Il direttore generale della Asl, Pasqualone, difende le scelte compiute

Operativa da martedì la nuova terapia intensiva del Perrino. Completati i lavori per Pneumologia di Ostuni e Casa della salute di Cisternino

BRINDISI - Risponde ai sindacati e alle associazioni dei medici ospedalieri e di base, il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, che oggi, in una nota, hanno duramente criticato la scelta del Perrino come ospedale Covid, oltre ad altre criticità sollevate come la scelta di trasferire a Fasano o Cisternino i pazienti post Covid e non nella vicina Salus. "Come è noto - spiega il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone - il Perrino è stato individuato in questa categoria per la presenza dei reparti di Terapia intensiva, Pneumologia e Malattie infettive. In quel momento si prestava meglio al progetto di gestione dell’emergenza sanitaria: era l’unica scelta possibile in provincia di Brindisi. Per quanto riguarda i percorsi - aggiunge Pasqualone - abbiamo dato indicazioni precise relative anche al personale, che deve essere dedicato ai singoli reparti. Per garantire le sostituzioni e assicurare il ricambio, abbiamo assunto medici e infermieri".

coronavirus 118 brindisi-2

Le decisioni prese da una task force

"Tutte le decisioni - continua il direttore generale - vengono prese da una task force, composta dalla direzione sanitaria, coordinatore dei distretti socio sanitari, coordinatore dei presidi ospedalieri, direzione medica degli ospedali e direzione del Servizio 118". Per affrontare l’emergenza abbiamo una cabina di regia, nella quale accanto alle figure indicate prima ci sono altri soggetti come i primari dei reparti Covid, lo Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), il Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica). Per la domanda dei sindacati sulla clinica Salus come eventuale struttura post Covid, posso dire che avevamo fatto una verifica con i proprietari e il Sisp, ma non era possibile utilizzarla come post acuzie. Per la Rianimazione di Francavilla Fontana con 8 posti letto, invece, il progetto è già stato approvato e a breve partiranno i lavori. Verranno attivati anche 4 posti di terapia intensiva post operatoria”.   

POST COVID CISTERNINO 1-4

Pronti Pneumologia di Ostuni e Casa della Salute di Cisternino

Mercoledì 22 aprile sarà operativo il nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale Perrino che avrà a disposizione 14 stanze a due letti per un totale di 28 posti. Saranno conclusi i lavori di potenziamento della terapia sub intensiva nel reparto di Pneumologia di Ostuni: i posti letto aumenteranno da 11 a 20, con camere a pressione negativa.  E verrà inaugurata la Casa della salute di Cisternino, che ospiterà fino a 24 pazienti post Covid. “Un grande lavoro di squadra – dice il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone – e per questo il mio ringraziamento va a tutti i collaboratori, dagli ingegneri ai dipendenti della Sanitaservice, che hanno consentito di raggiungere questo traguardo in un mese. Un ringraziamento particolare, poi, va ai medici. Da quelli che in questa emergenza sanitaria lavorano nei reparti Covid, in condizioni di stress e rischio elevati, a tutti gli operatori sanitari dei reparti non Covid che assicurano le urgenze”.

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Il NurSind denuncia atti discriminatori nei confronti degli infermieri nei reparti Covid

Il segretario territoriale NurSind Brindisi, Carmelo Villani, denuncia un atto discriminatorio dei confronti degli infermieri impegnati nei reparti Covid-19: "E' giunta notizia che oggi gli infermieri sono stati esclusi dalle prestazioni aggiuntive per le raccolte itineranti di sangue. Questa la parabola discendente che gli infermieri, impegnati in prima linea nell’emergenza coronavirus stanno vivendo sulla loro pelle. È questa l’altra faccia della pandemia del secolo, passata prima attraverso applausi alle finestre, cori di incitamento e raccolte fondi milionarie, per poi finire con la caccia alle streghe. Ciò risulterebbe ancora più grave se tale atto discriminatorio avviene mediante atto unilaterale della dirigenza del servizio in questione. Abbiamo chiesto pertanto agli organi decisori, regionali ed aziendali, le motivazioni che hanno portato a tale inaccettabile decisione". 
 

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