La movida dei vandali: auto danneggiate nella notte

Colpite le vetture in sosta in via Ercole Brindisino. Il problema della videosorveglianza

BRINDISI - "Denunciare e l’unica cosa che possiamo fare oltre che un nostro dovere civico e  giuridico. L’amarezza nel constatare che è una zona centralissima della nostra stupenda città (Provincia, Prefettura, e Piazza Santa Teresa) spesso è fatta oggetto di razzia da parte di bande di bulli o inqualificabili Individui", è lo sfogo dell'avvocato Maurizio Salerno, il primo a denunciare stamattina i danni provocati da una banda di vandali la notte scorsa, giusto per tenere sullo stesso binario i resoconti di ciò che si consuma ai margini della cosiddetta movida.

Non è ancora chiaro se per le indagini si potranno utilizzare le registrazioni di qualche videocamera di sorveglianza, ma lo stesso avvocato Salerno sottolinea che i carabinieri sono arrivati non appena giunta la segnalazione. Il luogo teatro dei fatti stavolta è stata via Ercole Brindisino, che costeggia Palazzo de Leo sino a piazza Santa Teresa. Qui i vandali hanno danneggiato dieci auto rompendo gli specchietti retrovisori, hanno rovesciato i cassonetti della differenziata ed hanno anche preso a martellate la colonna di un cancello d'ingresso. 

Non siamo ai livelli di gravità degli spari, dei ferimenti e dell'ultima aggressione del sabato sera, ma il clima che vivono i cittadini è questo confermando che i problemi di ordine pubblico di questa città sono molto più complessi di quanto qualcuno pensi e voglia fare apparire (soprattutto sui social). Ma al di là della politica ai tempi di Facebook, non si può non sottolineare il problema della videosorveglianza. 

A Brindisi non riesce ancora ad avere un controllo in tempo reale della rete pubblica di videocamere, "consultata" sempre dopo i fatti quindi non con impiego immediato in funzione preventiva e repressiva. Riesce difficile anche a noi riepilogare quanti fondi pubblici siano stati impegnati nelle reti di videosorveglianza urbana e della zona industriale a Brindisi. Ma non c'è ancora una centrale che le gestisca tutte in maniera integrata. 

La sicurezza digitale, se così vogliamo definirla, è una grande risorsa ma non va solo e continuamente invocata o annunciata. Deve funzionare. Se non c'è una azione diretta e immediata con quanto registrano gli occhi elettronici salta anche il principio del supporto della tecnologia alla gestione e tutela dell'ordine e dei beni pubblici e dei cittadini. 

Il problema non è secondario perché non si può dire che le forze dell'ordine a Brindisi non impieghino al massimo i mezzi e il personale disponibili. Proprio nelle ore precedenti il raid i carabinieri avevano effettuato un esteso servizio di controllo in centro, sia sulle persone che sui veicoli. Poi, nella notte, l'incursione in via Ercole Brindisino. 

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