Immigrato aggredito a Torre Santa Susanna, Macchia:"Necessario eliminare il decreto sicurezza"

Il segretario generale della Cgil Brindisi esprime solidarietà, richiama alla dignità umana e a non seguire chi fomenta odio e razzismo

Riceviamo e pubblichiamo una nota di solidarietà da parte di Antonio Macchia, segretario generale Cgil Brindisi, a seguito della notizia dell'aggressione di un giovane originario del Mali, avvenuto nella mattina di venerdì 21 febbraio nelle campagne tra Mesagne e Torre Santa Susanna.

"La brutale aggressione avvenuta in una zona rurale a Torre Santa Susanna, dove un ragazzo indifeso originario del Mali, è stato selvaggiamente picchiato con una mazza di ferro, rappresenta un fatto gravissimo non degno di un paese civile. Gli inquirenti comprenderanno la reale dinamica dei fatti nei quali non intendiamo entrare, anche per non intralciare l’attività investigativa, sta di fatto però che un giovane immigrato affidatosi all’Italia per darsi una nuova opportunità di vita è stato barbaramente picchiato con ferocia inaudito. Lo stesso chiedeva solo di lavorare.

Bene hanno fatto le istituzioni locali, in primis il sindaco di Torre Santa Susanna, a condannare fermamente l’azione vigliacca e stupida che ha coinvolto il giovane ospitato nel nostro territorio. È evidente che tale abietto comportamento, al pari di altri simili fatti già avvenuti, possa essere anche la conseguenza del clima di odio che alcuni soggetti diffondono nel nostro paese facendo dichiarazioni offensive, razziste e discriminatorie. Dunque, irresponsabilmente esortano alla violenza contro i rifugiati, gli immigrati, i richiedenti asilo, le Ong che soccorrono i naufraghi (spesso donne e bambini). Questa condotta è rischiosa, tra l’altro, per la tenuta sociale del nostro paese.

Non basta, quindi, censurare senza riserve gli atti di barbarie disumani che avvengono anche nel nostro territorio, ma occorre agire sul piano culturale ed affrontare senza se e senza ma chi specula sulle fasce deboli della società per mera propaganda elettorale. Ed è necessario essere in opposizione: contro chi incoraggia il razzismo o qualsivoglia altra forma di discriminazione, contro chi appoggia la violenza per colpire le 'fragilità' della società,  contro chi rimuove i diritti umani, contro chi fa soffrire i naufraghi obbligandoli a rimanere prigionieri sulle navi in condizioni disumane, contro chi ha deciso di smantellare i centri accoglienza che ospitano tante persone disperate senza trovare le soluzioni alternative. In definitiva, occorre essere contro chi non considera la dignità umana. Per fare questo si può già intervenire con un provvedimento concreto: eliminare il decreto sicurezza". 

La nota dell'Anpi

Anpi Brindisi, dopo la violenta aggressione a Torre Santa Susanna a un giovane cittadino del Mali, arrivato in Italia in cerca di lavoro, da parte di persone non ancora identificate, esprime la sua piena e concreta solidarietà alla giovanissima vittima di un razzismo che è stato sdoganato anche dai disastrosi decreti sicurezza dei quali da tempo chiediamo al nuovo governo l’abrogazione. Il razzismo equivale a fascismo e l’Anpi non può che scendere in campo contro ogni forma di discriminazione e di incontrollata violenza che colpisce i più vulnerabili. Per questo saremo accanto alla Comunità africana nel sit in che si svolgerà sabato prossimo 29 febbraio davanti al Siproimi Sadaka di Torre per testimoniare la nostra vicinanza al giovane e per combattere, colpo su colpo, ogni forma di insopportabile violenza e di discriminazione razziale.

La nota delle Comunità africana e maliana

La Comunità Africana di Brindisi e provincia, e il suo presidente Drissa Kone, e l’Associazione Maliana in Brindisi, e il suo presidente Zoumana Traore, preso atto della manifestazione indetta dalla Casa del Popolo di Torre Santa Susanna, per sabato 29 febbraio 2020, "aderiscono pienamente a tale iniziativa per condannare l’aggressione razzista nei confronti del connazionale Madi Sissoko. Vogliamo portare la nostra piena solidarietà alla vittima di atti così brutali e vergognosi, perché non si ripetano".

"Noi non chiediamo vendetta, ma giustizia e rispetto per chi è alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa. Purtroppo quanto è accaduto due giorni fa ci ricorda l’aggressione subita da altri due connazionali a Brindisi, sempre e solo per motivi razziali. Ancora nel 2020 accadono fatti che sono inaccettabili e che ci costringono a lottare per la sicurezza e la tranquillità di tutti gli esseri umani. Se qualcuno pensa di essere superiore ad altri, si sbaglia, non c’è un briciolo di distinzione tra di noi: solo i nostri comportamenti possono distinguerci e renderci migliori. Quindi noi combatteremo senza sosta contro ogni disuguaglianza e discriminazione".

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