"Ombrellone selvaggio? Colpisce da settimane anche a Torre Lapillo"

La segnalazione fotografica di un lettore. La località sullo Ionio è frequentatissima da sempre da cittadini della provincia di Brindisi

TORRE LAPILLO (Porto Cesareo) – Non è territorio della provincia di Brindisi, e la competenza è della Capitaneria di Gallipoli, ma è una delle località marine più frequentate dai cittadini di Mesagne, Latiano, San Donaci, San Pancrazio Salentino e dintorni, e da uno dei nostri lettori che frequenta questa località sulla costa ionica, Torre Lapillo, dal quale giunge la conferma delle dimensioni del fenomeno “ombrellone selvaggio”, la collocazione abusiva oltre il tramonto e sino all’alba, di accessori da spiaggia proprio a un metro dalla battigia per riservarsi il posto per il giorno successivo.

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Da giorni sono sempre gli stessi ombrelloni, le stesse sdraio: erano già lì alle 7,45 di questa mattina e molti posti “prenotati” erano ancora vuoti alle 9,30 racconta il lettore. La prova dell’abuso ai danni degli altri bagnanti frequentatori della stessa spiaggia libera, una pessima immagine agli occhi dei turisti. La costa da Porto Cesareo a Leuca è una delle più affollate della Puglia, i controlli giornalieri sono difficili, ma viene invocato un repulisti liberatorio. Del resto, anche l’Ordinanza balneare 2019 della Regione Puglia ripresa da quelle locali vieta la permanenza sulle spiagge libere di ombrelloni e sdraio oltre il tramonto e sino all’alba.

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Secondo la legge, se vuoi il posto in prima fila devi alzarti alle 5 e non piantare le tende perennemente nello stesso punto, senza rimuoverle. Le multe possono raggiungere i 200 euro, c’è il sequestro di ufficio delle attrezzature da spiaggia, restituibili solo dopo il pagamento della sanzione, che è quella prevista per l’occupazione abusiva di area demaniale marittima. La competenza in materia è anche delle polizie locali, tanto per intenderci: sono i Comuni gli affidatari del demanio marittimo, che viene consegnato alle loro cure e alla loro vigilanza dalla Regione. E allora bisogna tutelare l’immagine tanto sfruttata del Salento, o lasciare le spiagge libere in mano ai furbi? I primati turistici si conservano con i fatti non con le chiacchiere.

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