PresaDiretta accende i riflettori su Cerano. Rossi: “Stop al carbone”

Questa sera su RaiTre l’intervista al sindaco sul futuro della centrale di Cerano

Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, con la giornalista di PresaDiretta

BRINDISI – C’è anche un lungo capitolo sulla storia della centrale Enel di Cerano e sul futuro prossimo del sito di Brindisi nella puntata di PresaDiretta, la trasmissione d’inchiesta e attualità, questa sera su RaiTre. Andrà in onda l’intervista al sindaco Riccardo Rossi, per il quale non può esserci più spazio per il carbone, anche prima del 2025,  termine ultimo stabilito nella strategia energetica nazionale.

La centrale Federico II di Enel Cerano

L’intervista del sindaco

Le dichiarazioni del primo cittadino, che valgono come impegno politico amministrativo, sono state rilasciate alla troupe inviata a Brindisi lo scorso 26 novembre, guidata dalla giornalista Raffaella Pusceddu, impegnata in un reportage sulle energie e sul carbone, sullo sfondo delle disposizioni europee e delle strategia energica nazionale. Rossi ha accolto l’inviata a Palazzo di città, nella stanza in cui solitamente si svolgono le riunioni della Giunta. La stessa in cui il sindaco, d’accordo con i componenti dell’esecutivo, ha deciso di chiedere un incontro con il vice premier Luigi Di Maio, essendo il grillino titolare del Ministero per lo Sviluppo Economico, competente in materia di energia e centrali.

La richiesta di Rossi relativa allo stop al carbone è stata già consegnata ai dirigenti della società Enel Produzione, proprietaria della centrale Federico II di Cerano, chiedendo impegni concreti e scadenzati, avendo riguardo contestualmente ai livelli occupazionali, necessariamente da salvaguardare.

La strada del no al carbone è stata battuta da Rossi già prima di diventare sindaco,  come attivista storico del movimento Brindisi Bene Comune, in prima fila in occasione delle battaglie in difesa della salute e dell’ambiente.

Carbone all'inerno della cupola automatizzata-2

No al carbone e Bbc

 “Dieci anni fa proprio qui in occasione della festa patronale, sulla sommità delle scalinate, fu srotolato uno striscione che diceva No Al Carbone”, tenne a ricordare nel discorso rivolto alla città, la sera della festa in onore dei Santi patroni. “Era il grido di dolore di una comunità ferita che chiedeva rispetto, sono passati dieci anni e oggi i tempi sono maturi. L’ avvento delle rinnovabili, le mutate condizioni del mercato termoelettrico hanno ridotto di oltre il sessanta per cento le attività della centrale. L’arrivo della strategia energetica Nazionale che impone al 2025 la chiusura del carbone in Italia, impone un cambio di passo”, ha detto parlando ai brindisini. Quel cambio, per Rossi deve essere realizzato a breve. Entro i prossimi sette anni.

Il futuro possibile

Un possibile esempio da seguire arriva dalla centrale di Porto Tolle, considerata come la gemella di quella intitolata a Federico II, poiché diventerà un polo turistico. "L’operazione Porto Tolle fa parte del programma Futur-e, lanciato da Enel per riqualificare i siti di 23 centrali che hanno concluso il loro ruolo nel sistema energetico o stanno per farlo”, si legge sul sito internet della società. Ma di Brindisi qui non c’è traccia. “Attraverso soluzioni sostenibili e innovative, le dismissioni degli impianti diventano nuove opportunità per i territori che le ospitano”. L’orizzonte per Cerano deve essere quello, per Rossi. Cosa risponderà la società Enel?


 

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