Forze dell’ordine e soccorritori: “Necessari test sierologici e tamponi”

Lettera congiunta al governo da parte delle organizzazioni sindacali Siulp, Fns Cisl, Sinafi e Unarma

La necessità di sottoporre a tamponi o a test sierologici le forze dell’ordine e gli operatori del soccorso è al centro di una lettera congiunta dei sindacati Siulp, Fns Cisl, Sinafi e Unarma ai ministeri dell’Interno, della Salute, dell’Economia e delle Finanze, della Difesa, della Giustizia e degli Affari regionali, oltre ai prefetti e ai direttori generali della Asl/Ausl regionali. 

Pubblichiamo di seguito la missivva

Vi ringraziamo per l’impegno costantemente profuso per fronteggiare l’emergenza sanitaria e, facendolo, estendiamo idealmente il nostro ringraziamento e plauso a tutto il popolo italiano che si sta dimostrando, come sempre, all’altezza di ogni sfida, anche la più dura, con indiscusso senso civico, responsabilità, resilienza e solidarietà, tanto che, a livello globale, l’Italia è ormai da tutti riconosciuta come precursore e modello cui ispirarsi.  Come noto stiamo entrando nella c.d. “fase 2” dell’emergenza, momento ancor più delicato rispetto a quello dal quale ci accingiamo a migrare, nel quale necessiterà mantenere – anche a nostro avviso – un più alto il livello di attenzione e unitarietà, essendo fisiologico prevedere l’aumento delle possibilità di “occasioni” di contagio. 

Siamo concordi nel ritenere la prossima fase come “di transizione”, propedeutica, quindi, alle successive, nelle quali, si spera, a fronte di un significativo decremento del rischio biologico Sars CoV-2, sarà possibile un ulteriore allentamento delle misure emergenziali, fino all’auspicato ritorno alla “normalità”.  Siamo, peraltro, dell’avviso che il prossimo step possa anche rappresentare il momento della maggiore consapevolezza, del “mettere a frutto” e, soprattutto, dell’acquisizione e registrazione diuturna di dati, modelli, esperienze, da condividere e armonizzare a livello nazionale e internazionale.  Per far ciò, riteniamo sia imprescindibile indirizzare quante più risorse possibili nel perseguimento di questi fondamentali e strumentali obiettivi, utilizzando le linee di credito europee e ogni altro strumento/procedura di immediata o prossima disponibilità. 

È forse il caso di precisare che tale strategia sarà tanto più vincente, quanto più sarà adottata a livello uniforme e omogeneo su tutto il territorio nazionale, adoperando tutti gli strumenti declinati dalla nostra lungimirante Costituzione, a tutela dei diritti fondamentali e inviolabili della salute e della vita, tenuto anche conto che trattasi di emergenza globale cui accede un modello di profilassi “internazionale” che, non solo per questo, suscita di per sé dubbi sull’opportunità di approcci esclusivamente interni, per lo più regionali o, peggio, asserviti a logiche meramente aziendalistiche.  A tal riguardo, sempre in via del tutto costruttiva e propositiva, il nostro pensiero va, ad esempio, al comma secondo, lett. m) dell’art. 117 Costituzione e al comma secondo dell’art. 120 Cost. – in rapporto agli artt. 3 e 32 Costituzione – nell’ottica di promuovere ogni valutazione intorno all’opportunità di garantire la somministrazione di test sierologici, tamponi, etc. attraverso un aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

In tal guisa, siamo dell’opinione che sarebbe di gran lunga facilitato il lavoro di monitoraggio, acquisizione e armonizzazione dei dati cui facevamo cenno sopra, utili alla Comunità scientifica per suggerire le conseguenti azioni di governo del Paese, propedeutiche al cauto transito nelle successive fasi, secondo un modello condiviso, unitario e omogeneo su tutto il territorio nazionale, in armonia e nel pieno rispetto del dettame offerto dalla Carta costituzionale.  Siamo venuti a conoscenza che qualche Regione ha già avviato, in autonomia, protocolli con le Amministrazioni volti ad eseguire test sierologici sul personale delle FF.PP., ma ciò, ovviamente, non è affatto sufficiente. 
Fermo restando quanto appena assertivamente prospettato, nella consapevolezza che esistano diversi equilibri socio-economici di difficile composizione, siamo assolutamente dell’avviso che i predetti presidi e dispositivi di monitoraggio debbano essere tempestivamente garantiti su tutto il territorio nazionale a coloro i quali, ormai da diverse settimane, stanno combattendo l’epidemia “in prima linea”: gli operatori sanitari, della sicurezza e del soccorso. 

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Nel documento tecnico emanato dall’Inail nel mese di aprile u.s., circa la possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Sars Cov 2 nei luoghi di lavoro, peraltro, sono state individuate le Forze dell’ordine e del soccorso, unitamente al personale sanitario, come le categorie maggiormente a rischio di esposizione al virus a causa della peculiare attività svolta.  Per queste ragioni, con la presente, le scriventi OO.SS., ognuna nella propria autonomia giuridica e rappresentativa, chiedono alle sll. la messa a sistema su tutto il territorio nazionale di test sierologici, su base volontaria, per tutto il personale appartenente alle ff.pp. ed al soccorso, con la successiva effettuazione, entro qualche giorno dal responso, di tamponi orofaringeo in caso di positività.  Certi della cortese e giusta attenzione che riserverete a tale richiesta, che guarda non solo all’interesse particolaristico, ma a quello più ampio dell’intera collettività, restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro.

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