Scuola di voga a Brindisi, tra schifarieddi e giri turistici come a Venezia

Il progetto di Antonio Romanelli e Vincenzo Maggiore: “Identità marinaresca da mantenere anche con il Palio dell’Arca”. Ok del Comune: la Giunta ha approvato il partnenariato

BRINDISI  - Se Venezia è conosciuta in tutto il mondo per le “sue” gondole, perché Brindisi non mantiene in vita la tradizione marinaresca degli “schifarieddi” e della voga in piedi? Sono giovani e sono innamorati pazzi del mare della loro città: Antonio Romanelli e Vincenzo Maggiore, 36 anni entrambi, reduci anche da esperienze di lavoro all’estero, sono determinati ad aprire una scuola di voga che unisca il passato, il presente e il futuro di Brindisi, guardando al turismo. Una scommessa in cui crede il Comune che ha sposato l’iniziativa.

vincenzo maggiore e antonio romanelli bis-2

La scuola di voga

“Il mare è nel Dna dei brindisini”, dice Romanelli, educatore in una comunità. La sua famiglia  ha fatto la storia del Palio dell’Arca. Con papà Franco, timoniere e figura di riferimento per i vogatori, di edizioni ne ha vinte otto. Record imbattuto. “Purtroppo gli schifarieddi non ci sono più ed è stato necessario arrivare a Taranto per avere imbarcazioni nuove: il rischio è che, con il tempo, si perda questa tradizione”, dice. “Non c’è neppure ricambio generazionale ed è un vero peccato. Per questo abbiamo pensato a un progetto in grado di mantenere viva la passione per queste barche, così caratteristiche e indissolubilmente legate al mare di Brindisi, con la costituzione di una scuola di voga”, spiega.

“Vogliamo mantenere vivo un evento tradizionale, com’è il Palio dell’Arca in occasione dei festeggiamenti per San Teodoro e contestualmente puntiamo al coinvolgimento sociale dei ragazzi, anche quanti hanno disabilità, con la costituzione di una flotta di voga alla pesca, vale a dire in piedi, e alla promozione turistica perché pensiamo che ci siano tutte le potenzialità e le condizioni per organizzare giri in barca nel porto interno. A Venezia le gondole sono un simbolo, un segno di riconoscimento. A Brindisi abbiamo gli schifarieddi e non dobbiamo perderli”.

L’esperienza in Australia

“Il mare è di tutti, ma chissà per quale motivo a Brindisi non viene valorizzato. Basti vede come sta morendo viale Regina Margherita”, prosegue Romanelli. “In Australia, a Sidney, hanno un porto che viene sfruttato al mille per mille”, va avanti. Descrive quel porto lontanissimo da Brindisi per averlo visto e vissuto di recente. “Ho lavorato in Australia dopo essere stato in Irlanda, a conclusione degli studi all’università di Parma dove mi sono laureato in Lettere: insegnavo lingua Italia, mentre mia moglie proseguiva il tirocinio. Stando via dalla tua città, pensi e ripensi e ti chiedi: perché Brindisi non valorizza il suo mare?”.

Bella domanda. Per quale motivo? In attesa che i politici e chi amministra assuma decisioni e soprattutto progetti azioni, iniziative e programmi, Romanelli tre anni fa, è tornando a Brindisi. Il suo mare gli mancava troppo. Qui in mare ha conosciuto un altro ragazzo brindisino, appassionato di voga come lui, Vincenzo Maggiore: il progetto della scuola di voga ha iniziato a prendere forma.

palio dell'arca arcobaleno-2

Il fascino degli schifarieddi

“Il fascino degli "Schifarieddi" offre molteplici chiavi di lettura. Al di là del risvolto sportivo e della rievocazione storica del Palio dell'Arca, è soprattutto la possibilità di creare una reale possibilità turistica a dare senso al progetto”, spiega Maggiore, musicista e giornalista pubblicista. “La città di Brindisi è dotata di un porto interno meraviglioso che merita di essere apprezzato da varie prospettive. L'ho provato sulla mia pelle, ho visto i turisti stranieri sbarcati con le crociere restare letteralmente estasiati alla vista delle barche e dei vogatori”, dice.

“E' quasi un paradosso che non si sia mai pensato di creare un'opportunità in questi termini, mi riferisco a  brevi itinerari a remi da vivere nel pieno rispetto dell'ecologia con il rumore delle onde in sottofondo. E' un'operazione tra il puro amarcord e la richiesta attualissima di “turismo lento" che arriva da più parti”. Come non dargli torto. Provare, per credere: si resta affascinati nel vedere il castello che si specchia nelle acque del porto, il Monumento al Marinaio che lo domina impegnato  - sembra – in un continuo dialogo con la colonna romana. Quale altra città ha uno scenario simile a una cartolina?

“Personalmente, ho riscoperto il mare a 30 anni grazie alla squadra dei vogatori Rèmuri. Da un paio d'anni provo l'ebbrezza della voga a sedile fisso sulle lance a dieci remi. Devo ringraziare Franco Romanelli, vero maestro di sport, di tradizione e di vita, Antonio e tutti gli atleti che compongono il team, in particolare le “prime voghe” Massimiliano Nani e Angelo Fontò che mi hanno sempre incoraggiato quando i risultati atletici non erano propriamente allettanti".

palio dell'arca-2

Il Comune

I due ragazzi hanno deciso di tentare la strada della richiesta di aiuto al Comune di Brindisi presentando una richiesta di partenariato. La lettera è stata protocollata il 3 aprile scorso. Hanno incassato l’ok dell’Amministrazione: c’è, infatti, una delibera della Giunta, approvata il 16 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche Giovanili e alla Programmazione Economica, Roberto Covolo.

Il Comune ha deciso di candidare il progetto della scuola di voga al bando indetto dalla Regione Puglia con una dotazione finanziaria di dieci milioni di euro. L’esecutivo ha condiviso lo spirito dell’iniziativa, sottolineando che la scuola “punta non solo a obiettivi di ordine sportivo, ma al coinvolgimento sociale della comunità locale e delle categorie protette. Di primaria importanza, è la possibilità di costruire pacchetti turistici attraverso suggestivi itinerari a remi”.

L’Amministrazione, in caso di ammissione al finanziamento regionale, si è impegnata a “collaborare attraverso autorizzazioni e supporto organizzativo alle manifestazioni che richiedono l’uso di spazi comunali, supporto logistico per l’individuazione di ormeggio e deposito di remi e divulgazione delle informazioni relative alle iniziative”. Le condizioni economico-finanziarie dell’Ente non permettono, al momento, di supportare il progetto sul fronte della dotazione di ulteriori mezzi. Chissà che non ci siano imprenditori di Brindisi disponibili a collaborare.

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