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Il preside se ne va in Sicilia, poi esterna e la procura corre a smentire

di Marcello Orlandini » 25 maggio 2012 alle 02:00

Il preside Angelo Rampino

BRINDISI – I presunti precedenti del dirigente scolastico Angelo Rampino, su cui si faranno fuoco e fiamme, mediaticamente parlando, in questa fase investigativa conterebbero o contano comunque come il due di briscola. Piuttosto, il clima interno della scuola colpita dall’attentato omicida del 19 maggio è segnato dallo sconcerto di molti per l’assenza di quasi 48 ore del preside dall’ Istituto professionale per i Servizi sociali “Morvillo Falcone” per recarsi a Palermo con la nave della Legalità, sino al punto che Rampino rischia di passare per lo Schettino della situazione. Doveva andarci per forza lui, a Palermo, o avrebbe potuto inviare, oltre alla delegazione di studentesse, una rappresentanza di insegnanti, e lui restare invece sul campo di battaglia, a tenere il timone diritto?

E’ il dubbio che circola nei corridoi e nelle aule di una scuola in cui non è affatto infrequente in queste ore raccogliere anche dubbi e paure dei genitori sul futuro, tanto da ritardare il rientro delle proprie figlie. E’ uno dei problemi principali con cui il Morvillo si sta misurando, quello della paura, e per un paio di giorni anche in assenza del numero uno dell’istituto. Si dice che Rampino sia stato cercato mercoledì dagli investigatori della Squadra mobile e dello Sco, certo non molto contenti di saperlo fuori sede data la necessità di tenere un contatto costante tra il Morvillo e gli stessi inquirenti. Pertanto il professore Angelo Rampino è stato costretto (sempre stando a certe notizie ufficiose) a rientrare con uno dei pullman, perché con la nave l’assenza si sarebbe ulteriormente prolungata, e il preside doveva invece mettersi quanto prima a disposizione della polizia e del pm.

E qui , oltre l’assenza che alcuni giustificano ed altri assolutamente no, subentra la seconda questione. Il professor Angelo Rampino da un lato predica bene per ciò che concerne il rispetto del segreto istruttorio soprattutto da parte dei giornalisti, dall’altro racconta praticamente tutto ciò che è venuto a sapere (per fortuna, poco) nei suoi colloqui con i poliziotti. E generosamente ne mette al corrente gli inviati dei giornali che lo hanno sgamato come una delle poche fonti in circolazione. Sembra cercarle, le telecamere il preside Rampino. Ha fatto più conferenze stampa volanti lui di Cataldo Motta, il capo della Dda che ai giornalisti ha riferito assolutamente un tubo.

Come ieri quando a telecamere accese davanti alla scuola Rampino ha detto che non poteva parlare delle indagini, e a microfoni spenti invece ha tirato fuori la storia dell’esistenza di un secondo video, autentica boccata d’ossigeno per chi da giorni cerca una notizia degna di questo nome. Ma la Direzione distrettuale antimafia dopo qualche ora ha smentito tutto. Sembra che al preside del Morvillo sia stato mostrato solo e solamente quel drammatico video in cui l’attentatore aziona il telecomando, si sposta tra il chiosco antistante la scuola e il muro di una palazzina popolare, e ne esce solo dopo l’esplosione e lo spostamento d’aria accompagnato da una folata di schegge e rottami, per allontanarsi infine indisturbato e senza neppure voltarsi a guardare lo scempio. Un freddo assassino.

Ieri il dirigente scolastico del Morvillo si è poi concesso nuovamente la profezia delle prime 48 ore: lo prenderanno presto, l’autore della strage, questione di poco tempo. Lo dice lui, parlando forse per i giornalisti, o per tranquillizzare le famiglie impaurite. Ma perché parla di cose poi smentite dalla procura? L’attenzione dell’opinione pubblica è spasmodica. Queste performance – come è evidente dai commenti raccolti sul web – non piacciono e sono ritenute dannose.

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