La mamma di Noemi: “L’amore non è mai violenza”

Imma Izzo agli studenti del Giorgi: “E’ vietato morire”. La preside Sardelli: “Straordinaria lezione di vita con dignità”

Imma Rizzo, la mamma di Noemi Durini

BRINDISI – “L’amore non è mai violenza, non è negazione del rispetto per sé, non è controllo. Non è mai amore se fa male”. Con gli occhi gonfi di lacrime, la mamma di Noemi Durini, Imma Rizzo, ha parlato agli studenti dell’istituto tecnico tecnologico Giorgi di Brindisi, in occasione dell’iniziativa dal titolo Oltre il muro del silenzio, organizzata dalla questura di Brindisi in collaborazione con la scuola, in occasione della giornata della festa della donna.

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La mamma di Noemi Durini

Ha voluto rivolgersi ai ragazzi coetanei della sua “bambina” costretta a diventare grande troppo in fretta, per colpa di una storia che non era amore. Aveva 16 anni appena, Noemi. Viveva a Specchia, in provincia di Lecce. E’ stata uccisa da un ragazzo, minorenne, che diceva di amarla. E’ stato condannato a 18 anni e otto mesi di reclusione, con rito abbreviato. Lei stessa, qualche giorno prima, scriveva su Facebook: “Non è amore se ti picchia”.

La lettera di Noemi per gli studenti

Chiede giustizia per sua figlia, Imma Rizzo e rivendica il diritto alla vita di ogni adolescente, di ogni ragazza, di ogni donna. “Noemi ne ha diritto, così come voi avete il diritto di vivere la vita e godere dell’amore sempre con il sorriso sulle labbra e il cuore gonfio di gioia”, ha detto agli studenti che ha voluto guardare negli occhi, attraversando il corridoio dell’aula magna dell’istituto, alla presenza del dirigente scolastico Maria Luisa Sardelli, del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, del questore Maurizio Masciopinto e degli psicologi Vito Brugnola, entrato a far parte dello staff dell’istituto, e Isabella D’Attoma, anche psicoterapeuta. L'iniziativa è stata presentata da Stefania De Cristofaro, giornalista di BrindisiReport.

Ai ragazzi ha voluto leggere una lettera, guardando lassù in alto. In Cielo, dove Noemi guarda e ascolta: “Sono Noemi, voglio parlarvi delle giornate di ragazza come voi e dei tormenti per i compiti da fare, delle regole da rispettare, dei conflitti e delle frivole chiacchiere, delle gioie inaspettate, delle risate e delle ansie senza fine”. L’ha scritta lei, pensando a Noemi e a quella stanza vuota in cui il silenzio è diventato assordante.

“L’amore è la cosa più importante che muove il mondo, che noi adolescenti scopriamo con occhi di incredibile meraviglia. Un mondo in subbuglio il nostro, dove tutto è vissuto all’ennesima potenza, dove si ha fretta di entrare nel misterioso mondo degli adulti. Io in quel mondo ci sono entrata con violenza, mi si è aperto in varco, non ho avuto la forza di trattenermi. Sono diventata schiava di un sentimento, dimenticando e umiliando me stessa”. Le lacrime hanno rotto in gola la voce di Imma Rizzo. “Dall’amore sono arrivata al territorio del male, della violenza e della negazione di se stessi”.

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L’invito ai ragazzi e alle ragazze

Nel passaggio successivo, il messaggio agli studenti: “Ragazzi, niente ha potuto fermare questo legame malato: quando scambi l’amore per la dipendenza, la carezza diventa schiaffo, la gentilezza si trasforma in volgare insulto e la scoperta del corpo abbatte pudore e rispetto”, ha continuato a leggere la mamma di Noemi. “Oggi ricordo con tenerezza infinita tutte le volte che non ti ho ascoltato, mamma, e voi adulti rompiscatole forse sapevate già quanto può essere crudele la vita. Non vi ho creduto. A voi amici, dico di vivere. Diventare grandi, non è essere liberi da regole. La regola condivisa è la fase per creare bellezza e amore. E l’amore non è mai violenza”. Mai.

Le lacrime hanno rigato i volti degli studenti che, con un applauso, hanno voluto abbracciare la mamma di Noemi. “Se potete ricordarmi in qualche vostro passo, in qualche vostra canzone, in questo bel viaggio verso l’età adulta, ricordatemi quando ci sarà da scegliere tra la vita imperfetta, ma libera da dipendenza e ricatti, e la morte che porta alla negazione del rispetto e dell’amore per voi stessi. Ricordatevi che è vietato morire”.

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La dirigente scolastica

Un lungo applauso ha accompagnato Imma Rizzo, sino all’abbraccio con la preside Maria Luisa Sardelli: “E’ stata una lezione di vita, di straordinario coraggio ed enorme  dignità”, ha detto la dirigente scolastica. “Un insegnamento da ricordare ogni giorno per andare oltre il muro del silenzio perché il silenzio va superato. Non bisogna mai avere timore di raccontare le proprie esperienze di vita, mai avere paura di chiedere aiuto”.

Ci sono gli insegnanti, c’è la famiglia, ci sono gli psicologi, ci sono gli uomini e le donne delle forze dell’ordine. Gli studenti del Giorgi hanno ascoltato la telefonate arrivata al centralino della questura di Brindisi di una ragazza di poco più di 20 anni: chiedeva aiuto dopo essere stata picchiata dal suo fidanzato. “Non ho mai denunciato, mi hanno messo i punti in testa”.

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La polizia di Stato e gli psicologi

La denuncia va fatta subito. Scatta subito un protocollo, chiamato Eva come è stato spiegato dal sovrintendente capo Alessandro Stamer, dell’ufficio di prevenzione generale, e dalla dottoressa Alessandra Arpaio, dirigente medico della questura.  

“Ci sono una serie di segnali che non vanno sottovalutati”, hanno detto gli psicologi Brugnola e D’Attoma, rispondendo alle domande rivolte dagli studenti. “Quando un rapporto è malato, va fermato: bisogna prendere le distanze e dire basta. Non è amore se c’è controllo, se c’è limitazione della libertà, se c’è prevaricazione, se arrivano le offese”. Quello non è mai amore.

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I monologhi degli attori e le canzoni degli studenti

Nel corso della mattinata, gli attori della compagnia Aleph di San Vito dei Normanni, hanno proposto monologhi improntati al tema del rispetto della donna. Carla Orlandini è stata la protagonista di “Elenco di parole preziose”, ripreso da Paola Cortellesi in occasione del premio David di Donatello, e in chiusura di un altro monologo dedicato a Noemi. Una riflessione che ha commosso il pubblico, arrivando al cuore.  Franco Miccoli, il protagonista di “Secondo me la donna” di Giorgio Gaber. Gli studenti del Giorgi hanno si sono esibiti riproponendo la Canzone di Marinella di Fabrizio De André e Gli uomini di Mia Martini.

Il sindaco e il questore

Dal questore e dal sindaco, l’invito a parlare: “Bisogna rompere il muro del silenzio per mettere fine a relazioni malate, senza avere timore o vergogna dei giudizi”, ha detto il sindaco. “Bisogna assicurare alle donne ascolto e sostegno. Il Comune, dal canto suo, ha riattivato la commissione per le pari opportunità”. A giorni è previsto l’insediamento. “E’ necessario fare squadra”, ha sottolineato il questore. “Solo nel momento in cui c’è un gruppo, si riesce a garantire interventi immediati. Le forze dell’ordine sono e restano accanto ai cittadini, gli insegnanti sono al fianco degli studenti così come lo sono gli esperti. Ognuno ha un compito e una responsabilità: i ragazzi hanno il diritto di vivere l’amore con gioia e devono saper distinguere il bene dal male. Se c’è violenza, non c’è e non potrà mai esserci amore”.

A conclusione dell'iniziativa, gli studenti del Giorgi hanno salutato la mamma di Noemi con un abbraccio bagnato da lacrime. "Lei vive con voi".

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