Un incontro dedicato ad Angelo De Castro “cultore di patrie memorie”

Lo studioso, che per anni ha condotto importanti ricerche sui documenti dell’Archivio di Stato di Brindisi è stato ricordato nella sala convegni dell’Archivio di Stato di Brindisi

BRINDISI - La sezione locale della società di Storia Patria per la Puglia, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Brindisi e la History Digital Library,  ha voluto ricordare mercoledì sera, in un colloquio di studi e ricerca storica, uno degli operatori culturali più attivi in Brindisi tra il XX e il XXI secolo, il professor Angelo De Castro (1942-2018), “cultore di patrie memorie”. Lo studioso, che per anni ha condotto importanti ricerche sui documenti dell’Archivio di Stato di Brindisi, in vista della redazione di un volume sui tabellionati notarili, è stato ricordato nella sala convegni dell’Archivio di Stato di Brindisi. Tra il numeroso pubblico presente in sala, anche la famiglia del professore Angelo De Castro.

Il pubblico del convegno-7

Il cinquantanovesimo colloquio di studi e ricerca storica, coordinato ed introdotto dal professor Antonio Mario Caputo, segretario della Società di Storia Patria per la Puglia, è stato aperto dall’indirizzo di saluto della direttrice dell’Archivio di Stato di Brindisi, Maria Antonietta Ventricelli. La dottoressa ha ricordato come De Castro sia stato, per anni, un assiduo frequentatore dell’istituto, un appassionato studioso, concentrato ed assorto nella lettura dei protocolli notarili, “sempre pronto a fornire il suo aiuto, la sua preziosa consulenza, alle funzionarie archiviste e agli studiosi presenti”.

Da sinistra, Antonio Caputo, Maria Antonietta Ventricelli e Rosanna Savoia-2

De Castro, come ha ricordato ancora la direttrice, era un collezionista, collezionava di tutto, in particolare i santini. “Immaginette sacre che ci mostrava quando ne riceveva di nuove”, ricorda. “E ce ne ha regalate alcune, quelle di cui aveva più copie. Le abbiamo esposte nelle bacheche insieme ad alcuni protocolli notarili aperti alle pagine con i segni di tabellionato”. Nel corso del convegno sono stati esposti anche gli atti di nascita consultati dal professor De Castro e alcune foto che lo ritraggono in momenti anche conviviali della vita dell’Archivio di Stato di Brindisi. La direttrice ha, infine, concluso il suo indirizzo di saluto evidenziando il lavoro di ricerca svolto dallo studioso, che aveva censito circa 2800 segni di tabellionato, e lanciando un’idea: “Sarebbe molto importante pensare anche a una pubblicazione di questo suo lavoro”.

La testimonianza di Alessandro Mariano-2

La serata commemorativa è proseguita con l’introduzione del professore Antonio Mario Caputo, che conobbe il professore De Castro molti anni fa, frequentando la Biblioteca De Leo, “in un tempo, quello, dove a Brindisi, per un sostanzioso gruppo di giovani, direi una squadra, il riferimento culturale è stato il professor Rosario Jurlaro”. Caputo si è soffermato, di seguito, sui molteplici interessi culturali del professor De Castro, che si indirizzavano verso molte materie: dalla storia in generale a quella locale, alla malacologia (lo studio delle conchiglie), all’archeologia subacquea, al collezionismo più vario. “Si interessava di bibliografia antiquaria e di ricerca di antiche compravendite sui tabellionati notarili presso questo Archivio di Stato, dal controllo delle cui carte è riuscito ad estrapolare ben 4000 soprannomi di brindisini”. Il professore Caputo ha ricordato poi che De Castro, sulla scorta di questi appunti e con la collaborazione di alcuni suoi amici, appassionati ricercatori come lui di patrie memorie, stava tentando di riscrivere la storia di Brindisi. 

La testimonianza di Fernando Zongolo-2

Era un appassionato di musica lirica e raccoglitore di libretti d’opera, era interessato alle genealogie familiari ed era un esperto di enologia e fotografia. Caputo ricorda inoltre che De Castro è stato “per lunghi anni amministratore attento ed efficace dell’Associazione Amici della Biblioteca Annibale De Leo di Brindisi” ed è “stato prima socio ordinario e poi socio onorario della Società di Storia Patria per la Puglia, sezione di Brindisi”.

La dottoressa Rosanna Savoia, già direttrice dell’Archivio di Stato di Brindisi, si è soffermata su alcune pubblicazioni dello studioso, tra cui i due volumi sulle masserie dell’agro di Brindisi, il primo del 1993 e il secondo del 1999, scritto in collaborazione con il professor Giacomo Carito. “Un’indagine di grande valore, compiuta rigorosamente”, rileva la dottoressa, che prosegue ricordando l’attenzione rivolta da De Castro allo studio sistematico del notabilato della piazza di Brindisi e quindi alla storia locale che emerge dagli atti dei notai. Negli ultimi anni De Castro si è dedicato alle ricerche genealogiche delle famiglie più illustri di Brindisi. E per far comprendere meglio l’entità delle ricerche del professore, la dottoressa Savoia si è soffermata sui numeri ricavati dagli schedari e dai registri relativi agli utenti della sala studio dell’Archivio di Stato di Brindisi. “L’archivio da lui più consultato nell’ambito delle sue ricerche è stato sicuramente quello notarile”. Infine, la dottoressa Savoia ha ricordato le altre pubblicazioni del professor De Castro.

Giancarlo Cafiero (2)-2-2

La serata è proseguita con le testimonianze di Alessandro Mariano, che ha conosciuto il professore De Castro nel periodo di maggiore attività dell’Associazione Amici della Biblioteca De Leo;  Fernando Zongolo, che ha parlato del periodo in cui De Castro faceva parte del suo gruppo di ricerca di archeologia subacquea, ricordandolo per la sua ricerca sul campo nei vari siti archeologici del litorale brindisino; Giancarlo Cafiero, che ha ricordato un episodio legato ad un pianoforte dello studioso; Antonio De Castro, nipote del professore, che ha parlato di un’altra delle passioni dello studioso, quella per l’astronomia; e la testimonianza del sacerdote salesiano Don Giorgio Micaletto che con De Castro aveva intessuto un bel discorso a livello di trascendenza.

Le conclusioni del cinquantanovesimo Colloquio di studi e ricerca storica dedicato al cultore di patrie memorie, sono state tratte dal presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, professore Giacomo Carito, che ha raccontato come è nato il lavoro sulle masserie dell’agro di Brindisi, i due volumi scritti a quattro mani con il professore De Castro. “Si sviluppò sulla base di verificare alcune localizzazioni medievali”, afferma Carito. “Poi ci accorgemmo che le nostre campagne erano ricchissime di fabbricati medievali, rinascimentali, di età romana. Tutto un grande patrimonio che in quel momento, dopo la riforma fondiaria e dopo l’introduzione della grande industria a Brindisi, si avviava alla sparizione. Tant’è vero che molti dei fabbricati che segnalammo in quei volumi oggi non esistono più”. “Queste ricerche nascevano in un periodo particolare. È  il periodo in cui la grande industria arriva a Brindisi”, prosegue il professore Carito, che rileva poi come insieme all’arrivo della grande industria ci fu una progressiva sparizione delle tradizioni, degli usi, dei costumi locali.

Le conclusioni di Giacomo Carito-3

“Si trattava di recuperare la memoria del passato e questo fu quello che spinse, insieme ad Angelo, tanti altri, ad occuparsi della nostra storia, prima cioè che andasse perduto quel filo di memorie che è ancora legato al passato”. L’altro lavoro che vide impegnati insieme il professore Carito e il professor De Castro fu la Cronotassi dei vescovi di Brindisi, Oria, Ostuni ed Egnazia. Carito ha concluso il suo intervento spiegando che:  “in fin dei conti la History Digital Library che stiamo costruendo è una vera banca della memoria nelle nostre intenzioni, cioè il luogo in cui le memorie dei viventi diventeranno poi patrimonio delle generazioni che seguiranno”. La serata in onore di Angelo De Castro si è conclusa con il ricordo personale di una delle figlie del professore, Emilia, che ha ricordato alcuni momenti di vita familiare.

Nel prossimo appuntamento della Società di Storia Patria per la Puglia che si terrà il 22 marzo, alle ore 17.30, presso la sala Università di Palazzo Nervegna, sarà ricordato un altro personaggio brindisino, l’avvocato Ennio Masiello.  

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