L'ammiraglio difende la Marina: "In Libia ci siamo. Il problema: i trafficanti"

A Brindisi per il cambio al vertice della Terza Divisione Navale, il capo della Squadra navale italiana, Donato Marzano, espone la propria idea sul problema dei flussi migratori

BRINDISI – Si è svolta nella mattinata odierna, a bordo di nave San Marco, nella base della Stazione navale di Brindisi, la cerimonia del cambio al comando della Terza Divisione Navale. Al contrammiraglio Flavio Biaggi, destinato all’incarico di comandante dell’Accademia Navale di Livorno, è subentrato il contrammiraglio Alberto Sodomaco, proveniente dal Comando operativo di vertice interforze, un organo strategico del sistema della difesa nazionale.

Ha presenziato alla cerimonia, prendendo poi la parola, il comandante in capo della Squadra navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che dopo la parte formale dei saluti e dei ringraziamenti, ha pronunciato un veemente discorso per difendere il ruolo ricoperto dalla Marina Militare italiana e dalle sue unità in acque libiche, in questi mesi di forti polemiche attorno alla gestione dei flussi migratori, partendo delle notizie comparse sugli organi di informazione.

Il nuovo comandante delle Terza Divisione Navale, contrammiraglio Alberto Sodomaco-2

La Marina Militare c’è, ha detto l’ammiraglio Marzano, con quattro unità, e sta lavorando per mettere sempre più in condizioni di operare la marina del governo libico, secondo gli accordi bilaterali vigenti, e per salvare vite umane. Ma la questione migranti non si può risolvere solo in mare. Bisogna agire alla radice, per fermare i trafficanti di essere umani, sostenendo e aiutando la Libia, ha sottolineato il comandante della Squadra navale italiana.

Gli essere umani che salgono su quei gommoni sono già naufraghi prima ancora di partire. Ecco perché bisogna intervenire dove operano i trafficanti di esseri umani, quelli che abbandonano nel Canale di Sicilia centinaia di uomini, donne e bambini su battelli pneumatici che hanno autonomia e condizioni di sicurezza ridottissime.

L'intervento dell'ammiraglio Donato Marzano-2

È questa la convinzione del comandante della Squadra navale, espressa con sincerità sul ponte della nave anfibia che ha partecipato a tante missioni umanitarie, partendo da Brindisi, assieme alle unità della stessa classe assegnate alla Terza Divisione Navale. E lo scenario stamani era quello di una città che ha una grande storia di salvataggi.

La Terza Divisione Navale (Comdinav Tre), di base a Brindisi, ha alle sue dipendenze le navi da sbarco San Giusto, San Giorgio e San Marco, l’incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi, nonché la Stazione Navale (Maristanav Brindisi) che svolge attività di supporto tecnico-logistico alle unità militari, nazionali e straniere, ormeggiate nella base. Tutte unità destinate ad operare in proiezione con la Brigata Marina San Marco e il dispositivo anfibio interforze, e con l’Aviazione navale.

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