Francesca Borri, figlia assessore comunale Brindisi, fermata in Egitto

Il padre della freelance è l'architetto Dino Borri, titolare dell'Urbanistica. Il sindaco Rossi: “Professionista, coraggiosa, vicini alla famiglia”

Francesca Borri

BRINDISI – Apprensione anche a Brindisi dopo che a Palazzo di città è arrivata la conferma della notizia che la giornalista italiana fermata in Egitto è Francesca Borri, 39 anni: è figlia dell’assessore all’Urbanistica, Dino Borri, tecnico legato al sindaco da rapporti anche di amicizia.

Il fermo in aeroporto

La professionista, freelance, corrispondente di guerra è stata bloccata la notte scorsa, appena atterrata a Il Cairo. Al momento non si conoscono le ragioni che hanno portato le autorità egiziane a trattenere la giornalista, partita dall’Italia probabilmente per realizzare un servizio dalle zone di guerra, in Siria. Qui, dal 2012 ha raccontato la guerra civile in corso nel Paese mediorientale come reporter freelance ed è qui che è alta l’attenzione dei media dopo l’attacco della Turchia con l'obiettivo di colpire i curdi.

A quanto si apprende, le autorità diplomatiche si sono già attivate per chiedere la remissione in libertà della donna. Uno dei funzionari dell’Ambasciata italiana in Egitto,  Maria Del Carmen Taschini Otero, capo della cancelleria consolare, avrebbe già avuto modo di parlare con Francesca Borri. La famiglia della freelance è stata subito avvisata. A dare notizia di quanto accaduto, è stato il fratello della giornalista, Nicola, con un tweet. 

I sindaci di Brindisi e Bari

Vicinanza ai genitori della giornalista è stata espressa dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, a nome di tutta l’Amministrazione cittadina: “Insieme alla Giunta sono vicino all’amico Dino Borri per l’inaccettabile fermo della figlia Francesca, giornalista coraggiosa e indipendente, sempre presente in medio Oriente”, ha scritto il primo cittadino sulla sua pagina Facebook dopo aver parlato con l’assessore al quale ha affidato la responsabilità della delega all’Urbanistica e all’assetto del territorio. “Con l’intervento dell’ambasciata – prosegue Rossi – mi auguro che Francesca torni libera al più presto di raccontare ciò che avviene nelle zone più difficili del mondo”.

Da Bari, il sindaco Antonio De Caro, assicura che si tratta di un fermo legato unicamente ad accertamenti sul passaporto: “"Ho parlato con il Ministero degli Esteri, la situazione è sotto controllo”, ha dichiarato. “La giornalista è assistita dalla segreteria del consolato italiano in Egitto che sta all’interno della stanza insieme a lei. Stanno facendo delle verifiche. È stata bloccata all’interno per degli accertamenti sul passaporto perché sul suo documento c’è il timbro di un Paese su cui stanno facendo un approfondimento. Spero che tra qualche ora si risolva tutto”.  

La giornalista

Francesca Borri ha scritto per La Repubblica e per Il fatto Quotidiano:  "Vivo in Medio Oriente, e in quello che scrivo, in genere, qualcosa esplode, qualcuno muore", ha scritto qualche tempo fa sul suo blog sul Fatto Quotidianlo. Con una intervista dal titolo “Hamas: non vogliamo più la guerra”, realizzata lo scorso anno in Israele, è stata una dei finalisti del premio “European Press Prize 2019”. Nella motivazione del premio, gli organizzatori avevano sottolineato l’importante “contributo al processo di pace in Medio Oriente”. L'intervista è stata pubblicata  il 5 ottobre 2018 sia dal quotidiano italiano “La Repubblica” e che da quello israeliano “Yedioth Ahronoth”.

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