Per i progetti sulla Via Appia in cantiere l'impegno di quattro città

L'idea di una sinergia tra Roma, Benevento, Taranto e Brindisi esposta al convegno del 15 maggio sulla Regina Viarum

Foto di apertura degli scavi condotti dall'Archeo Cub di Oria. Sotto, immagini del convegno sulla Regina Viarum

BRINDISI - Per sostenere la candidatura Unesco della Via Appia Antica a Patrimonio dell’Umanità, il Comune di Brindisi ha organizzato, con le sezioni locali del Club per l’Unesco e Italia Nostra, un convegno su “Appia Regina Viarum”. Al convegno, svoltosi mercoledì sera in una affollata Sala Università di Palazzo Nervegna, sono intervenuti  il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, la presidente del Club Unesco Brindisi, Clori Ostillio Palazzo, la presidente di Italia Nostra Brindisi, Maria Ventricelli, e qualificati relatori esperti della Via Appia Antica: il professor Giuliano Volpe dell’Università di Foggia, che ha coordinato i lavori del convegno, il professor Daniele Manacorda, dell’Università Roma Tre, il professor Alfonso Santoriello, dell’Università di Salerno, e il professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento.  

Il saluto del sindaco Riccardo Rossi-2

Un sistema museale in sinergia tra quattro città

Ad aprire il convegno, il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, che nei giorni scorsi ha partecipato all’iniziativa lanciata dal Comune di Benevento sulla possibilità di costruire, sulla Via Appia, un sistema museale, iniziativa cui era presente il sindaco di Benevento, Clemente Mastella. “Su questo percorso”, afferma Rossi, “c’è il progetto di costruire un sistema museale che mi sembra molto importante, in maniera tale da costruire, su questo cammino, un progetto proprio culturale e che possa essere attrattivo”.

“Io ho suggerito anche di lavorare su questa nuova fase del turismo, i camminamenti, che si stanno affacciando”, ha aggiunto il sindaco, evidenziando come ci sia tutta una serie di studi che lasciano intuire e prevedere un forte aumento di questo approccio alla storia e alla cultura di un’area. E a tal proposito Rossi ricorda che la Regione Puglia sta finanziando la ristrutturazione dell’ex Ostello della Gioventù, inserito all’interno di un percorso di camminamenti per turisti.

“La proposta che noi abbiamo lanciato a Benevento, che abbiamo anche condiviso”, ha concluso Rossi, “è quello proprio di costruire una rete partendo proprio dai quattro sindaci dei comuni capoluogo: Roma, Benevento, Taranto e Brindisi, in maniera tale da costruire intorno a questi progetti un vero e proprio piano anche di fattibilità, di sostenibilità economica perché, spiegarono nell’incontro a Benevento, che il riconoscimento Unesco non è semplicemente un riconoscimento al valore storico o culturale di un determinato patrimonio, ma è anche associato alle azioni che le comunità locali faranno, gli investimenti, e la sostenibilità, anche economica, di quel progetto”. “Io penso che dobbiamo fare tutti fronte comune, mettere insieme tutte le energie, la passione, le competenze che ci sono in città e costruire insieme questo percorso”.

Da sinistra, Maria Ventricelli, Riccardo Rossi e Clori Ostillio Palazzo-2

La candidatura a patrimonio immateriale dell'umanità

“L’idea di tutelare la Via Appia come Patrimonio immateriale dell’Umanità viene da lontano”, ha spiegato la presidente del Club per l’Unesco Brindisi, Clori Ostillio Palazzo, “da quando, insieme a Paola Cecere, presidente del Club per l’Unesco di Benevento, abbiamo cominciato a pensare alla Via Appia oltre che come esempio di alta ingegneria di età romana, anche come un vettore pacifico e pervasivo di una cultura egemone, e soprattutto un organismo vivo che crea uno scambio d’identità”.

La presidente Unesco Brindisi ha quindi evidenziato come la Via Appia, quella della nostra attuale toponomastica, non riveli tendenze archeologiche tali da far riconoscere il tracciato dell’antica strada romana: “Ciò nonostante, la Via  Appia, vista come veicolo di scambi, come testa di ponte verso l’Oriente, come coacervo di culture diverse, è entrata nel Dna dei cittadini, tanto che questi hanno riconosciuto e fatto proprio i valori antichi dell’accoglienza, della tolleranza, della solidarietà”. “Sono questi”, ha concluso,  “i valori per i quali si chiede che la Via Appia sia riconosciuta, e candidata, a Patrimonio Immateriale dell’Umanità”.

Il pubblico del convegno-8

Il convegno dedicato alla Via Appia rientra nella Settimana del Patrimonio Culturale  2019 promossa da Italia Nostra su tutto il territorio nazionale. “Settimana di questo mese di Maggio nella quale le sezioni e i consigli regionali di Italia Nostra sono stati invitati a scegliere un bene culturale da portare all’attenzione della comunità locale e nazionale attraverso varie attività di tutela, informazione e recupero”, ha ricordato la presidente di Italia Nostra Brindisi, Maria Ventricelli,  “con lo scopo di diffondere la cultura della tutela e la consapevolezza del ruolo strategico che i beni del patrimonio culturale ricoprono per la crescita sociale ed economica del Paese, come risorse cognitive e motori di cittadinanza attiva”.

Per la Ventricelli, la Via Appia soddisfa tutti e sei i criteri che occorrono per entrare nel Patrimonio dell’Umanità e ora, dopo l’avvio della procedura che ha avuto inizio con la delibera della giunta del novembre 2018, è molto importante acquisire l’adesione delle istituzioni locali, della società civile, delle scuole, delle università del territorio per arricchire il dossier: “Che speriamo sarà depositato nel 2020”, ha concluso maria Ventricelli, elencando le associazioni culturali e le scuole che a Brindisi e in provincia hanno già sottoscritto l’adesione ed esortando a fare rete. “Facciamo rete. Consegniamo  al Ministro dei Beni Culturali tutte le carte necessarie per l’istruttoria”.

Paola Cecere mentre legge il saluto scritto da Clemente Mastella (2)-2

Il saluto di Clemente Mastella

Il convegno è proseguito con la lettura, da parte della presidentessa del Club per l’Unesco di Benevento, Paola Cecere, del saluto del sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Nel suo saluto, Mastella ha messo in risalto l’antico filo, lungo poco più di 300 chilometri, che unisce le città di Benevento e Brindisi. “Un percorso che unisce le due città da oltre 2000 anni e che si rinsalda oggi affinché sia dato il giusto riconoscimento ad una delle opere più straordinarie lasciateci in eredità dagli antichi romani, la Via Appia, Regina Viarum”.

Mastella ha scritto inoltre delle iniziative volte alla promozione della candidatura della Via Appia a Patrimonio mondiale dell’Umanità iniziate più di un anno fa a Benevento, con un convegno organizzato dal locale Club per l’Unesco, e della proficua collaborazione tra il Comune di Benevento e il Ministero dei Beni Culturali. Il sindaco di Benevento ha chiuso il suo saluto ricordando l’incontro avvenuto lo scorso mese di luglio, quando il Club per l’Unesco di Benevento incontrò il Club di Brindisi e il sindaco Rossi, “che con grande interesse ed entusiasmo accolsero l’invito a creare una rete per il  raggiungimento dello scopo comune”, e l’incontro organizzato pochi giorni fa a Benevento.

Annalisa Biffino-2

La Soprintendenza può investire 450mila euro

La dottoressa Annalisa Biffino della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, ha parlato del progetto predisposto dal Mibact “Appia, Regina Viarum”,  “per il quale”, ha comunicato, “il segretariato generale ha richiesto alle soprintendenze di settore che hanno nel loro territorio il tracciato della Via Appia, di elaborare una serie di progetti, interventi mirati, soprattutto ricerca indiretta e scavi, per cercare di puntualizzare quanto più possibile il tracciato”.

“Noi come Soprintendenza”, ha aggiunto la Biffino, “abbiamo fatto una serie di schede di intervento che sono state finanziate. Ora abbiamo questa risorsa notevole, sono 450.000 euro per i quali stiamo poi predisponendo gli atti amministrativi successivi per avviare le attività. La speranza nostra è che queste attività che faremo a breve possano portare un contributo allo sviluppo di questo progetto. C’è da parte della Soprintendenza la massima volontà di collaborare e di condividere il percorso”.

Giuliano Volpe-2

I progetti in corso per la Via Appia

Giuliano Volpe, docente di Archeologia dell’Università di Foggia e componente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici del Ministero dei Beni Culturali, ha ricordato il forte interesse negli anni passati per un progetto specifico sulla Via Appia:  “È stata intenzione del Ministero dei Beni Culturali fare della Via Appia uno degli assi portanti di una nuova idea di parco archeologico e di parco archeologico paesaggistico e anche di promozione di nuove forme di turismo culturale”. Volpe ha ricordato quindi che negli scorsi anni in Italia è stato istituito uno specifico parco dell’Appia, che ha la sua centralità nella parte vicino Roma. Il docente ha concluso il suo intervento introduttivo evidenziando come le autostrade moderne escludano le città, mentre le strade romane le attraversavano, attraversavano i paesaggi, le campagne, le tante comunità.

Prima relazione del convegno è stata quella del professor Daniele Manacorda, dell’Università Roma Tre, che ha parlato di un progetto importante attualmente in corso sul primo miglio dell’Appia, ossia sulla parte iniziale del percorso, a Roma, condotto da studenti e ricercatori. Manacorda ha evidenziato come il primo miglio dell’Appia ha la particolarità di contenere un complesso di monumenti estremamente denso, un “groviglio di testimonianze storiche intrecciate nel paesaggio della città moderna”. Come ha spiegato Manacorda, il progetto Appia Primo Miglio nasce con l’obiettivo di trasmettere le conoscenze storiche costruite in più di dieci anni di ricerche in modo che si trasformino in un patrimonio comune possibilmente condiviso.

Da sinistra, Giuliano Volpe, Alfonso Santoriello, Giuseppe Ceraudo e Daniele Manacorda-2

Il professor Alfonso Santoriello, dell’Università di Salerno, ha parlato di un progetto di ricerca che sta conducendo, nato nel 20111 su proposta della Soprintendenza Archeologica, sul percorso dell’Appia immediatamente fuori dalla città di Benevento. “Ci siamo mossi nell’ambito di una cornice teorica e pratica dell’archeologia dei paesaggi, cercando anche di coinvolgere saperi ritenuti spesso diversi e distanti dall’archeologia, ampliando il più possibile le fonti dell’informazione, al fine di raggiungere i nostri obiettivi”, ha detto Santoriello. “L’interesse nostro era non tanto appunto studiare unicamente un’infrastruttura stradale, seppur importante, ma era quella di ridare voce e storia a dei luoghi silenziosi se non addirittura muti”.

Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, ha sottolineato come più si scende verso Sud e meno si conosce la Via Appia: “Ci sono dei tratti in cui non sappiamo dove in antico passasse. Sto parlando dell’Appia di 2000 anni fa”. Ceraudo ha ricordato le varie ricerche di studiosi di chiara fama sulla Via Appia soffermandosi sui lavori in corso nell’Università del Salento nel territorio tarantino, nei pressi di Oria e a Brindisi e concludendo con il progetto Via Traiana.

Il sindaco Rossi mentre riceve in omaggio il libro Appia Work in progress-2

Il convegno è terminato con il dono al sindaco di Brindisi di una copia del libro “Appia work in progress”, un lavoro nato da un gruppo di fotografi, “Cacciatori d’ombra”, che è anche una mostra fotografica sui paesaggi della Via Appia contemporanea. Tra i contributi del libro, quelli di Paolo Rumiz , Dino Borri e Giuliano Volpe. A donare a Riccardo Rossi la copia del lavoro, Mauro Ieva, del gruppo “Cacciatori d’ombra”.

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