Due consiglieri comunali stranieri a Palazzo Imperiali: le loro storie

Il 27 gennaio, Giornata delle Memoria, l'imam Mohammed Hadef e il giovane Mohammed Keita, arrivato dal mare, entreranno a Palazzo Imperiali

Palazzo Imperiali, sede del Comune di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA - Domenica 27 gennaio urne aperte a Francavilla Fontana per l’elezione dei due consiglieri stranieri aggiunti in rappresentanza della comunità dei cittadini stranieri extracomunitari residenti nel territorio comunale. I consiglieri stranieri, così come previsto dallo statuto comunale, avranno il diritto di partecipare e di prendere parola nelle sedute del consiglio comunale e nelle commissioni permanenti.

I due consiglieri aggiunti avranno inoltre la possibilità di avanzare proposte che, se riconosciute meritevoli dalla conferenza dei capigruppo, potranno costituire ordini del giorno su cui il consiglio comunale dovrà esprimersi. Le due figure elette non avranno diritto di voto, non concorreranno a formare il numero legale delle sedute ed eserciteranno il loro ruolo a titolo gratuito.

Mohammed Hadef-2La fase preelettorale si è conclusa con la presentazione di un’unica lista “Con voi per Francavilla” composta da Mohammed Hadef e Mohammed Keita. Hadef è nato in Algeri, ha 65 anni e vive in Italia dal 1992, mentre è residente a Francavilla Fontana dal 2000. La sua famiglia è composta da moglie e tre figli. La primogenita di 28 anni è laureata in Lingue. Il secondogenito (nato a Francavilla Fontana) è laureando in Economia aziendale. Il più giovane è da poco iscritto alla facoltà di Psicologia dell’Università di Torino.

Mohammed Hadef, soprattutto, è l’imam della moschea di Latiano e segretario dell’Associazione La Speranza, sempre a Latiano, che da anni si occupa di agevolare l’integrazione degli immigrati sul territorio italiano. Da lungo tempo l’imam Hadef si occupa di volontariato nel settore della mediazione interculturale, e per professione si occupa anche di favorire gli scambi commerciali tra Italia e Marocco.

Mohammed Keita-2Ha dovuto affrontare la rischiosa traversa del Canale di Sicilia, invece, Mohammed Keita, nato in Guinea, 21 anni, e cresciuto in Costa d’Avorio. Keita è arrivato in Italia dopo aver attraversato l’Africa passando per lo stato del Burkina Faso, il Niger e la Libia prima di varcare il Mediterraneo. Arrivato in Italia ha mostrato sin da subito un grande amore per il nostro Paese.

Poiché in Africa gli era stata negata la possibilità di studiare, non appena giunto presso la comunità per minori, ha voluto imparare la lingua italiana frequentando assiduamente i corsi di alfabetizzazione. Nel 2016 si è trasferito a Francavilla Fontana presso lo Sprar Baiti dove è stato accolto e seguito nel suo percorso di studi.

Keita, infatti, dapprima ha ottenuto la licenza media e successivamente si è iscritto all’Istituto Tecnico Commerciale “Giovanni Calò” che ha frequentato con ottimi risultati fino al quarto anno. Da aprile del 2018 è stabilmente impiegato presso una azienda leader del settore agroalimentare di Francavilla, ha affittato un appartamento,  e spera di  riuscire a diplomarsi nel più breve tempo possibile.

Domenico Attanasi-3“L’imminente elezione dei consiglieri stranieri – ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Domenico Attanasi – rappresenta uno straordinario esperimento civico ed un passo in avanti significativo sul fronte della civiltà, della tolleranza e della integrazione tra i popoli. In un’epoca contrassegnata da facile populismo, e in alcuni casi da vere e proprie spinte xenofobe, Francavilla intende dimostrare che la risposta ai fenomeni migratori deve essere ricercata in una responsabile regolamentazione dei processi di accoglienza ed integrazione e non certo nel disumano respingimento, anche fisico, di uomini, donne e bambini in difficoltà”. 

“In altri termini, al cinismo e all’imbarbarimento dei comportamenti e dei costumi, la nostra Città vuole rispondere con la condivisione delle regole e delle responsabilità. Sono anche fermamente convinto che la politica debba riappropriarsi del suo ruolo di guida e non limitarsi a fare proprie le pulsioni e gli istinti dell’opinione pubblica per mere ragioni di convenienza elettorale. È molto significativo – conclude Attanasi – che l’elezione dei consiglieri stranieri avvenga in una data simbolo della Memoria, quale il 27 gennaio, perché è nostro dovere ricordare e, allo stesso tempo, agire perché ciò che è accaduto non possa ripresentarsi sotto altre forme.”

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