Fontana dell'Impero: restauro da 101mila euro, ecco il progetto esecutivo

Affidato all'esperto Vincenzo Caiulo il compito di redigere le schede tecniche. L'opera, realizzata nel 1940, versa da tempo in stato di degrado

BRINDISI – Il Comune di Brindisi ha stanziato 101.605 euro per i lavori di restauro e messa in sicurezza della “Fontana dell’Impero”, quella situata in via Pasquale Camassa sulla cui facciata, incisa nel marmo, campeggia ancora la scritta a caratteri cubitali “Victorio Emmanuele rege et imperatore/ Benito Mussolini Dvce/ Provincia F.F.”. 

All'esperto di restauri Vincenzo Caiulo, per un onorario di 2.400 euro, è stato affidato il compito di redigere le schede tecniche “come richiesto dalla Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Bari”, che ha autorizzato il progetto. La scelta è ricaduta su Vincenzo Caiulo, a seguito dell’invio di un avviso pubblico ad un elenco di restauratori di fiducia della direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici della Puglia.

La storia della fontana

Il progetto in questione “costituisce – si legge in una determina a firma del settore Lavori e Opere pubbliche, l’architetto Fabio Lacinio – la prima fase di una riqualificazione più complessiva del contesto, caratterizzato dal sistema di scale speculari e dagli ambienti sottostanti utilizzati quali rifugi antiaerei, che va a connettersi c con le restaurate mura cosiddette messapiche di Via Pasquale Camassa”.

Situata proprio a ridosso delle antica mura messapiche, la Fontana dell’Impero si trova al cento di due scale laterali che fanno da cornice a piazza Santa Teresa, con il complesso della chiesa di Santa Teresa e del convento dei Teresiani, attualmente sede dell’Archivio di Stato.  “Fu realizzata in marmo verde delle Alpi – si legge in una scheda tecnica allegata al progetto – e marmo nero della Provincia di Brindisi nel 1940. Caratterizzata dalle linee essenziali e lineari, la fontana ospita sulla sommità l’emblema dell’aquila, mentre a destra e a sinistra lo stemma della città e della stessa Provincia di Brindisi”. 

“Il disegno della Fontana si deve all’architetto Iginio Grassi, che volle realizzarla con la forma particolare a semicerchio che fa da significativa opera di sostegno per il belvedere di piazza Santa Teresa. Sulle lastre di marmo verde resta una semplice iscrizione” che, come detto, fa riferimento all’anno di costruzione, a caratteri romani, al re Vittorio Emanuele e a Benito Mussolini”.

Lo stato di conservazione

L’opera, come noto, versa da anni in condizioni di degrado in gran parte riconducibili alla presenza dell’acqua e all’esposizione ai venti da nord, a non più di 100 metri dal molo di piazzale Lenio Flacco. Questo incide non poco sullo stato di conservazione del manufatto, se si considera che “l’aerosol marino immette nell’atmosfera – si legge nella scheda tecnica sullo stato di conservazione – un particellato di sodio fuligginoso, grasso e adesivo misto a sostanze derivanti dalla combustione degli idrocarburi, innescando processi chimici particolarmente aggressivi per la pietra e non solo”.

Inoltre “la zona inferiore del prospetto centrale nel corso degli anni è stata costantemente lambita dai getti d’acqua e dal suo scorrimento; lazione dell’acqua ha determinato, sulle superfici con cui è venuta in contatto, il depositarsi di composti insolubili ed il formarsi di incrostazioni calcaree stratificate”.  E poi “all’interno della vasca e in alcune zone dei paramenti laterali, in corrispondenza di infiltrazioni d’acqua dalla muratura, si notano sedimenti di muschi e microrganismi alimentati dallo sporco portato dal vento”. 

Oltre all’acqua e agli eventi atmosferici, anche la mano dell’uomo, anzi, degli incivili, ha contribuito allo stato di degrado della fontana. Sulle lastre di copertura del parapetto che delimita piazza Santa Teresa vi sono infatti “numerosi graffiti vandalici, strati di pittura e la mancanza di una porzione consistente di una lastra di marmo che è stata ricostruita con malta cementizia”. 

Cosa prevede il progetto di restauro

Il progetto di restauro e messa in sicurezza prevede: la revisione delle lastre  di rivestimento marmoreo della fontana: lo smontaggio delle sole lastre pericolanti e rimontaggio delle stesse; la pulizia degli strati di calcare depositati sulle stesse lastre; la rimozione delle vecchie stuccature; nuove stuccature dei giunti; il consolidamento del blocco di coronamento in marmo sovrastante la fontana; il ripristino del pozzetto di raccolta delle acque di scarico delle vasche e l’assicurazione del regolare deflusso delle stesse nelle condotte stradali della fogna bianca. 

Il totale dell’importo di tali lavori ammonta a 76.440 euro, a fronte di un importo a base d’asta di 101.605 euro. 

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Commenti (1)

  • Finalmente oserei dire! Si può pubblicare il nome della impresa aggiudicataria dei lavori esecutivi? Grazie

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