Significativi – aveva detto – le valutazioni dell’Arpa e del Rappresentante del Consorzio di Gestione della Riserva di Torre Guaceto, pronunciatosi in nome e per conto del ministero dell’Ambiente”.

Il nuovo depuratore di Bufalaria

Ma anche su questo Amati ha contrattaccato: “Credo che la politica non debba rinunciare al suo ruolo pedagogico. Compito di un politico è dunque anche quello di leggere e studiarsi bene le carte, altrimenti, tutto si riduce ad un effimero e narcisistico confronto a suon di apparizioni in televisione o sulla stampa. Appellarsi a quei pareri tecnici è poco serio. Ognuno ha espresso un giudizio di merito rispetto alle proprie, singole competenze. Così l’Arpa, ad esempio, ha puntualizzato che Canale Reale presenta livelli di inquinamento preoccupanti. Quindi? Lo sapevamo. Andrebbe a peggiorare la situazione l’attivazione di un sanificatore? E poi, tutti riconosciamo il valore e la ricchezza del patrimonio naturale di Torre Guaceto. E tutti lo vogliamo difendere”.

“Peggiorerebbe la situazione l’attivazione del Depuratore o la migliorerebbe? Queste sono le riflessioni e le valutazioni che dovremmo limitarci a fare”.

La seduta del Consiglio comunale sul depuratore

“Dopodiché io sono il primo  a credere nel valore del riuso delle acque e quindi sono il primo a sostenere ogni sforzo per giungere in tempi brevi all’entrata in funzione dell’impianto di affinamento delle acque reflue realizzato a Mesagne (che dovrà trattare gli scarichi dei depuratori comunali di Francavilla Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Latiano e Mesagne) e così pure sono pronto a spendermi per il rifunzionamento della condotta sottomarina ad Apani. Ma nell’attesa per quale benedetta ragione non dovremmo liberare dai liquami la falda di questo territorio?”

Sin qui Amati, mentre dai banchi consiliari è un coro unanime: persino il Pd condanna il comportamento di Ferrarese. “Atteggiamento incomprensibile. Occorre un atto di forza”, afferma Francesco Orlandino. E Giuseppe Annicchiarico (Indipendente di centro), rincara la dose: “Dalla Provincia comportamento miserabile. Ma se la Regione avesse finanziato a suo tempo anche l’impianto di affinamento, oggi non staremmo qui, alla mercé dell’ultimo arrivato”.

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