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Parato, il bomber lo teme. Prima tentò di ucciderlo, poi la denuncia

di Marcello Orlandini e Maristella De Michele » 21 giugno 2012 alle 11:01

Frammento della bici-bomba del 23 novembre 2008

TORRE SANTA SUSANNA – E’ Torre Santa Susanna adesso il polo delle indagini sull’attentato del 19 maggio scorso alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi. Qui passa una traccia pesante lasciata da Giovanni Vantaggiato sia nel periodo 2007-2008, che nei giorni precedenti il suo fermo, avvenuto il 6 giugno per le ipotesi di reato legate alla detenzione, al trasporto e all’utilizzo di materiale esplodente, e a quella di strage con l’aggravante – secondo la Dda di lecce – delle finalità terroristiche. Vantaggiato sta tornando sotto la lente d’ingrandimento anche dal punto di vista delle contestazioni formali per la bici-bomba che la mattina di domenica 23 febbraio 2008 ridusse in fin di vita Cosimo Parato, attentato che si è auto attribuito nell’ultimo interrogatorio davanti ai pm Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi avvenuto lunedì 18 giugno.

Ma c’è una semplice illogicità di date tra l’attentato che Vantaggiato alla fine ammette, e la tesi dell’azione dettata da rabbia ed esasperazione per la truffa che avrebbe subito da Cosimo Parato. Infatti la bicicletta dal telaio pieghevole (quindi facilmente trasportabile) che fu depositata nell’area di manovra del condominio di via Pietro Panarese dove Parato abita tutt’ora, con il telaio imbottito di esplosivo e un interruttore comandato a distanza, esplose come già detto la mattina del 23 febbraio 2008. La denuncia contro Cosimo Parato per la truffa da 342mila euro viene formalizzata dalla moglie di Vantaggiato, nonché titolare della Marchello Carburanti Sas, Giuseppina Marchello, esattamente il 27 marzo 2008, quindi oltre un mese dopo e quando Cosimo Parato era ancora in condizioni gravissime per le lesioni all’addome.  Nella denuncia Giovanni Vantaggiato e il dipendente Giovanni Chiriatti vengono definiti semplicemente “i miei autisti”. Vantaggiato non viene citato in alcun passaggio come marito e partecipante alla società in accomandita.

Cosimo Parato

Nel testo della denuncia non si fa alcun riferimento all’attentato del 23 febbraio precedente, come se la cosa fosse volutamente ignorata dalla Marchello e anche se citarla avrebbe potuto rafforzare la credibilità della descrizione di Parato come truffatore e persona con conti da regolare evidentemente anche con altri. La cosa diventa molto sospetta alla luce degli accadimenti attuali. Prima Vantaggiato, il giorno del fermo del 6 giugno scorso, ammette di essere l’autore della bomba alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, indica come movente la propria rabbia contro il mondo e la giustizia per il danno che la sua azienda avrebbe patito da Parato. Ma non dice assolutamente nulla dell’attentato del 23 febbraio di quattro anni prima a Torre S.Susanna. Quindi ammissioni parziali. Il bomber di Copertino è costretto a chiamare i pm in carcere il 18 giugno per aggiungere alla confessione anche l’attentato con la bici-bomba quando ormai gli inquirenti ci erano arrivati da soli. Ma anche questa volta non dice tutto.

L'avvocato Raffaele Missere e Cosimo Parato

Ed ecco che viene a galla il fatto che, pochi giorni prima del fermo del 6 giugno scorso quale autore dell’attentato in cui aveva perso la vita la 16enne Melissa Bassi e se altre studentesse erano rimaste ferite, cinque in maniera grave, Giovanni Vantaggiato era tornato a Torre Santa Susanna, proprio in via Panarese dove abita Cosimo Parato, ma viene visto. Cosa voleva fare, Giovanni Vantaggiato? Non bisogna dimenticare che il 12 giugno la polizia brindisina scopre in un oliveto molto isolato, nelle campagne tra Leverano e Nardò, il poligono in cui Vantaggiato nascondeva i suoi esplosivo, gli additivi, i contenitori tra trasformare in ordigni, gli inneschi elettrici e tre bombole di gpl già caricate con nitrato di ammonio e pronte per essere trasportate sul luogo di un nuovo attentato. Mancavano solo gli interruttori azionabili a distanza, ma quelli sarebbe stati aggiunti solo una volta a destinazione.

Il deposito di esplosivi del killer del Morvillo (Antonio Quarta)

Giovanni Vantaggiato dirà poi ai pm De Nozza e Cataldi che le tre bombole erano destinate a loro volta sempre all’attentato alla Morvillo Falcone, ma la scoperta del suo, o dei suoi sopralluoghi a Torre Santa Susanna prima del suo fermo non possono fare escludere che egli abbia progettato di colpire ancora Cosimo Parato e forse anche altri. Perché? A questo punto la storia delle vendetta per la truffa del 2007-2008 regge sempre meno. E’ chiaro solo che Giovanni Vantaggiato voleva chiudere la bocca per sempre a Parato, e che ci ha provato sino alla fine, probabilmente non da solo. Parato lo sapeva bene che Vantaggiato non lo avrebbe mollato, e non appena fu in grado di parlare indicò ai carabinieri il coinvolgimento possibile di Vantaggiato nell’attentato del 23 febbraio 2008. E ieri nello studio del suo avvocato Raffaele Missere ha detto che egli non ha mai compiuto alcuna truffa ai danni del commerciante di carburanti. Il penalista che lo assiste ha confermato che impugnerà la sentenza del 19 aprile 2012 del tribunale di Brindisi.

La verità dunque ancora non è stata raggiunta, e resta da capire perché è stata colpita la Morvillo Falcone. Mentre si è capito invece che in questa storia Parato è un uomo-chiave. Da proteggere.

Cordisco


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