Brindisi, terreni confiscati alla Scu: aggiudicazione a coop di Carovigno

Concessione per 10 anni alla società Sant’Andrea, unica a presentare offerta per gestione degli immobili di Buccarella

I terreni confiscati

BRINDISI – Unica offerta per la gestione dei terreni confiscati a Salvatore Buccarella, dopo condanne definitive per associazione mafiose. Offerta arrivata last minute al Comune di Brindisi dalla società cooperativa Sant’Andrea di Carovigno, diventata a tutti gli effetti titolare della concessione gratuita, per dieci anni, dei beni che si trovano nella frazione di Tuturano.

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La proposta

L’Amministrazione comunale di Brindisi ha preso atto dell’arrivo della proposta della coop, alle “ore 12,42 del 17 giugno 2019”. L’avviso scadeva poco dopo, alle 13. Altre offerte non sono pervenute, nonostante la pubblicità data al bando dopo la conferenza stampa dello scorso fine marzo e l’appello alla legalità consegnato alla città dal sindaco Riccardo Rossi e dagli assessori Cristiano D’Errico, titolare della delega al Bilancio, e Roberto Covolo alla Programmazione economica.

La legalità

“Legalità vuol dire anche restituire alla collettività beni che sono stati sottratti all’associazione di stampo mafioso”, disse il primo cittadino spiegando la finalità del bando pubblicato per la prima volta dal Comune di Brindisi. “Ci riprendiamo quello che era della mala, non ancora debellata in maniera definitiva, ma è questa è la risposta concreta a chi chiede cosa può fare la Pubblica Amministrazione nella lotta alla criminalità organizzata. Noi lo facciamo in maniera trasparente”.

Il bando e i terreni

Oggetto del bando, la “gestione di terreni confiscati” a Salvatore Buccarella, arrestato nel 1998 e nel frattempo condannato in via definitiva all’ergastolo con l’accusa di omicidio di stampo mafioso, con l’aggravante della premeditazione, e finito anche al carcere duro del 41 bis. Buccarella è stato ritenuto uno dei capi storici di una frangia della Sacra Corona Unita. La condanna al carcere a vita si riferisce a un’esecuzione riconducibile a guerre intestine per il controllo di affari illeciti nella provincia.

La confisca ha avuto per oggetto 40 ettari di terreni, la maggior parte dei quali si trovano a Tuturano: sono a vocazione agricola, ci sono uliveti e vigenti. Quegli appezzamenti sono diventati di proprietà dello Stato, per effetto della confisca, il 26 marzo 2014. Ma solo la scorsa primavera l’Amministrazione ha pubblicato l’avviso, facendo riferimento alla legge sul riuso a scopi sociali dei beni confiscati. Le disposizioni risalgono al 1996, con aggiornamento nel 2011, anno del Codice delle leggi antimafia.

La finalità

Con la concessione, il Comune intende “promuovere l’utilizzo del bene” costituito dall’insieme dei terreni confiscati,  per la realizzazione di progetti” che siano caratterizzati da “innovazione sociale in ambito rurale” attraverso “funzioni produttive” in grado di valorizzare l’identità del territorio, a vocazione spiccatamente agricola, in modo tale da perseguire anche l’ulteriore finalità costituita dall’”inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e giovani disoccupati” nell’avvio della produzione agricola tipica della zona.

Le valutazioni

La proposta della coop di Carovigno è stata sottoposta a valutazione lo scorso 21 ottobre dalla commissione nominata dal segretario generale, Pasquale Greco: Gelsomina Macchitella, presidente; Andrea Potenza, Marcella Cappello e Dante Colombo, quest’ultimo segretario.

L’istanza ha superato le valutazioni di natura qualitativa, espressione di “esperienze in gestione di progetti di innovazione sociale e gestione dei beni pubblici, struttura organizzativa e competenze professionali; conoscenza del contesto sociale, economico e territoriale di riferimento; realizzabilità della proposta e innovazione della stessa”, si legge nel verbale della commissione.

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Valide sono state ritenute le “ricadute occupazionali e la partecipazione della comunità locale”. In particolare, sono state previste “finalità di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, apprendimento e approccio al lavoro agricolo per giovani disoccupati e valorizzazione dell’identità rurale e dei prodotti tipici del territorio di Brindisi”. Complessivamente, la proposta della società Sant’Andrea ha ottenuto 45 punti. L’altro ieri, il Comune ha proceduto all’approvazione delle operazioni di gara e di aggiudicazione e ha disposto di procedere alla sottoscrizione del contratto di concessione. Quei terreni, quindi, avranno nuova vita nel nome della legalità.

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