Cessato allarme all'ex Lido Poste: non era un residuato bellico

Il controllo diretto effettuato da un sommozzatore artificieri del Nucleo Sdai ha risolto ogni dubbio

BRINDISI – Non era un ordigno inesploso, il residuato che era stato individuato la mattina di venerdì 9 agosto da un bagnante nelle acque antistanti Lido Oktagona, sulla litoranea nord di Brindisi: è stato sufficiente un esame diretto da parte di un sub artificiere del Nucleo Sdai della Marina Militare, giunto da Taranto, per fugare ogni dubbio. Si tratta di un manufatto metallico cilindrico, ma non di una bomba o di una granata.

ordigno spiaggia oktagona-2

Durante le operazioni di movimentazione del cilindro metallico si è scoperta attaccata anche una lunga e pesante catenaria che rende impossibile, per il momento la rimozione del cilindro stesso. Probabilmente potrebbe essere un vecchio sistema di sbarramento antisiluri della II guerra mondiale.

Alle operazioni, sotto la sorveglianza sulla spiaggia e in mare del personale della Guardia Costiera, coordinato sul posto dal capitano di vascello Giovanni Canu, comandante della Capitaneria di Brindisi, hanno assistito decine di bagnanti attirati dalla presenza degli artificieri.

ordigno spiaggia oktagona 4 - nucleo sdai-2

Prima di disporre l’intervento eventuale di mezzi nautici per il recupero, il punto dove era stato localizzato il misterioso oggetto cilindrico, sul basso fondale sabbioso a 50 metri dalla spiaggia e a una profondità di 1,75 metri, è stato raggiunto da uno dei sommozzatori dello Sdai, che ha effettuato la verifica per poi comunicare il cessato allarme.

La zona era stata interdetta alla balneazione e all’ancoraggio dalla Capitaneria, con una apposita ordinanza emessa già subito dopo la segnalazione del residuato che si aggiunge ad una lista lunghissima di interventi e controlli da parte del Nucleo Sdai.

ordigno spiaggia oktagona 6-2

Nulla può essere sottovalutato ina un’area, come quella dei porti e delle coste di Taranto e Brindisi, dove nel corso degli eventi bellici si sono verificati bombardamenti aerei e navali a causa della presenza di importanti basi della marina e di batterie costiere. Per questa ragione, valutando le immagini inviate dai sub dei Vigili del Fuoco di Brindisi, gli artificieri hanno comunque deciso che era necessario un controllo diretto.

Il Nucleo Servizio difesa antimezzi insidiosi (Sdai) è composto da personale altamente qualificato e addestrato, ed ha alle spalle una storia cominciata nell’immediato dopoguerra quando le acque italiane era immensi depositi di relitti, mine navali, carichi di munizioni, e ai palombari della Marina Militare toccò il compito di avviare un’azione di bonifica che, come si è visto, non si può considerare ancora conclusa.

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