Lavoro e start up: il Progetto Policoro a sostegno dei giovani

Presso l'istituto Salesiano di Brindisi si è svolto un incontro dedicato al noto contratto di apprendistato di cui si fece promotore San Giovanni Bosco

Francesca Esposto e Don Mimmo Roma

BRINDISI - Nella Sala Grazia Balsamo dell’Istituto Salesiano di Brindisi si è tenuto, nella serata di venerdì 7 febbraio un incontro molto interessante dal tema “Giovani e Lavoro. L’esempio di Don Bosco e l’esperienza Progetto Policoro”. L’incontro si è svolto alla vigilia dell’anniversario della firma del noto contratto di apprendistato di cui si fece promotore San Giovanni Bosco, risalente all’8 febbraio del 1852. 

L’iniziativa è stata aperta da don Mimmo Roma, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e tutor del locale Progetto Policoro. Nel suo intervento introduttivo il parroco della Cattedrale ha spiegato che il Progetto Policoro ha natura di carattere nazionale in quanto nasce nell’ambito della Conferenza Episcopale Italiana ma si concretizza poi nella storia della nostra diocesi con l’apporto di diversi soggetti, tra cui i Salesiani per il Sociale. All’incontro su “Giovani e Lavoro” hanno partecipato il direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, Massimo Rosario Marino, salesiano cooperatore e tutor del Progetto Policoro della stessa diocesi e l’animatrice di comunità del Progetto Policoro di Brindisi, dottoressa Francesca Esposto, che ha ricordato la nascita del progetto nel 1995: “Il Progetto Policoro è un progetto della Chiesa che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione giovanile”, afferma l’animatrice di comunità, che evidenzia poi come il Progetto Policoro metta insieme diversi soggetti: ecclesiali, istituzionali, associativi e soggetti che militano attorno al mondo del lavoro, che insieme aiutano i giovani concretamente accompagnandoli alla creazione d’impresa. 

Don Ercole Stefano Cinelli-2

“Se c’è un ragazzo che nel proprio territorio ha un sogno e vorrebbe realizzarlo, ma non ha le risorse”, prosegue l’animatrice di comunità”, “la Chiesa, insieme a questi altri soggetti, lo aiuta, lo accompagna concretamente, non solo burocraticamente, in tutti gli step che sono necessari per la creazione d’impresa, ma anche con dei fondi, con un micro credito”. L’animatrice di comunità ha parlato, infine, del lavoro svolto dall’equipe del Progetto Policoro della diocesi di Brindisi-Ostuni. Nel 2016 è stata ricreata una rete sul territorio formata da tanti professionisti che durante l’anno si incontrano per progettare, sul territorio, come sia possibile aiutare i giovani. Il Progetto Policoro è stato quindi promosso attraverso le parrocchie e le stesse associazioni che fanno parte dell’equipe e per aiutare i giovani a creare impresa vengono organizzati eventi di formazione e convegni. 

L’incontro sui Giovani e il Lavoro è proseguito quindi con l’intervento di Massimo Rosario Marino, salesiano cooperatore e tutor del Progetto Policoro della diocesi di Foggia-Bovino, che ha parlato della profonda cultura del lavoro di San Giovanni Bosco, “patrono degli apprendisti”, citando alcuni passi significativi tratti dalle “Memorie” di Don Bosco, dal saggio della professoressa Paola Dal Toso dell’Università degli Studi di Verona “Don Bosco e il lavoro” e da una relazione tenuta nel 1988 da don Egidio Viganò, all’epoca Rettor Maggiore dei Salesiani. 

Marino ha ricordato che la cultura del lavoro di Don Bosco nasce in famiglia e che il “patrono degli apprendisti” svolse tantissimi lavori nella propria vita, sin dall’età di quattro anni. Don Bosco sapeva fare tutto: dalla cucina alla sartoria. Fin dagli inizi il suo intento era quello di preparare i giovani apprendisti a guadagnarsi onestamente il pane. Attivò per i giovani tanti laboratori: da quello per calzolai a quello di legatoria, di falegnameria e sartoria, di tipografia e di fabbri-ferrai. Per il santo piemontese lavoro e fatica non erano un peso, ma un sollievo, e questo cercò di trasmettere ai suoi ragazzi. Prendeva a cuore ogni singolo ragazzo, lo avviava ad un mestiere che gli faceva apprendere e poi cercava di collocarlo presso un onesto datore di lavoro. 

Massimo Rosario Marino-2

Nell’Archivio della Congregazione Salesiana sono conservati due contratti di apprendistato di cui don Bosco si fece promotore, il primo risalente al novembre del 1851, il secondo, quello più famoso, risalente all’8 febbraio del 1852. Contratti molto dettagliati che tutelavano al meglio il ragazzo dallo sfruttamento, dalle continue minacce di un possibile licenziamento e che rappresentarono una vera rivoluzione per il tempo. Massimo Rosario Marino ha concluso il suo intervento parlando quindi di ciò che oggi i Salesiani fanno nel mondo del lavoro attraverso il Centro Nazionale Opere Salesiane-Formazione e Aggiornamento Professionale (Cnos/Fap), attraverso i Salesiani per il Sociale e attraverso gli Oratori. 

L’interessante incontro è terminato con il saluto e le conclusioni del direttore parroco della Casa Salesiana di Brindisi, don Ercole Stefano Cinelli, che ha evidenziato l’importanza dell’intuizione del lavoro avuta da San Giovanni Bosco. 

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