Disservizi nella sanità: prosegue il botta e risposta fra Cgil e Asl

Macchia: "Se un servizio non funzione occorre avere l’onestà intellettuale di ammettere la presenza di criticità"

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo la replica di Antonio Macchia, segretario generale della Cgil Brindisi, alla Asl di Brindisi in riferimento ai disservi sanitari e criticità gestionali per l'utenza. 

La risposta della Asl Brindisi rispetto alla nota pubblicata dalla Cgil in cui, ancora una volta, si denunciano gravi criticità gestionali, è la prova del fatto che si è colpito nel segno.  Al contempo deve evidenziarsi  che ha dell’irricevibile quanto dichiarato dalla Asl rispetto al contenuto della missiva laddove la stessa viene definita "fuorviante per l’utenza ...e lesiva dell’immagine aziendale". Il sindacato ha denunciato fatti che sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto dell’utenza costretta a subire i continui disservizi. Se un servizio non funzione occorre avere l’onestà intellettuale di ammettere la presenza di criticità e cercare di rendere proficue le valutazioni. Nascondere la polvere sotto il tappeto è quanto di più sbagliato ci sia in una situazione di reale emergenza quale quella che sta vivendo la Asl Brindisi. 

La Asl deve verificare le responsabilità organizzative e funzionali

Dunque, il direttore generale non deve preoccuparsi di tutelare l’immagine aziendale che risulta già essere da un po’ di tempo a questa parte ai minimi storici, bensì deve cercare di recuperare in qualità andando a verificare le responsabilità organizzative/funzionali, anche per dare discontinuità alle attuali politiche gestionali che necessitano di una programmazione di lungo respiro. Programmazione che deve avere come obiettivi primari la riconversione e riqualificazione della spesa in un’ottica di trasparenza amministrativa. Perché anche di questo si tratta, molti mesi addietro, per esempio, la Cgil chiedeva formalmente (per ben due volte) conto delle spese sui lavori di ristrutturazione a via Napoli, ed ancora una volta la direzione generale si trincerava dietro un assordante silenzio,  senza comunicare i dati richiesti. Ora, sempre la stessa Asl Brindisi, si adira del fatto che la Cgil porti avanti le doglianze dell’utenza e dei lavoratori oramai allo stremo. Eppure il direttore generale non è al primo incarico su Brindisi ed avrebbe avuto tutto il tempo di programmare a lungo termine. 

Ancora criticità tecnologiche al Perrino

Allo stato si procede solo a tamponare guasti e ad acquistare tardivamente strumenti che vadano a sostituire quelli usurati dal tempo e dal carico di lavoro e nel frattempo per mitigare l’assenza di apparecchiature si ricorre ad un noleggio oneroso. Come si fa a non rendersi conto, sempre per fare un esempio, che un angiografo non può avere una durata di 25 anni (sempre in riparazione) soprattutto quando è indispensabile per affrontare con tempismo alcuni interventi chirurgici? Non sarebbe stato il caso, nella circostanza, come in altre, di avviare l’iter burocratico per l’acquisto in tempi congrui? Nello stesso giorno, tra l’altro, in cui la Asl Brindisi rispondeva alla predetta nota di denuncia della Cgil, si apprendeva dell’ennesimo fermo tecnico per avaria della TC 64 Slice del P.O. Perrino che non poteva garantire Tc con mezzo di contrasto, Angio Tc e Politraumi, mentre qualche giorno fa  i dirigenti medici della Uoc di anestesia e rianimazione del Perrino hanno dovuto firmare una nota per declinare responsabilità organizzative, atteso l'ormai inaccettabile aumento del rischio clinico per cittadini ed operatori sanitari a causa delle criticità tecnologiche.

Le aggressioni al personale medico

Le inefficienze sono così numerose che si fa fatica a segnalarle tutte. Il blocco operatorio, per esempio, presenta tali e tante criticità strutturali da mettere in discussione il rispetto dei requisiti minimi di igienicità per prevenire le infezioni ospedaliere, oltre alla presenza di attrezzature ormai vetuste che amplificano il rischio clinico. Alcuni esempi: carenza di amplificatori di brillanza che penalizza l’attività operatoria, di gasometro, di una cardiolina, porte in acciaio uscite fuori binario, finestre mai riparate, orologi oramai rotti da tempo e mai riparati, ferri chirurgici che andrebbero sostituiti, presenza di carrelli arrugginiti, lampade scialitiche poste nelle sale operatorie che attendono ancora una sostituzione, mancato acquisto di ferri chirurgici, mancanza di attaccapanni e armadietti e tutta una serie di altre dotazioni insufficienti ma necessarie al blocco operatorio, ecc. Ieri, poi, si è toccato il fondo: mentre era in corso un delicato intervento chirurgico, persone estranee al blocco operatorio ( familiari di altro paziente) si sono infiltrate inveendo contro il personale medico e sanitario non medico, mettendo così a repentaglio la salute del paziente sottoposto ad intervento e di tutto il personale ivi applicato.  

Tali incursioni sono inqualificabili, ma si sarebbero potute evitare se solo il blocco operatorio fosse stato dotato di porte blindate, videocitofoni e telecamere. Molte porte Rei risultano essere rotte e pericolanti da più anni ma non vengono ancora sostituite o riparate, mettendo in situazione di pericolo i lavoratori interessati. Sono questi alcuni fatti, ma potremmo continuare ad elencarne altri, che sconfessano le parole del direttore generale della Asl Brindisi, il quale adducendo motivazioni inconsistenti  e non entrando nel merito delle questioni che la Cgil ha denunciato, cerca di screditare la lotta di civiltà di un sindacato che non si rassegna a vedere la struttura sanitaria pubblica allo sbando. 

Il piano di riordino ospedaliero ha tagliato servizi e posti letto

In riferimento, invece, al piano di riordino ospedaliero va riconosciuto al direttore generale il fatto di essere stato tra i primi della regione Puglia, nell’anno 2017, ad averlo applicato, con rapidità ed efficienza, tagliando soprattutto servizi e posti letto. Ma ci piacerebbe sapere dallo stesso manager quando si adopererà ad attivare i restanti circa 207 ppll previsti dal medesimo piano di riordino ospedaliero, atteso che la Asl Brindisi registra attualmente il dato percentuale più basso della regione Puglia, con una media, di fatto, del 2,20/2,30 ppll per mille abitanti? Così come ci piacerebbe sapere cosa ne pensa del fatto che le liste d’attesa sono lunghissime e che per alcune prenotazioni le agende sono illegittimamente chiuse, ovvero che gli utenti sono impossibilitati ad effettuare le prenotazioni sanitarie? Di contro, invece, lo stesso DG afferma che molte delle procedure sono in fase di chiusura (per l'acquisto dei macchinari necessari), ma l’utenza non può attendere i tempi tecnici delle procedure, la salute è un diritto costituzionale che va salvaguardato innanzitutto dalle strutture sanitarie pubbliche! 

In definitiva, consigliamo al direttore generale della Asl Bindisi di entrare nel merito, come già sopra sottolineato, delle osservazioni poste in essere dalla Cgil Brindisi che ha il solo interesse a contribuire fattivamente per migliorare il nostro sistema sanitario provinciale ormai agonizzante come mai accaduto in passato.

                                                        

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