Raccordo ferroviario: nuovo stop. Risolto il contratto con il consorzio Ecit

Il Comune di Brindisi contesta "gravi e reiterate manchevolezze e omissioni" ed esclude la concessione di una ulteriore proroga dei lavori, il cui termine era previsto per il 31 marzo 2019

BRINDISI – Avrebbero dovuto concludere l’appalto entro il prossimo 31 marzo. Ma ormai non vi sono dubbi sul fatto che il cronoprogramma non verrà rispettato. Per questo il Comune di Brindisi ha proceduto con la formale risoluzione del contratto con il consorzio Stabile Ecit (Engeneering Costruzioni Infrastrutture Tecnologiche), aggiudicatario dei lavori di realizzazione del nuovo raccordo ferroviario tra la zona retroportuale ed il Parco merci di Tuturano. L’estromissione è stata formalizzata tramite una delibera a firma del settore Lavori e Opere Pubbliche, l’architetto Fabio Lacinio.

L’amministrazione comunale contesta all’ormai ex appaltatore “gravi e reiterate manchevolezze e omissioni – si legge nella delibera - che hanno generato di fatto una sostanziale inattività delle lavorazioni a partire dallo scorso mese di gennaio 2019, sia di quelle in cantiere e sia di quelle affidate ai subappaltatori”. A detta del Comune “non è ipotizzabile la concessione di una ulteriore proroga dei lavori, alla luce della manifesta inaffidabilità dell’appaltatore consorzio Ecit ed alla incapacità organizzativa dimostrata che ha di fatto impedito il rispetto dei patti e condizioni sottoscritti con il riavvio dei lavori”.  Fra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, del resto, l’azienda ha “dapprima diminuito e poi azzerato la propria presenza in cantiere”.

Lavori appaltati nel 2006

Subisce così un ulteriore intoppo un progetto già al centro di un lungo e tortuoso iter burocratico, fra varianti e risoluzioni contrattuali successivamente revocate. L’approvazione del progetto preliminare risale al maggio 2006.  Nel maggio 2011 i lavori vengono affidati al consorzio stabile Ecit per un importo complessivo di 15,16 milioni di euro, con ribasso del 27,033 per cento sull’importo a base d’asta dei lavori, ribasso del 60% sul compenso per la redazione della progettazione esecutiva, pari a 66mila 400 euro, e con il ribasso del 50,040 per cento rispetto al tempo dei lavori previsto dal bando.

Prime modifiche nel 2012

Ma nel luglio 2012 il progetto viene rimodulato sulla base di un accordo sottoscritto fra la Regione Puglia e il Comune di Brindisi, “per il raggiungimento di nuove strategie di servizio”.  In particolare, “la soluzione progettuale individuata dalla Regione Puglia prevede l’anticipazione della fase 2, consistente nella realizzazione di una bretella di raccordo in contrada Chiodi per immissioni carri merci in stazione centrale, e la sua realizzazione in stretta continuità con l’attuazione parziale della Fase 1, quest’ultima limitata al tratto di binario compreso tra la rete Asi e lo scavalco della strada statale613, che è quello strettamente necessario a realizzare la fase 2”.

Variante approvata nel 2016

Poi nel dicembre 2016 viene approvata una perizia di variante tecnica suppletiva che comporta una rideterminazione dell’importo lordo progettuale pari a 21,8 milioni di euro.  Il consorzio, a seguito di tali modifiche, nell'aprile 2016 porta il Comune di Brindisi in tribunale, chiedendo una somma pari a 14 milioni di euro.  Nell’ottobre 2017, ad ogni modo, viene formalizzato un nuovo cronoprogramma, con slittamento del “termine improrogabile” per la conclusione dell’appalto al 31 marzo 2018.

I lavori, però, non procedono come dovrebbero. Per questo nell’aprile del 2018 il Comune procede con la risoluzione contrattuale per “reiterato inadempimento”.   Fine dei giochi per il consorzio Ecit? No, perché nel maggio 2018 l’azienda, nell’ambito di un incontro con la struttura commissariale, formalizza la volontà di riprendere i lavori. Il mese successivo il Comune revoca la risoluzione, stabilendo un nuovo cronoprogramma che prevede l’ultimazione dei lavori “entro e non oltre il termine del 31 marzo 2019”. Per la seconda volta, dunque, dopo il rallentamento dei cantieri registrato a cavallo fra il 2018 e il 2019, il Comune di Brindisi pone fine al contratto con il consorzio, salvo ulteriori colpi di scena. 

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Commenti (2)

  • La disamina di Lucio è esaustiva e descrive benissimo quanto accade in ambito appalti pubblici. Io aggiungerei che questa città risulta bloccata e, quando va bene, rallentata in ogni sua forma di progresso.

  • Mi riallaccio al commento dello scrivente pubblicato in merito alla notizia dei lavori stradali terminati all'incrocio di viale Aldo Moro con via Tirolo. Ecco, questo è uno dei casi in cui il "meccanismo" degli appalti pubblici subisce, come dire, uno o più imprevisti. Gare prese al ribasso, varianti in corso d'opera ( che ora, pudicamente, si chiamano "fasi";) , ricorsi nel tritacarne demoniaco della legge e della gestione della giustizia , diffide, inadempimenti ( si fa per dire) e via discorrendo. Qualcuno , su ambo le sponde, magari non ha visto concretizzarsi la sua "fetta" di torta, qualcun altro ha fiutato ( o meglio: progettato) il modo di allungare il brodo per drenare più quattrini, qualcun altro ancora si è reso conto del comportamento delle imprese coinvolte è ha fatto saltare il banco e...alla via così. La solita sporca storia di pubblici appalti nel Sud della repubblica delle banane. E da un'altra parte parlano di rilanciare i lavori delle infrastrutture….e qualche babbeo abbocca pure a questa castroneria. E qui a Brindisi si parla di ampliare il porto, di piattaforme logistiche e bla..bla..bla… Che CAZZAROLA di faccia tosta: non saprebbero amministrare manco la nota della spesa dal salumiere e credono di essere gli esperti della materia. Ma di quale materia quello ve lo dico io………..

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