Anni di buio fitto a Masseriola: brutte figure e rischi reali

Sembra impossibile ottenere un impianto di illuminazione per quello che è il cuore sportivo e un biglietto da visita della città

Un incidente nei pressi del palasport di Masseriola a Brindisi

BRINDISI - Più che da vergognarsi c’è da avere paura. Ma proprio tanta paura per persone e mezzi a percorrere di sera la strada stretta e completamente al buio di contrada Masseriola, prima e dopo gli eventi che si svolgono nel PalaPentassuglia, dando la sensazione di un posto spettrale di una città abbandonata ed incapace di garantire un minimo di illuminazione e di sicurezza ai propri cittadini, ma anche alle squadre, ai dirigenti ed ai tifosi al seguito delle squadre ospiti.

Fra l’incuria generale, come se non ci fossero precisi obblighi e responsabilità di legge, la strada per Masseriola ormai da anni continua ad essere abbandonata al buio più completo, in dispregio di ogni elementare disposizione che regola la normativa sugli impianti di pubblica illuminazione e di tutti i parametrici specifici che dovrebbero garantire la sicurezza e la incolumità dei tifosi che frequentano il PalaPentassuglia e dei cittadini che giornalmente devono raggiungere la frazione di Tuturano e le campagne vicine.

Tutto quanto sebbene proprio la strada per Masseriola presenti i requisiti tecnici indispensabili per intervenire con l’immediatezza e l’urgenza richiesta, rispondendo alla necessità di avere una illuminazione efficiente prevista dai parametri minimi di sicurezza, come la capacità ambientale ed il risparmio energetico, senza mettere a repentaglio l’incolumità delle persone che al buio sono costretti a percorrere la strada, districandosi fra centinaia di auto in sosta e  che incrociano sia all’andata che al ritorno.

La pericolosità ed il rischio aumentano se si considera che trattasi di una via che va a percorrere incroci a raso, anch’essi privi di illuminazione, che portano verso i rioni Bozzano e La Rosa, la strada provinciale e la superstrada. Tale situazione di estrema pericolosità, è certamente nota a tuti gli addetti ai lavori.

Hanno certamente conoscenza della gravità del problema, infatti, il sindaco, gli amministratori ed i dirigenti comunali e provinciali, la Polizia locale che pure in una situazione di scarsa sicurezza dirige con i suoi agenti il traffico in quella zona, e tutte le altre autorità che frequentano il PalaPentassuglia, a cui risalgono compiti e responsabilità specifiche previste dalle leggi in vigore.

Ed in una situazione del tutto analoga, in condizione di insufficiente sicurezza, si trovano tutte le strade adiacenti al corso Roma, vale a dire a pochi metri dalla principale arteria di comunicazione fra i quartieri periferici ed il centro storico, che lamentano una scarsa ed inadeguata illuminazione, con corpi illuminanti formati da lampade di vecchia generazione, spesso introvabili in caso di sostituzione, montate su palificazioni fatiscenti e logorati dal tempo.

Sono sistemi che ignorano tutte le attuali norme elementari relative alla sicurezza ed al consumo energetico degli impianti di pubblica illuminazione, che dovrebbero garantire la tranquillità dei cittadini e degli automobilisti.

Le strade via Nazario Sauro, via Federico II di Svevia e tutte le strade parallele, Via Bastioni San Giacomo si trovano a coincidere con via Bastioni Carlo V ed alla fine in angolo con via Porta Lecce e via Del Mare, strade illuminate a giorno, con impianti moderni e lampade di nuova generazione e tecnologia a led, che irradiano una luce vivace ed allo stesso tempo contribuiscono a creare un pericoloso cono d’ombra con gli altri incroci, determinando pericolo per persone e mezzi pubblici e privati.

Si tratta di problemi che richiedono soluzioni di estrema urgenza non più differibili, adeguati alla normativa nazionale e comunitaria in tema di illuminazione pubblica cittadina e che il Comune ha il dovere di inserire nel piano straordinario della pubblica illuminazione con assoluta priorità.

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