Recupero di beni confiscati alla criminalità, finanziati 5 progetti nel Brindisino

I Comuni ammessi al finanziamento sono: Cellino San Marco, Brindisi, San Pietro Vernotico, Oria e San Michele Salentino

BRINDISI – Sono cinque i Comuni del Brindisino ammessi ai finanziamenti relativi all’”Avviso pubblico con procedura valutativa a sportello per l’individuazione di interventi di recupero e rifunzionalizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata in Regione Puglia", nell’ambito del Pon (Programma operativo nazionale) “Legalità” 2014-2020”.

I Comuni ammessi

Sono stati ammessi al finanziamento: il Comune di Cellino San Marco che ha presentato il progetto da 1 milione di euro “Prima casa delle donne” (punteggio 94,9/115); il Comune di Mesagne con il progetto “Porte aperte”, da 198.500 euro (punteggio 90,4/115); Il Comune di Brindisi con “Prima la casa. Rete cittadina di case per i senza fissa dimora), progetto da 393.854,35 euro (82/115); il Comune di San Pietro Vernotico con il progetto “Voice” che vedrà la realizzazione di un centro antiviolenza, finanziata la spesa di 61.045,02 (74,3/115); Il Comune di Oria che ha presentato un progetto da1 milione di euro dal titolo “Centro di aggregazione per la legalità” (punteggio 71,6/115) e il Comune di San Michele Salentino con il progetto “San Michele Legale), il finanziamento ammonta a 508.879,91 (punteggio 70,8/115).

L’Avviso era volto all’individuazione di proposte progettuali tese al recupero, alla rifunzionalizzazione e alla valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, attraverso opere di ristrutturazione e/o adeguamento utili al reinserimento degli stessi nel circuito socio-economico dei territori di appartenenza. Sono state stanziate risorse pari a 9.990.596 euro. Le proposte progettuali dovevano prevedere un fabbisogno finanziario non superiore all’importo di 1.000.000 di euro.

I progetti dovevano essere finalizzati alla realizzazione di: centri per donne vittime di violenza; strutture di servizio per gli Istituti scolastici, in aree caratterizzate da alti tassi di dispersione scolastica e carenze di servizi a favore della comunità, finalizzate a migliorare le opportunità didattiche (es. laboratori linguistici o informatici, agricoli, alberghieri, ecc.), d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca; strutture e centri servizi per soggetti vulnerabili a rischio devianza, quali ad esempio centri per l’accoglienza e l’integrazione dei giovani in uscita dai circuiti penali (sulla base di un’intesa con il Ministero della Giustizia) e strutture e/o centri destinati ad ulteriori fasce deboli della popolazione e dirette a incidere sul miglioramento delle condizioni di legalità.

Brindisi

Per quanto riguarda Brindisi, in una nota l’amministrazione comunale fa sapere che il progetto “Prima la casa. Rete di case contro il disagio abitativo”, si riferisce a due beni confiscati alla criminalità: uno è sito via Montebello al civico11 ed uno in via Benedetto Brin 31.

“Il progetto è stato elaborato per dare una risposta a differenti forme di disagio abitativo presenti nella città di Brindisi. Si potrà così favorire un incremento della legalità in un’area in cui permane un’alta esclusione sociale, migliorando il tessuto urbano attraverso la riqualificazione di spazi abbandonati e l’attivazione di servizi innovativi intorno al tema dell’abitare a favore di cittadini e famiglie delle fasce svantaggiate”.

“Abbiamo presentato dei buoni progetti per raggiungere uno scopo davvero importante - spiega il sindaco Riccardo Rossi - non solo rispondiamo all’emergenza abitativa di famiglie che purtroppo si trovano ad affrontare questo problema ma riusciamo a riqualificare e riutilizzare immobili confiscati alle mafie. Condivido questo ottimo risultato con gli assessori Isabella Lettori e Roberto Covolo (con delega rispettivamente a Servizi sociali e Programmazione economica e Beni confiscati) e su questa strada proseguiremo nel rispondere alle esigenze della città”.

San Pietro Vernotico

Per quanto riguarda San Pietro Vernotico, nascerà un centro antiviolenza nell’immobile sito al civico 310 di via Brindisi. “Una candidatura al bando fortemente voluta dall'assessore ai Servizi sociali Giuliana Giannone per l'importanza che riveste l'iniziativa che riguarda il tema delicato della violenza sulle donne, che purtroppo registra casi sempre più ricorrenti”. Scrivono dal Comune.

“In un momento storico dove le strutture pubbliche offrono sempre meno servizi, l'attuale amministrazione è sempre in prima linea per ottenere il maggior numero di  finanziamenti possibili, dando con i fatti delle risposte concrete alla comunità”.

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