Ispezione Asl: dormitorio da chiudere. Rossi chiama la Prefettura

Riesplode dopo due mesi, in seguito a esposto del consigliere Oggiano e a sopralluogo del Sisp condotto nella giornata di ieri

BRINDISI – La bomba scoppia nella mattinata, quando sulla scrivania del sindaco Riccardo Rossi arriva la relazione del direttore del Servizio di igiene pubblica della Asl di Brindisi, Stefano Termite, con la proposta di chiusura del dormitorio per migranti di via Provinciale San Vito. Dalla fine del mese di novembre del 2018 è passato poco tempo, ma l’esito dell’ispezione condotta nella giornata del 4 febbraio da due funzionari del Sisp in veste di ufficiali di polizia giudiziaria non lascia più spazio ad alcuna sperimentazione: le condizioni del dormitorio sono tornate alla precarietà estrema, con 250 ospiti invece degli 80 stabiliti e, se così si può dire, “pattuiti” con le comunità africane della città.

Il dormitorio per migranti di via Provinciale San Vito-2

L’esposto di Oggiano e l’ispezione

Il dormitorio stesso, si intuisce dal rapporto dei funzionari del Sisp, è di fatto un luogo inadatto, che richiederà sempre spese costanti di manutenzione. Per ora l’unica via di uscita è vuotarlo, ristrutturalo nuovamente, riaprirlo per sole 80 persone. L’ispezione è scattata su esposto del consigliere comunale dell’opposizione di centrodestra, Massimiliano Oggiano, inviato il 23 gennaio e protocollato il 24 dal Dipartimento di Prevenzione della Asl. Copie della relazione sono state inviate anche alla Prefettura, al questore, al comandante provinciale dei carabinieri, al comandante dei vigili del fuoco, all’assessore comunale e al dirigente del settore servizi sociali del Comune, al comandante della polizia locale.

Il sindaco era già alle prese con la guerra che è stata scatenata contro l’amministrazione civica dalle associazioni delle imprese e dalla stessa opposizione che non vogliono modifiche all’attuale tassazione, ma di conseguenza anche all’attuale gestione della raccolta rifiuti nella zona industriale, altra faccia della medaglia, la più spinosa. Rossi perciò aveva convocato una conferenza stampa per chiarire la strategia della sua giunta sulla questione. Ma si è trovato di fronte alla rinnovata emergenza prodotta dalla situazione del dormitorio. Un conto sono le volontà di accoglienza, un altro le condizioni reali che si determinano  per effetto di altri fattori.

ISPEZIONE A DORMITORIO M IGRANTI 4 FEBBRAIO 2019 - 2-2

Il sindaco: subito il Comitato per l’ordine e la sicurezza

Il primo è il sovraffollamento. Gli ispettori Asl hanno contato circa 250 ospiti invece degli 80 previsti. La maggior parte è gente con il permesso di soggiorno, ha detto il sindaco, che ha pertanto diritto a restare in questo territorio se ha un regolare lavoro. Quindi la chiusura del dormitorio aprirebbe come effetto collaterale una seconda emergenza con cui si devono comunque fare i conti. E il sindaco dice ai giornalisti che chiederà la convocazione urgente del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Perché, è chiaro, questa non può essere la classica patata bollente da scaricare sull’amministrazione comunale del capoluogo.

Anni fa c’era un clima diverso di collaborazione tra Comune di Brindisi, Provincia, associazioni. Domenico Mennitti e Michele Errico progettarono con la Caritas e la Curia l’utilizzo dell’ex caserma dei vigili del fuoco, ma poi con il cambio di amministrazioni quella struttura è finita alla Santa Teresa Spa, che utilizza anche una sede presso Cittadella della Ricerca. Nel frattempo è cresciuto il numero delle persone giunte con i flussi migratori regolarizzate dopo la verifica dei requisiti richiesti dalle norme vigenti. Ma non c’è mercato degli affitti aperto ai migranti, che lavorano nel vasto territorio agricolo di Brindisi, uno dei più grandi della Puglia. Va riesaminato tutto.

ISPEZIONE A DORMITORIO M IGRANTI 4 FEBBRAIO 2019-2

Pertanto, si è chiesto Rossi in conferenza stampa stamani, che fine faranno le decine di persone che si sono ammassate nel dormitorio, almeno 150 over quota? Il punto è questo, e non si può certo affidarne la soluzione al “tribunale del popolo” che imperversa sui social o al gioco delle parti della politica. Se è emergenza, lo è per tutti, e ognuno deve fare la propria parte proponendo alternative alla situazione attuale.

Cosa hanno visto gli ispettori Asl

Cosa dice il rapporto del Sisp-Asl? Oltre alla violazione del numero degli ospiti consentiti, viene rilevata la scarsa igienicità strutturale dell’ex capannone industriale che fu prima centro per anziani, e poi dormitorio per migranti. Umidità, inadeguatezza degli impianti: è una struttura molto vecchia, sul mare. Poi il sovraffollamento ha fatto il resto: i sanitari sono in parte già danneggiati, e non viene effettuata la loro pulizia giornaliera; i locali sono attraversati da cavi di alimentazione elettrica per stufette, fornelli, cellulari, radio; mancano gli estintori; all’esterno, tra il capannone e la sponda del porto, sono sorte baracche e tende di fortuna dove vengono preparati i pasti. Non esistono vigilanza e controllo. Se scoppia un incendio o si verifica un crollo, oppure un’esplosione, non ci sono vie di fuga.

ISPEZIONE A DORMITORIO M IGRANTI 4 FEBBRAIO 2019 - 3 - Copia-2

Adesso si aprirà il vaso di Pandora delle polemiche, delle accuse, degli attacchi, oppure si passerà ad un lavoro comune per trovare una risposta soddisfacente? Il problema di Brindisi è sempre quello: raramente la città ha vissuto un clima di collaborazione tra forze politiche, soprattutto negli ultimi anni. E i risultati si vedono. Ma anche su questo ci sono accuse reciproche. Una Babele di polemiche, infinita, improduttiva, che ci condanna alla stagnazione.

Oggiano accusa

Massimiliano Oggiano"Dopo il blitz del novembre 2018 con il quale lo scrivente insieme ad altri consiglieri comunali   certificavano per ennesima volta (se ve ne fosse stato ancora bisogno) lo stato di degrado assoluto del dormitorio, con inesistenti condizioni igienico sanitarie e di sicurezza, con un numero spropositato di ospiti (circa 250), dopo aver speso per ennesima volta (poco più di un mese fa) soldi pubblici per ripristinare le sufficienti e normali condizioni di vivibilità la struttura in questione, la situazione è tornata come prima, anzi peggiorata con un numero di sopiti tornati  250 su gli 80 previsti secondo la relazione dell’Asl di Brindisi", dice Massimiliano Oggiano, l'autore dell'esposto.

"Siamo stati tacciati di razzismo, xenofobia, intolleranza per aver semplicemente fatto il nostro dovere e non aver girato la testa dall’altra parte da parte di coloro i quali vedono il fenomeno migratorio e dell’accoglienza come una risorsa a prescindere, senza se e senza ma. Ora che la insostenibilità della situazione igienico, sanitaria e di sicurezza  presente all’interno del dormitorio è stata denunciata e certificata dagli organi ufficiali preposti al controllo, verranno tacciati anche questi ultimi di razzismo, xenofobia ed intolleranza?", si chiede. Vedremo cosa proporrà l'opposizione consiliare.

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Commenti (1)

  • Non credo ci volesse un premio Nobel della meccanica quantistica per capire, intuire che la cosa sarebbe finita così.Ma se una città piena di problemi sociali , organizzativi, lavorativi, amministrativi, strutturali , industriali, ambientali come Brindisi ha la sciocca e scellerata velleità di potersi accollare ancora altri guai, ancora altre piaghe perché qualcuno deve provare qualche fugace orgasmo nel soddisfare quell'insana e morbosa voglia ideologica di un accoglientismo buonista ed insulso, allora siamo proprio alle manie suicide , all'autolesionismo spinto. Se le conseguenze di ciò ricadessero solo su coloro accecati dal fanatismo e dalla faziosità ideologica, allora mi starebbe anche bene. Invece tutta la città deve pagarne lo scotto, assistere a scempi del genere, vedere sottratte risorse ( già scarse) che sarebbero meglio destinate, ad esempio, a migliorare scuole e strade. Non c'è mercato degli affitti aperto ai migranti? Perché , chi affitterebbe un immobile a coloro che , in breve tempo, lo ridurrebbero nelle stesse condizioni come in fotografia'? E come mai nessun buonista- accoglientista non si è fatto avanti a mettere a disposizione la sua casa o un immobile di proprietà? Tutti i buonisti non posseggono appartamenti? Hanno questi un regolare permesso di soggiorno? Ma hanno un regolare contratto di lavoro registrato con evidenza di pagamento contributi , inail e ritenute d'acconto? E quanti di questi hanno già avuto a che fare con la legge ? O aspettiamo che la situazione degeneri ancora , magari con la diffusione anche di qualche malattia infettiva, visto in che condizioni sono abituati a vivere? Dove sono tutti buoni propositi da fatina buona che furono enunciati all'indomani dell'ultima pulizia del capannone? Ora chiamatemi pure razzista e xenofobo.

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