"Entro 15 giorni i dati su emissioni torcia, o fermo l'impianto"

Dopo la diffida di ottobre, il sindaco Rossi invia il preavviso formale di ordinanza: "Vogliamo sapere se ci sono rischi per la salute"

BRINDISI – L’ultima attivazione di ieri venerdì 15 febbraio della torcia di emergenza dell’impianto di cracking di Eni Versalis ha innescato da parte del Comune di Brindisi l’avvio della procedura per la chiusura dello stesso impianto,  prospettata nell’ottobre scorso dal sindaco Riccardo Rossi che aveva sollecitato risposte concrete da parte dell’azienda e degli enti preposti alla vigilanza e alla verifica. Allora si parlò di ultimatum, in realtà quella era una diffida formale. L’ultimo preavviso è quello odierno, che annuncia l’adozione tra quindici giorni esatti di un’ordinanza contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica, se allo stesso Comune di Brindisi non perverranno gli esiti degli accertamenti riguardanti le emissioni della torcia Rv101C, quella di Punta di Torre cavallo (in attesa di essere sostituita da un impianto ground flare.

La diffida dell'ottobre 2018

La comunicazione formale di ciò, a firma del sindaco Rossi, dell’assessore comunale all’Ambiente, Roberta Lopalco, e del dirigente del settore Francesco Corvace, è stata trasmessa ad una lunga serie di enti e agenzie, oltre che alla stessa Eni Versalis: Ispra, Arpa Puglia, Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi, Agenzia regionale strategica per la salute e il asociale (Aress), al settore Vigilanza ambientale della Regione Puglia, e per conoscenza al prefetto, alla Direzione generale per le Valutazioni e le autorizzazioni ambientali e a quella per  i Rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente, ai Dipartimento ecologia e alla Sezione autorizzazioni ambientali della Regione Puglia, alla Provincia di Brindisi.

La torcia di Torre Cavallo e il tratto di mare dove è stata scaricata la soda caustica

La posizione della Filctem Cgil: "Si faccia ricorso agli accordi di programma"

“Con riferimento all’oggetto, facendo seguito alle comunicazioni Versalis Dire/U/0002406 e 2409 del 15 febbraio 2019 inerenti alla segnalazione di ulteriore guasto del sistema di alimentazione del compressore K2001A, MK2001A con attivazione dei dispositivi di controllo e dei sistemi di sicurezza, quali la torcia RV101C, si chiede alle autorità di controllo preposte in ambito Aia, ovvero ad Ispra ed Arpa, di voler verificare e validare la correttezza dei campionamenti del gas di torcia effettuati dal gestore, con particolare riguardo ai relativi rapporti di prova, per valutare se, sulla scorta delle risultanze, fosse stato necessario attendersi che il gestore attivasse le procedure di cui agli articoli 304 e seguenti del Codice dell’Ambiente, previste in caso di imminente minaccia di danno ambientale”, si chiede nella nota del Comune di Brindisi.

Riccardo Rossi sindaco-2“In caso dette risultanze confermassero questa previsione, l’amministrazione comunale dovrà adoperarsi in coerenza con quanto indicato nella propria diffida protocollo 98430 del 10 ottobre 2018 (Diffida al Gestore dello Stabilimento Versalis SpA in ordine alla predisposizione urgente di adeguate misure e idonei strumenti volti al non verificarsi di eventi emissivi incontrollati), chiedendo al contempo all’autorità competente ministeriale che siano applicate le sanzioni di cui al comma 9 dell’articolo 29-decies del Dlgs 152/2006, in relazione all’entità della inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie”, avverte il sindaco Rossi.

Quindi il vero ultimatum: “La presente è a valere anche come avvio di procedimento di ordinanza contingibile e d'urgenza in materia di igiene e sanità pubblica, ex art. 54 del Dlgs n. 267 del 2000, per la chiusura delle attività di cracking collegate alla torcia RV101C e agli altri punti emissivi funzionalmente connessi, il quale procedimento dovrà necessariamente perfezionarsi allorquando non siano forniti, a cura del gestore e con la validazione delle autorità competenti in indirizzo, entro 15 giorni dalla presente comunicazione, elementi comprovanti: qualità e quantità delle emissioni di torcia compatibili con la salute pubblica e non comportanti alcun rischio di pubblica incolumità, sulla scorta degli autocontrolli del gestore validati dal Sistema Agenziale Ispra/Arpa”.

La sfiammata di venerdì 15 febbraio

E ancora “Assenza di rischio sanitario (attestato dagli enti competenti ai sensi della LR 24 luglio 2012, n. 21: ‘Norme a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale’, ovvero Arpa, Asl ed aress) corroborato dalle prime valutazioni fornite nell’ambito della Valutazione del Danno Sanitario più aggiornata, per la quale si fa richiamo alla nota Arpa - Protocollo 0007072 - 2 - 31/01/2019 – DG che ne prefigurava l’imminente conclusione; correttezza dei protocolli di comunicazione e gestione degli eventi emissivi in parola, sia sotto il profilo della tutela ambientale, sia sotto i profili di rischio industriale in conformità al Dlgs 105/2015.”

Immaginabili le reazioni sindacali di fronte al rischio di blocco dello stabilimento petrolchimico, le cui produzioni ruotano attorno all’impianto di cracking. Mas nulla accadrà, dice chiaramente la nota del Comune alle istituzioni e alle agenzie, se i parametri delle emissioni saranno certificati da Arpa, Asl e Aress come non nocive per la salute della popolazione e per l’ambiente. Vedremo cosa si metterà in moto nelle prossime ore.

In allegato la comunicazione del sindaco

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