Addio a Tonio Leone, autentico, concreto uomo di carità e di pace

Morto a 75 anni, tra l'affetto degli amici che lo hanno aiutato sino alla fine. Il sindaco: "Esempio per tutti"

Abbiamo conosciuto poche persone coerenti con i propri ideali come Tonio Leone. La sua morte, a 75 anni, con la sola ricchezza della vicinanza degli amici, tanti, e della stima dei suoi concittadini, priva Fasano e la nostra provincia di una persona che aveva fatto del concetto di carità una pratica di vita. La carità della prima Chiesa, quella di San Francesco d’Assisi, al quale era molto devoto.

Una carità estesa non solo agli uomini, ma anche agli animali: la masseria in cui ha vissuto per tanti anni in contrada Monte Pizzuto era ed è rimasta un’oasi di accoglienza per i gatti, decine, che lui curava e che ora sono affidati al proprietario di quella casa, uno dei tanti giovani che Tonio Leone aveva aiutato, e che lo aveva ricambiato concedendogli di abitare in quella antica dimora rurale sopra Pezze di Monsignore.

Tonio Leone era un credente, ed era un uomo di sinistra, di quelli veri. Viveva del piccolo reddito che gli procuravano le lezioni private, talvolta pagate con generi alimentari. Dagli anni Settanta la sua missione era stata aiutare i giovani, soprattutto quelli che rischiavano di perdersi irrimediabilmente a causa dell’eroina. È stato un attivista di Mani Tese, poi dell’esperienza dei Cristiani per il Socialismo, anche consigliere comunale del Partito comunista italiano. Ma non era quella della politica la sua strada.

da sinistra, Tonio Leone, Refaat Sharawi e il fratello Fawaz-2

Risale al lontano 2006 l’ultima serie di contatti frequenti con lui. Si era impegnato nel progetto di aprire un corridoio umanitario tra i Territori palestinesi e la Puglia, per curare le persone ferite e ammalate di Gaza e Ramallah, coinvolgendo il governatore Nichi Vendola e l’assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, ma anche alcuni medici del Policlinico di Bari, e ovviamente i suoi amici. Lo andammo a trovare, per farne un articolo, nella Masseria Giannecchia, dove aveva accolto, dopo uno dei suoi viaggi in Palestina, due fratelli di Ramallah (nella foto sopra), uno dei quali necessitava di una lunga serie di interventi (poi portati a termine).

Un concreto, a volte fino all’ingenuità, uomo di pace. L’ingenuità dei buoni, di chi ha visto in faccia la povertà, la sofferenza e la disperazione, e anche da solo intraprende la strada per cambiare le cose. Il suo spirito francescano originario è il marchio della gente che oggi in Italia è realmente, quotidianamente vicina agli ultimi. Siamo certi che la sua città, Fasano, saprà rendergli il riconoscimento che merita.

Come hanno già fatto i suoi amici, che si sono mobilitati per garantirgli una degna assistenza nelle ultime settimane di vita che la malattia aveva concesso ad Antonio Leone, non più in grado di restare in autosufficienza tra i suoi gatti, vicino a quel caminetto della masseria che era diventata il cuore dei suoi progetti. Ci dicono che al concerto dell’11 gennaio scorso, promosso per raccogliere i fondi necessari a pagare la retta della casa di riposo, non c’era posto per tutti. Quella è stata la misura della stima dei fasanesi per Tonio Leone.

"La scomparsa di Tonio Leone mi commuove molto: la città perde un uomo buono, onesto e generoso, che durante tutta la sua vita ha avuto gli altri, in particolare i più deboli e indifesi, come punto di riferimento", ha detto ieri il sindaco Francesco Zaccaria. "Rimarrà incancellabile nella storia della nostra comunità tutto quello che Tonio ha fatto, in particolare negli anni dell’emergenza-tossicodipendenze, per recuperare i giovani alla vita. Il suo impegno nella società si è espresso anche nelle istituzioni, attraverso una significativa esperienza come consigliere comunale. Esprimo ai suoi cari la più sentita vicinanza mia e di tutta la città, e voglio ricordare Tonio con un caloroso e sincero grazie, indicandolo come esempio a tutti".

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