Vino adulterato: preoccupazione Consorzio Dop Brindisi e Squinzano

Nuovo comunicato in difesa della qualità delle produzioni locali, che potrebbero subire ripercussioni dalla vicenda portata alla luce dal Nas con l'indagine Ghost Wine

BRINDISI - Dopo la tempesta dell'operazione Ghost Wine condotta l'11 luglio dai carabinieri del Nas, con 11 arresti disposti dal gip di Lecce con l'accusa di associazione per delinquere in sofisticazioni di vini, e quattro sequestri di cantine (41 le persone indagate) tra le quali la Megale Hellas di San Pietro Vernotico, il Consorzio di Tutela dei vini Dop Brindisi e Squinzano ha diramato oggi un comunicato in difesa dell'immagine e del lavoro dei produttori vitivinicoli onesti delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, che con grandi sacrifici hanno lavorato per affermare la qualità delle produzioni locali, annunciando preoccupazione per le possibili ripercussioni della vicenda. Ecco la nota del consorzio.

"Il Consorzio per la tutela dei vini Dop Brindisi e Dop Squinzano, in attesa di conoscere l’evoluzione della vicenda giudiziaria che coinvolge alcune cantine del Salento per produzioni di vini adulterati, e pur nel rispetto del principio della presunzione di innocenza dei coinvolti, esprime la propria preoccupazione per i danni che si possono arrecare alla credibilità del settore vitivinicolo del territorio e ai suoi vitigni di negroamaro e di primitivo.

L'Operazione Ghost Wine

La recente inchiesta su vino adulterato e venduto come biologico, Igt Salento, Doc Brindisi, Doc Squinzano, Doc Salice, Doc Manduria, rischia di compromettere l’immagine, la qualità, l’affidabilità di un sistema produttivo e commerciale vitivinicolo sano ed in espansione. In questi anni, grazie al lavoro e all’impegno dei tanti viticoltori della provincia di Brindisi, di Lecce e di Taranto, agli investimenti realizzati, alla lungimiranza di aziende e cantine, si sono affermati sul mercato nazionale e internazionale vini di grande pregio e di qualità.

I vigneti e i vini del Salento sono diventati elementi importanti di identità territoriale, paesaggistica e stanno determinando una crescente attrattività turistica. Tutto questo non può essere messo in discussione da pratiche e comportamenti illegali e non può pregiudicare la genuinità, la qualità di un prodotto frutto di un lavoro consapevole e condiviso. La vicenda giudiziaria di questi giorni, qualora confermasse gli atti di accusa, sarebbe un altro colpo alla crisi dell’agricoltura pugliese, colpita dalla Xylella in un altro suo settore importante, come quello olivicolo.

La vitivinicoltura salentina, grazie agli sforzi e alle fatiche di donne e uomini e agli investimenti realizzati in nuovi impianti e in nuove pratiche agricole, ha raggiunto un alto livello di specializzazione e saprà reagire, anche con opportune forme legali, a tutela del lavoro e delle produzioni contro qualsiasi tentativo di mettere in discussione l’onestà degli operatori e la qualità e l’affidabilità dei prodotti.

C'era una talpa che informava i sofisticatori

Le scelte e il lavoro di imprenditori agricoli grandi e piccoli, di migliaia di persone che hanno rischiato e lavorato rimanendo attaccati alla viticoltura e alla campagna, non potranno e non saranno messi in discussione da questa vicenda giudiziaria. E al di là dei suoi esiti spetta, però, a tutti combattere qualsiasi tentativo di utilizzare in maniera non naturale le uve e il vino del territorio  così come è necessario, per la loro tutela e valorizzazione, eliminare dal settore ogni possibile distorsione come quella determinatasi nel mercato dello sfuso e  che nell’ultimo anno ha visto una riduzione drastica del prezzo.

Va rispettata la natura e nella manipolazione dei prodotti della terra bisogna agire sempre più con senso della misura e del limite. I consorzi sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più incisivo di tutela, con il  coinvolgimento di quanti impegnati nella filiera vitivinicola, a difesa del settore , delle buone pratiche territoriali di coltivazione, della qualificata e onesta  professionalità enologica e dei consumatori.

Alla necessaria tutela, valorizzazione e promozione dei vini, da sviluppare assieme agli enti pubblici, bisogna aggiungere e rafforzare una maggiore funzione di controllo per rispettare e far rispettare quanto già previsto dalla disciplina nazionale, comunitaria e internazionale in materia di prodotti a denominazione protetta.

Il recente riconoscimento da parte del Ministero della “erga omnes” per il consorzio della Dop Brindisi costituisce un altro passo in avanti per rafforzare ed organizzare le funzioni di controllo in un necessario quadro di collaborazione con gli enti e gli organismi preposti. È questa una delle condizioni per evitare che si possano realizzare distorsioni e pratiche non rispettose delle discipline e delle procedure che regolano il settore vitivinicolo.

Il Consorzio per la tutela dei vini Dop Brindisi e Dop Squinzano si rivolgerà agli altri consorzi di tutela per definire un programma di iniziative comuni e che, coinvolgendo i livelli istituzionali territoriali e regionali, contribuiscano a dare corrette informazioni, a definire eventuali nuove regole e discipline e a sostenere campagne di promozione per la conoscenza e la valorizzazione dei vini dei nostri territori".

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