Addio ex Deposito catene, spazio al giardino del porto

Progetto 1,6 milioni: collegamento al piazzale del Monumento al Marinaio, da recuperare l’antico motore delle reti di blocco del Canale Pigonati

BRINDISI – Storia, cultura e natura da combinare con fondi per un milione e mezzo di euro per dire addio all’ex Deposito catene nel vecchio molo carbone e realizzare il “Giardino del porto di Brindisi”. Area da collegare al piazzale del Monumento al Marinaio d’Italia e facilmente raggiungibile anche con la circolare del mare.

Brindisi - Il Canale Pigonati-2

Il progetto di riqualificazione

La scommessa per riqualificare in tempi stretti la zona che si trova all’imbocco del Canale Pigonati parte dall’assessorato Lavori Pubblici del Comune di Brindisi, affidato a Elena Tiziana Brigante. Con una disponibilità di fondi propri pari a centomila euro, mentre tutta la parte restante necessaria al progetto, l’Amministrazione spera di ottenerla dalla Regione Puglia.

Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta del sindaco Riccardo Rossi ha approvato il progetto esecutivo per il “Giardino del porto” concepito dalla struttura interna di Palazzo di città per riqualificare l’area che l’Ente ha ottenuto dal Demanio.

Il bando della Regione Puglia

L’idea sarà presentata e, quindi, candidata in risposta all’”avviso pubblico per la selezione di interventi strategici per la fruizione di aree e infrastrutture, finalizzati prioritariamente al miglioramento della qualità dei sistemi e dei servizi di accoglienza del settore turistico”.

Il bando regionale è stato approvato il 22 giugno 2018, conseguentemente al cosiddetto  Patto per lo sviluppo della Puglia, con una disponibilità complessiva che ammonta a 48.195.500 euro. A Palazzo di città, il pensiero è stato rivolto alla zona che dal 4 settembre 2014 è nella disponibilità del Comune, prospiciente il porto interno, all’altezza del Canale Pigonati.

Il gruppo di lavoro

Tutto è partito da una domanda: è possibile regalare un futuro differente a quell’area abbandonata? La risposta è stata trovata da un pool composto da dirigenti, funzionari e impiegati del Comune, al lavoro per la partecipazione ai bandi pubblici di finanziamento. La squadra è composta da Fabio Lacinio, come responsabile unico del procedimento; Teodoro Indini, Antonio Iaia, Marco Locorotondo, Gianluigi Fantetti, Giovanni Nardelli, Antonella Grassi, Marina Mautarelli, Antonio Mela e Teresa Morelli. (Nella foto accanto il sindaco Rossi e l'assessore Brigante).

Il gruppo ha partorito la “riqualificazione del waterfront in un’ottica di potenziamento della relisienza dell’ecotono costiero”. Più semplicemente, ha dato alla luce il “Giardino”: l’area di intervento coincide con l’ex molo carbone, già Deposito Catene.

Gli interventi previsti

Il primo intervento è legato alla “rinaturalizzazione dell’intera area”. “Sarà riproposta la ‘Garrica’ come elemento di ecotono costiero predominante”, spiegano da Palazzo di città dopo l’annuncio del progetto. A dare notizia è stato il sindaco Riccardo Rossi sulla sua pagina Facebook. “Sarà dato spazio a una formazione basso-arbustiva tipica delle regioni a clima mediterraneo, sarà valorizzata la vegetazione esistente, con incremento della permeabilità del suolo, ottimizzando il grado di albedo concorrendo alla mitigazione dell’isola di calore urbana”. Il progetto, inoltre, prevede un raccordo con l’area del piazzale del Monumento al Marinaio d’Italia.

Il motore, le boe e il pozzo

“Saranno anche recuperate le boe e i corpi morti di ancoraggio marittimo”, spiegano sempre da Palazzo di città. Nella delibera approvata dalla Giunta, c’è anche un riferimento alla volontà di “recuperare il motore che si trova in prossimità dell’imbocco del Canale Pigonati”. Durante la guerra era utilizzati per alzare la rete antisommergibile a protezione del porto e quindi della città di Brindisi.

Nell’area a Ponente, è prevista la collocazione di un aliscafo lanciamissili della classe Sparviero, unità veloci ormai fuori servizio da anni la cui flottiglia era di base a Brindisi, donato dal Comando della Marina militare, mentre nell’area a levante sarà valorizzato il pozzo che Plinio il Vecchio cita nella sua Natutalis Historia.

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