Positivi al Melli, la Asl precisa: "Nessun legame tra i casi accertati"

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Asl di Brindisi che fa chiarezza sui casi di positività al coronavirus registrati nel Pta di San Pietro Vernotico

SAN PIETRO VERNOTICO - Riceviamo e pubblichiamo una nota della Asl di Brindisi che fa chiarezza sui casi di positività al coronavirus registrati nel Pta di San Pietro Vernotico.

Dall’attività del Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Brindisi non è emersa alcuna correlazione tra i casi di positività riscontrati nella Lungodegenza di San Pietro Vernotico e negli altri servizi del Pta, nell’ambito dello screening effettuato a tappeto su operatori sanitari e pazienti asintomatici.

A dare la notizia, il direttore del Sisp, Stefano Termite. “Con l’aumento del numero di tamponi eseguiti – spiega - troveremo nuovi positivi asintomatici, che vengono subito isolati e messi sotto sorveglianza attiva. Ai primi di maggio - aggiunge - dopo il caso di positività al test per la ricerca di Sars-CoV-2 di un paziente ricoverato nella Lungodegenza di San Pietro Vernotico, asintomatico, sono stati sottoposti a screening 60 operatori sanitari (50 del reparto e 10 di ditte esterne) e 28 pazienti. Sono tutti risultati negativi, a eccezione di un degente che non ha avuto contatti con il precedente caso”.

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“Dal 27 al 29 maggio - prosegue il dottor Termite - i 50 operatori sanitari della lungodegenza sono stati nuovamente sottoposti al test e sono risultati ancora una volta negativi. Sono stati testati per una seconda volta anche i degenti e tra questi è stata registrata una nuova positività: una paziente che non ha avuto contatti con gli altri due casi poiché non deambula. Contestualmente sono stati disposti tamponi di screening negli operatori sanitari degli altri servizi del Pta, dipendenti del Distretto”.

“È emersa - continua Termite - la positività di due impiegati degli uffici distrettuali, asintomatici. I due casi non sono correlabili tra loro né con quelli registrati nella Lungodegenza. Il 28 maggio è stata, infine, refertata la positività al test di tre fisioterapiste sottoposte ai tamponi programmati dal Distretto per lo screening tra gli operatori sanitari. Nei quattordici giorni precedenti la data di esecuzione del tampone le operatrici non hanno avuto contatti con pazienti, né della Lungodegenza né di altre unità operative del Pta. Per ogni caso positivo registrato – aggiunge Termite - è stata eseguita dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica indagine epidemiologica e sono stati identificati tutti i contatti stretti, che sono stati prontamente posti in isolamento domiciliare. L’attività di sorveglianza tra gli operatori e i degenti - conclude - proseguirà anche nei prossimi giorni”.

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Le dichiarazioni della responsabile dell'Unità operativa di senologia

La responsabile dell'Unità operativa di senologia e radiologia di San Pietro Vernotico, Mariangela Capodieci, sottolinea che “lo screening a tappeto con i tamponi per il personale sanitario asintomatico è a tutela degli utenti. Voglio tranquillizzare i miei pazienti: fin dal primo momento sono state attivate tutte le misure di sorveglianza per evitare la diffusione del contagio. Non devono avere timore a eseguire esami nella nostra struttura in quanto, sia per la senologia che per la radiologia, abbiamo percorsi sicuri nel totale rispetto delle norme emanate dalla Regione e vengono sempre utilizzati dispositivi di protezione. In prima persona, in collaborazione con il responsabile prevenzione e protezione aziendale Antonio Ariano e il suo staff, ho adottato gli interventi necessari per garantire la totale sicurezza dei pazienti. È importante - continua - riprendere immediatamente gli esami diagnostici di screening senologico sospesi per quasi tre mesi, durante i quali sono state eseguite solo prestazioni brevi e urgenti. La diagnosi precoce, però, si basa sull'individuazione di tumori in fase pre-clinica, pertanto è fondamentale agire sulla popolazione asintomatica attraverso la ripresa di tutte le prestazioni senologiche programmate".

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