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Attentato: Regione subito 200mila euro, Comune relazione in ritardo

di Maristella De Michele » 27 giugno 2012 alle 22:29

Il sindaco Scoditti in ospedale il giorno della bomba al Morvillo

BARI – In via ufficiosa, in queste settimane, le famiglie di Selena, Sabrina, Azzurra, Vanessa e Veronica, ne avevano parlato, ma non avevano sollevato polemiche perché la cosa più importante, adesso, è  che le proprie figlie stiano bene e siano fuori pericolo. Stiamo parlando della somma di 200 mila euro stanziata immediatamente dalla Regione Puglia ma che ancora non è stata consegnata alle famiglie delle ragazze colpite dall’attentato del 19 maggio scorso, che ha ferito gravemente cinque studentesse di Mesagne, uccidendo Melissa Bassi, e ferendone in maniera meno grave una sesta di Tuturano, mentre si recavano a lezione all’Ipsss Francesca Morvillo Falcone di Brindisi. Perché? “Perché il Comune ha solo ieri trasmesso la relazione per poter attivare le relative procedure”, risponde il consigliere regionale di Fli Euprepio Curto.

Euprepio Curto

Dopo pochissimi giorni dalla tragedia dinanzi alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi, il presidente della Regione Puglia e tutta la giunta, indicarono Luca Limongelli, dirigente del servizio della Protezione civile, quale soggetto incaricato di attivare le  procedure per lo stanziamento della somma da destinare alle famiglie delle studentesse colpite. “Solo ieri (martedì 26 giugno, ndr) – dichiara a BrindisiReport.it il consigliere regionale Euprepio Curto – è arrivata negli uffici regionali la relazione  del Comune di Mesagne, affinché la somma stanziata dalla Regione possa giungere nelle casse comunali ed essere suddivisa tra le famiglie”.

Quei primi 200mila euro serviranno ad assicurare sostegno per ogni esigenza di carattere materiale o di supporto psicologico a favore delle vittime e delle relative famiglie. La Regione Puglia ha giustificato tale provvedimento con una copertura finanziaria ai sensi della Legge Regionale numero 28 del 2001.

A terra i libri della ragazze investite dall'esplosione

“La relazione pervenuta – ha continuato il consigliere di Fli – è stata eccessiva nella sua genericità, il sindaco di Mesagne avrebbe dovuto fare un’analisi dei danni provocati dall’insano gesto più puntuale e dettagliata, anche al fine di una più precisa verifica delle risorse necessarie, e ribadisco che quelle stanziate dalla Regione Puglia sono sicuramente importanti ma non sufficienti per far fronte ai costi sanitari. Da quanto appreso dalla relazione del Comune di Mesagne, solo 10 mila euro verranno subito destinati alle sei famiglie, i restanti 140 mila euro dovranno essere utilizzati in parte per la famiglia Bassi e se necessario, in parte parte per le ragazze rimaste ferite che ne avranno più bisogno”.

I genitori di alcune delle ragazze ferite

Si sarebbe potuto fare molto meglio. Questa decisione del Comune di Mesagne lascia spazio ad incertezze e incomprensioni. “Ci siamo trovati di fronte un muro di gomma – ha dichiarato il legale delle famiglie Ribezzi e Camarda, Mauro Resta, a BrindisiReport.it – . Ho chiesto personalmente al sindaco la costituzione di un comitato di concertazione, quando due settimane fa circa, tutte le famiglie delle ragazze colpite dall’attentato sono state convocate presso Palazzo di Città per parlare anche della somma stanziata dalla Regione Puglia, sottolineando che fino a quel momento nessuno aveva mai ricevuto risposte riguardo la disponibilità dello stanziamento regionale. Premettendo che noi legali non eravamo stati invitati, ma io ho accompagnato ugualmente i miei assistiti.”

“In quell’incontro – ha continuato l’avvocato – si è detto che solo una parte della somma (200 mila euro) sarebbe stata accreditata ad ogni famiglia, il resto sarebbe stato il Comune a decidere a chi e come assegnarlo. Il perché non c’è stato chiarito. Da parte mia, ho chiesto un tavolo di concertazione per affrontare la questione e insieme discutere e trovare la soluzione migliore anche in base alle condizioni cliniche delle ragazze, che solo medici e genitori possono realmente conoscere. Ma questo tavolo non c’è mai stato e noi ad oggi non sappiamo nulla del perché questi soldi in aiuto delle famiglie non siano ancora arrivati. Siamo di fronte a situazioni di reale bisogno. Quindi è bene preoccuparsi di valutare bene percorsi e oneri di tutte le cure necessarie”.

I drammatici momenti in ospedale successivi all'attentato

La situazione appare assai delicata soprattutto per le condizioni attuali di tutte le ragazze colpite nell’esplosione dell’ordigno collocato dal reo confesso Giovanni Vantaggiato, l’imprenditore di carburante agricolo di Copertino dalla doppia vita ancora avvolta da mistero. Melissa Bassi, purtroppo non c’è più, e tutte le altre hanno visto la morte in faccia. Ancora due di loro, Azzurra Camarda e Veronica Capodieci (la più grave tra le studentesse ferite, che si trova nell’ospedale universitario pisano in rianimazione, in una stanza asettica) stanno combattendo una durissima battaglia. Sin dall’inizio le condizioni di tutte e cinque, Selena, Azzurra, Sabrina, Vanessa e Veronica, avevano imposto ai medici di mantenere riservate le prognosi di ognuna. Ma grazie alla loro forza e al loro coraggio, pian piano le ragazze si sono risollevate. Ora le attende un percorso di recupero pieno certamente non breve e semplice.

L’auspicio, è quello che lo stanziamento dei 200 mila euro del contributo straordinario che la Regione Puglia ha messo a disposizione alle famiglie delle ragazze sia gestito nella maniera più trasparente possibile e soprattutto condivisa, evitando errori. Il compito del Comune è delicatissimo: ascoltare prima di decidere può rivelarsi fondamentale. Qui sotto la relazione del Comune, scaricabile.

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