Brindisi, alla guida della fabbrica dell'ossigeno per gli ospedali

La Chemgas del livornese Guido Bechi opera da Vasto ad Agrigento. “Siamo pronti per eventuale emergenza”

BRINDISI- “L’importante è non fermarsi nella produzione di ossigeno – afferma Guido Bechi, l’imprenditore livornese titolare della Chemgas Srl, una delle aziende che operano nel Petrolchimico consortile di Brindisi.

“Siamo molto presi in questo momento, ma va bene. C’è abbastanza ordine e siamo all’altezza di lavorare", prosegue l’ingegnere Bechi che non rientra più a Livorno dalla propria famiglia e nipoti nel fine settimana.

“Da quando in Italia abbiamo adottato le prime misure di sicurezza, come le distanze tra le persone, ci siamo forniti di container da una società di Lecce", racconta. "Ogni mio collaboratore ha il suo ufficio con bagno. Nessuno occupa insieme la stessa stanza", sottolinea l’ingegnere livornese, che dirige quello che definiremmo un “polmone” di tante strutture ospedaliere.

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“Non ci dobbiamo fermare nella produzione di ossigeno, la situazione tuttavia è stazionaria, siamo ai tre quarti della produzione, non ci sono picchi – specifica - e saremo pronti ad affrontare un’eventuale emergenza grazie anche agli stabilimenti di Orte, Ravenna e Terni – prosegue. - Ma mi auguro che questo periodo possa presto passare senza raggiungere i livelli del Nord”.

Guido Bechi, che ha già fornito l’idea di un imprenditore attento alla qualità della vita dei propri collaboratori sottoscrivendo in passato un bonus bebè di cinque mila euro per i nuovi nati, ha piazzato un responsabile all’ingresso che “ogni mattina misura la temperatura a tutti. Chi ha 37 gradi non entra in azienda, torna a casa", spiega. "Io ho perennemente 35.8", sorride l’imprenditore.

“I nostri uomini devono stare attenti, lo ripeto ogni giorno, ma bisogna fidarsi e fare appello all’autoconservazione di ognuno. Ogni tanto ne incrocio qualcuno con la mascherina penzolante sotto al mento e lo riprendo, ma sono tutti molto attenti. E soprattutto devono farlo i turnisti, altrimenti ci fermiamo se dovessero iniziare a mancare. E non ce lo possiamo permettere”. I turnisti, ognuno provvisto di spruzzino con soluzione disinfettante fatta in azienda utilizzando sei parti di alcool e 4 di acqua, ruotano nei turni dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22 e dalle 22 alle 6 avendo poi due giorni di riposo.

“Il calo l’abbiamo registrato nella produzione di azoto perché molte industrie che forniamo hanno momentaneamente chiuso, però devo sottolineare la regolarità con cui vengono effettuati i viaggi con i camion: nessuno ha problemi per la chiusura degli autogrill, sono organizzati per conto loro da anni ormai. Certo, non percorrono lunghi tragitti, ma sono organizzati”.

Poi Bechi prosegue: “Dei miei collaboratori, chi può sfrutta lo smart working, gli altri vengono in ufficio e ognuno è sistemato nel proprio. La mensa è chiusa e portiamo il pranzo da casa. Io oggi ho mangiato due panini, non è il massimo come pranzo, ma ci organizziamo -", prosegue trasmettendo tranquillità.

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"Costituiamo un polo importante sia per l’interno che per l’esterno del Petrolchimico e non possiamo permetterci di rallentare", concludel'ingegnere Bechi, punto di riferimento con la Chemgas per l’Italia del Sud, dal Molise alla Sicilia, per il rifornimento di gas tecnici.

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