Capigruppo consiliari, gettoni di presenza da restituire per 61mila euro

Il ministero dell’Interno: “Percepiti indebitamente”. I conteggi dal 2009 al 2017, in elenco 65 nomi: anche il sindaco Rossi e il deputato D’Attis

BRINDISI – Il Comune di Brindisi torna a chiedere la restituzione dei gettoni di presenza ai consiglieri che hanno partecipato alle conferenze dei capigruppo a Palazzo di città, dal 2009 al 2017: c’è chi ha inanellato 42 presenze in un anno, chi una. Fatto sta che a, conti fatti, complessivamente dovranno essere rimborsati 61mila euro, perché si tratta di importi “percepiti indebitamente”. Lo ha ribadito il Ministero dell’Interno, dopo il dubbio sollevato da Gabriele Antonino.

Il caso

Gabriele Antonino intervento-2I gettoni, nel frattempo scesi da 41 euro a 32,45, non dovevano essere riconosciuti, stando alle disposizioni di legge ricordate nella nota arrivata a Palazzo di città direttamente dalla sede del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali, l’11 novembre 2018.  Di conseguenza, l’Amministrazione comunale ha innestato la retromarcia e ha chiesto la ripetizione, rivolgendosi “in via bonaria” a 65 consiglieri che, con riferimento a quel periodo di tempo, sono stati capigruppo in Assise e in quanto tali hanno partecipato alle conferenze nel corso delle quali sono stati decisi gli argomenti da affrontare in Aula e le date delle convocazioni.

Il dubbio

Antonino, attuale consigliere comunale espressione del Pri, aveva chiesto spiegazioni il 21 ottobre dello scorso anno, dopo aver ricordato le previsioni del decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000, secondo cui i “consiglieri comunali non possono percepire alcun compenso per la partecipazione a organi o commissioni, se la partecipazione è connessa all’esercizio delle funzioni pubbliche”. Come avviene in occasione delle conferenza dei capigruppo, rispetto alle quali c’era già stata una pronuncia della Direzione centrale per le autonomie del Ministero dell’Interno il 9 dicembre 2009.

Per quale motivo nonostante quella statuizione, i gettoni di presenza siano stati comunque riconosciuti ai capigruppo, con espressa previsione nel regolamento comunale, non è chiaro. Quel che è certo, come risulta dagli atti del Comune di Brindisi, è che c’è stata una ricognizione. La prima verifica degli importi ha portato a chiedere la restituzione di 89mila euro alla fine dello scorso mese di gennaio. Quell’elenco è stato controllato per essere aggiornato e modificato, sino ad arrivare al nuovo prospetto datato ottobre 2019.

La ricognizione

Nell’elenco ci sono l’indicazione dei nominativi, il numero delle partecipazioni alle conferenze dei capigruppo e gli importi da versare all’Ente. Quello più alto, prospetto alla mano, è chiesto ad Antonio Pisanelli: 3.482,19 euro, risultato della presenza a 140 riunioni. A seguire c’è Antonio Monetti: 2.614 euro con riferimento a 84 conferenze. In elenco c’è anche il sindaco Riccardo Rossi, con riferimento al periodo in cui era capogruppo del movimento Brindisi Bene Comune: 2.534,72 euro, importo che gli uffici di Palazzo di città hanno conteggiato dopo aver accertato la presenza a 107 incontri. Dovrà restituire i gettoni anche il deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis, anche coordinatore regionale del partito: 1.808,16 euro, somma che si riferisce a 80 presenze nel periodo in cui l’attuale parlamentare era capogruppo degli Azzurri. In fondo all’elenco, c’è il nome di Umberto Ribezzi, l’ex consigliere comunale: 25,62 euro. Gli importi sono stati calcolati “al netto delle ritenute fiscali, assistenziali e previdenziali”.

Nomi e importi da restituire

Questo l’elenco dei capigruppo con i relativi importi da restituire: Vincenzo Albano, 63,04 euro; Salvatore Brigante 2.485,53; Francesco Cannalire, 1.805,44; Anna Maria Carella, 33 euro; Maurizio Colella, 2.242,29; Massimiliano Cursi, 49,79 euro; Pasquale Dagnello 166,67; Cosimo D’Angelo 1.464,77; Antonio D’Aprile 1.234,52;  Raffaele De Maria 1.800; Nicola Di Donna 1.988,67; Giampaolo D’Onofrio 79,37 euro; Carlo Gabrieli 1.600; Vincenzo Gallone 33 euro; Teodoro Galluzzo, 1.360,14; Salvatore Giannace 141,99; Antonio Giunta 1.933,33; Vincenzo Guadalupi 1.366,67; Luciano Loiacono 596,83; Pasquale Luperti 1.301; Teodosio Martucci 52,91; Antonio Monetti 2.614,29; Giampiero Pennetta 1.937,32; Ilario Pennetta 2.009,29; Antonio Pisanelli 3.482,19; Pietro Pizzolante 1.266,67; Angelo Rizziello 1.884,38; Roberto Rizzo 33 euro; Pietro Santoro 692,92; Salvatore Valentino 633,33; Giovanni Brigante 1.106,25; Mauro D’Attis 1.808,16; Roberto Fusco 507,23; Antonio Manfreda 1.757,35; Giuseppe Miglietta 104,79; Antonio Muccio 1.204,46; Massimiliano Oggiano 2.245,41; Luigi Sergi 767,64; Riccardo Rossi 2.534,72; Pietro Guadalupi 2.052,50; Cosimo Elmo 189,33; Ferruccio Di Noi 1.501,54; Francesco Renna 132,28; Antonio Ferrari 2.025,58; Lucio Licchello 369,50; Massimo Pagliara 341,63; Antonio Elefante 603,51; Giuseppe De Maria 989,97; Raffaele Iaia 429,05; Giuseppe D’Andria 611,43; Umberto Ribezzi 25,62; Vito Gloria 233,33; Stefano Alparone 158,73; Iolanda Guadalupi 499,74; Teodoro Pierri 476,20; Cristian Saponaro 476,20; Teodoro Scarano 52,91; Damiano Flores 499,74; Tiziana Martucci 105,82; Giuseppe Cellie 26,46; Emanuela Napolitano 52,91; Elena Giglio 26,46 euro.



 

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