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Cinema & poliamore: le relazioni non convenzionali

Il cinema, con i suoi linguaggi, si presta egregiamente a fotografare e dare visibilità ai cambiamenti che avvengono nella società. Facilita il venire allo scoperto di nuovi bisogni, di nuove istanze di cui si fanno promotori gruppi di persone

Una scena del filo "Vicky Christina Barcelona"

Il cinema, con i suoi linguaggi, si presta egregiamente a fotografare e dare visibilità ai cambiamenti che avvengono nella società. 
Facilita il venire allo scoperto di nuovi bisogni, di nuove istanze di cui si fanno promotori gruppi di persone, mettendo, sotto la lente di ingrandimento dei riflettori, temi delicati e sensibili, a tratti anche scomodi, così da facilitarne nuove chiavi di lettura, ampliare ed accogliere diversi modus vivendi, anche distanti dai propri. Talvolta in maniera più semplice ed immediata, talaltra meno.

Cosa che sta accadendo anche con una serie di pellicole cinematografiche, straniere ed italiane, che hanno in passato e continuano a fare oggi, il tema delle “relazioni etiche-non-convenzionali”, che rientrano sotto il nome di “poliamore”.  Un fenomeno questo, trasversale ed indipendente dal ceto sociale e dal grado culturale di appartenenza, che ha preso piede anche in Italia, sdoganando la legittimità di intrecciare relazioni affettive, sentimentali e sessuali plurime e contestuali, i cui protagonisti sono informati della com-presenza di partner, tra loro ufficiali e, ovviamente, verso i quali sono consenzienti.

Ne sono la prova, pellicole molto conosciute di registi di fama internazionale, abituati a scandagliare l’animo umano, come F. Truffaut in Jules e Jim (1962); B. Bertolucci in The Dreamers (2003);  W. Allen, in Vicky Christina Barcelona (2008) e, tra i meno conosciuti  registi italiani, R.C. Carteni in Diverso da Chi? (2008) e F. Muci in L’amore è imperfetto (2012), solo per citarne alcuni.

Il tema del poliamore, diversamente approfondito dal mondo cinematografico, ha spesso risvolti funzionali a far rimanere in piedi la coppia-base, dandole una preziosa opportunità di rinnovarsi e crescere. 

Certamente è un fenomeno che scardina alcune delle colonne portanti delle relazioni e dei matrimoni di stampo patriarcale, che prevedevano, sin dalla notte dei tempi, una doppia morale: imponendo l’esclusività sessuale e sentimentale alle sole donne, mentre ai mariti veniva legittimato, dal costume e dalla stessa morale “ben-pensante”,  l’avere relazioni parallele, extra-coniugali, indipendentemente dal fatto che “si sapesse” o meno, e che le cui mogli fossero o meno delle “cornute ”ufficiali (con tutti i risvolti emotivi e sociali ad esso conseguenti).

Cosa oggi rende rivoluzionario il fenomeno del poliamore?
-    Il superamento del modello della coppia monogamica tradizionale, di indiscussa matrice patriarcale: chiusa per il femminile, ma aperta - da sempre- al solo maschile; 
-    Il venir meno della funzione fondamentale del matrimonio (dall’epoca del diritto romano), inteso come “istituto” nato per disciplinare a livello contrattuale la tutela della prole e (teoricamente..) della donna, completamente dipendente economicamente dall’uomo; 
-    il fondare le relazioni multiple, poliamorose, sul Riconoscimento ed il Rispetto dei propri bisogni emotivi, sentimentali e sessuali (profondi) nel contemporaneo Rispetto di quelli dell’Altro, attraverso una sana negoziazione delle rispettive necessità, che nasce da  un’analisi dettagliata, a breve, medio e lungo termine, del “che cosa” può esser “bene” per Sé e per l’Altro, nella prospettiva di una crescita sana della coppia ed anche, in prospettiva, del sistema-famiglia;
-    il fondare queste relazioni sul Dialogo e sul Confronto (reali), sull’Autenticità, sulla Lealtà e Trasparenza di valori e scelte condivise: dove può tranquillamente esser coltivato il desiderio concreto di Progettualità nella Coppia-base, al di fuori del bigottismo, della menzogne e dei sminuenti tradimenti;
-    la gestione della gelosia, più legata al concetto del “Possesso dell’Altro”, che al concetto di Amore per l’altro (“tu sei.. mio/a..)
-    la possibilità di vivere relazioni sentimentali e sessuali che coinvolgono anche il proprio sesso, al di là delle etichette moraliste di esser “etero puro, gay o bisex”, classificazioni più funzionali al mero concetto di “riproduzione della specie”, che a quello di sessualità ed orientamento.

Ed in ogni caso,  per quanto il tema si presti a svariati approfondimenti e comprensibili resistenze, l’unico consiglio che oggi mi sento di lanciarvi è: vedete i film che vi ho segnalato, che trattano questo tema e temi ad esso collegati. 
Fatevi una “vostra” idea di “che cosa” possa esser concretamente più funzionale ai vostri bisogni: per voi stessi, la vostra coppia presente o futura, cercando Autenticità, nel vostro sentire, nelle vostre scelte,  e rimanendo costantemente Fedeli ad esse, pur nel costante fluire dell’esistenza (..e questo sì che può esser definito: Amore..)

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