Brindisi: raccolta rifiuti zone industriale e commerciale, cambia tutto

Affermato diritto di privativa del Comune, ma libertà di scelta tra servizio pubblico e privato con percentuali diverse del tributo. Autodenuncia obbligatoria dei quantitativi prodotti e smaltiti

BRINDISI – L’amministrazione comunale di Brindisi imprime una svolta nel problema annoso, e mai affrontato da precedenti gestioni del Comune, della raccolta rifiuti nella vasta zona industriale del capoluogo e in quella commerciale, tenendo conto tuttavia delle proteste seguite da parte delle associazioni delle imprese all’estensione della Tari anche a quest’area rimasta fuori dai capitolati di appalto con le società di igiene urbana che si sono succedute (mettendo di fatto in discussione il diritto di privativa della gestione dei rifiuti in capo al Comune).

L’affermazione del diritto di privativa del Comune

Per l’amministrazione Rossi, si parte dalla delibera del consiglio comunale del 28 marzo scorso, e dalla approvazione del nuovo Regolamento per l’Imposta Unica comunale (Iuc) ripristinando appunto “il concetto della privativa comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani ed assimilati anche in area industriale”. Ecotecnica pertanto potrà servire anche le utenze industriali, molte delle quali avevano nel tempo stipulato contratti privati con altre ditte cui affidavano i propri rifiuti.

La vecchia situazione

Dall’entrata in vigore delle nuove norme nazionali e regionali sul trattamento dei rifiuti, però, qualche anno fa fu precluso – dal gestore dell’epoca, in autotutela si potrebbe dire – l’accesso alla discarica comunale di Autigno di carichi di rifiuti non differenziati sino a quel momento inviati dalla zona industriale di Brindisi. Le ditte che servivano le imprese con contratti privati si dovettero perciò dovute rivolgere a impianti di altre province con una immaginabile lievitazione dei costi.

Il nuovo regolamento lascia libertà di scelta

Nel nuovo regolamento l’amministrazione comunale lascia però libertà di scelta ai conferitori: possono utilizzare Ecotecnica, la società di igiene urbana attualmente operativa, versando Tari piena al Comune, oppure continuare a rivolgersi ad altre ditte con contratti privati, godendo di un taglio dell’imposta, ma a precise condizioni riguardo l’autodenuncia dei quantitativi di rifiuti prodotti e smaltiti. Ecco come.

“L’amministrazione comunale, a seguito dell’approvazione del nuovo regolamento, ha fatto partire una comunicazione a tutte le utenze non domestiche dell’area industriale e commerciale, rappresentando le novità intervenute (servizio pieno e quindi Tari non più decurtata) offrendo tuttavia la possibilità alle stesse utenze di consentire l’eventuale prosecuzione dei rapporti già precedentemente posti in essere con proprie ditte di fiducia”, spiega un comunicato dell’amministrazione civica.

L’autodenuncia obbligatoria dei rifiuti prodotti e smaltiti

Ciò dovrà avvenire però “previa dichiarazione della propria situazione e dell’eventuale prosecuzione dei propri contratti, ai fini della riduzione dal 20% al 60% sulla quota variabile dell’imposta, rispetto a chi si avvale del servizio di Ecotecnica in modo pieno e senza limitazioni. Questa possibilità di scelta da parte dell’utente industriale interviene, tuttavia, solo compilando e restituendo il modello inviato per posta dall’amministrazione comunale entro la scadenza ivi indicata, con il quale si è tenuti a fornire indicazioni anche sul quantitativo totale prodotto mensilmente e annualmente di rifiuti, nonché il rendiconto del quantitativo avviato a recupero, in assenza del quale non sarà possibile applicare alcuna decurtazione della Tari”.

Gli uffici comunali (Ufficio Tributi, Ufficio dei Servizi Finanziari e Ufficio Ambiente) sono a disposizione per ulteriori supporti e chiarimenti negli orari di ricevimento al pubblico e telefonicamente allo 0831229111.

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