di F.M. » 21 maggio 2012 alle 22:01
Ormai il circo mediatico si è messo in moto e c’è sempre qualcuno pronto a bruciare un nome o una notizia. Tanto chi se ne frega: pur di poter dire “siamo stati i primi a pubblicarlo”, si danno in pasto all’opinione pubblica nomi e cognomi di gente non indagata, ma solo condotta in questura per essere interrogata. E se lo scrive un giornalista, lo devono scrivere tutti, perché altrimenti si rischia di bucare la notizia.
L’attentato al Morvillo-Falcone e la morte di Melissa Bassi rischiano così di diventare un nuovo caso Scazzi.
Nel tardo pomeriggio, dopo ore di attesa davanti alla Questura, è uscita un’auto con quattro persone a bordo, una delle quali si copriva il volto: cinque o sei soggetti non meglio identificati hanno tentato di aprire lo sportello posteriore dell’auto ed hanno battuto i pugni sulla stessa. E tutte le telecamere a riprendere la scena.
Dentro, per gli aggressori, c’era l’assassino. O meglio, quello che per questi signori e per qualche giornalista sarebbe l’assassino.
Cinque minuti dopo, la capo di gabinetto della questura, Anna Palmisano, è stata costretta ad uscire per “importanti comunicazioni” alla stampa. Tutti pensavano alla notizia dell’arresto, ma il circo è rimasto di nuovo deluso: «Non ci sono indagati, né fermati, né arrestati. Vi prego di farci lavorare con serenità. C’è qualcuno tra voi che sta contribuendo a creare un clima di terrore».
Peccato che qualche minuto prima un giornalista locale, su twitter e su facebook, aveva lanciato l’ennesimo scoop: «Arresto per l’omicidio di Melissa, potrebbe essere il radiotecnico ma non ci sono conferme. L’arrestato sta per essere condotto nella casa circondariale di via Appia». I siti di Repubblica e La Stampa invece smentiscono: «A casa l’uomo sospettato».
Il circo non riesce più a fermarsi.
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