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Biblioteca, il sindaco cambia idea. Gli elettori vogliono coerenza

Salta il trasferimento all'ex convento di Santa Chiara, rispunta l'idea del Centro sociale. I dietrofront del passato

BRINDISI - Aveva appena giurato a Palazzo Nervegna e, seguito dai suoi sostenitori in festa (quelli di Bella Ciao della sera della vittoria), raggiunse il palco di piazza Vittoria per tenere il primo discorso da sindaco. Una delle prime cose che farò –disse parola più parola meno Riccardo Rossi - sarà trasferire all'ex convento Santa Chiara la biblioteca provinciale di viale Commenda, scandalosamente chiusa da un paio di anni, per dare la possibilità ai nostri studenti di poterne usufruire. Soluzione precaria e provvisoria ovviamente, ma pur sempre meglio di niente.

Sono trascorsi oltre sei mesi da quel solenne impegno, ma della soluzione anticipata da Rossi, non se n’è parlato più. E non è che non sia successo niente nel frattempo! Almeno un paio di cose che meritano attenzione e che forse ci consentono di contornare meglio la figura del nuovo sindaco e della sua squadra di governo della città.

Biblioteca provinciale di Brindisi-2

Per la ristrutturazione della biblioteca di viale Commenda la Regione ha stanziato un paio di milioni, ed i lavori dovrebbero essere già partiti. Nel frattempo, tra muratori ed elettricisti, si è pensato di aprire –con tanto di cerimonia ufficiale alla presenza di assessore regionale, sindaco, progettista e codazzi vari - la parte della biblioteca riservata ai bambini.

Non ce n’era alcun bisogno, anche perché era quanto meno inopportuna la convivenza tra muratori, imbianchini e bambini, ma le parate sono il pane di chi governa. Eppure le elezioni regionali non sono vicine. Esigenze di rendicontazione? Chissà. Sta di fatto che la biblioteca per bambini sorta in una parte del complesso provinciale in restauro, non è frequentata da nessuno. Deserta. Ma delle cosiddette biblioteche di comunità in formazione in questi mesi avremo modo di parlare in futuro. 

Ex convento Santa Chiara-3

Del trasferimento momentaneo dell’attività della biblioteca a Santa Chiara non se ne parla più. Anche il personale sta pensando ad altro, o è stato trasferito. Ma non basta. Una recente decisione della giunta municipale, su proposte dell’assessore Covolo, il principe dei creativi  con i soldi pubblici, ha deciso che il Santa Chiara, dopo una trentina d’anni, deve ridiventare un centro sociale. Certo con i codici del terzo millennio, senza brutti, sporchi e cattivi. Ma sempre nei paraggi di un centro sociale siamo.

Covolo che brindisino non è (manco Rossi per la verità) non sa che Santa Chiara era prima dormitorio pubblico per i poveri (all’epoca vigeva l’Eca, Ente comunale di assistenza), e poi diventò centro sociale. Una parte nutrita dei brindisini cinquantenni di oggi è passata, con alterni destini, da quei locali. Farne oggi, dopo i milioni che si sono spesi per il restauro, un indefinito luogo di aggregazione giovanile, mi sembra un delitto (nella foto sotto, Roberto Covolo).

Roberto Covolo-5

Ci avevano provato anche altri, senza successo, qualche anno fa all’epoca dell’ex sindaco Mimmo Consales e dell’assessore alla programmazione e vice sindaco Pino Marchionna. Progettista era sempre l’architetta mesagnese Simonetta Dellomomaco, neo presidente dell’Apulia Film Commission, e incaricata di molti progetti che riguardano teatri, biblioteche ed affini. Con finanziamenti pubblici. Era una idea ambiziosa. 

Marchionna, che quando si tratta di grandi progetti è sempre in testa, voleva costituire il Bricc (acronimo più o meno di Brindisi Industria Creativa e Culturale) che s’interessasse di tutti i progetti culturali e relativi finanziamenti, oltre che della gestione del patrimonio. Perno principale e capofila del progetto era il Teatro Pubblico Pugliese a cui il Comune aveva affidato la gestione del Santa Chiara, e da questo girata alla cooperativa Thalassia, da sempre organica alle attività collaterali del Consorzio di Torre Guaceto (sotto, la Kater I Rades a Otranto).

Varotsos e la Kater I Rades

Questo era il “core business” dell’idea, che come prima subordinata aveva la trasformazione del Santa Chiara in un museo delle migrazioni con relativo centro di aggregazione, bar e quant’altro. E per dimostrare che di cosa seria si trattava, si pensò di ospitare nel giardino del complesso il relitto della Kater I Rade, ex motovedetta albanese che il 28 marzo 1997 entrò in collisione con la cor etta italiana Sibilia nel Canale d'Otranto, portandosi a fondo anche oltre 80 anziani, donne e bambini albanesi tra morti accertati e dispersi, in fuga dal loro paese.

L’imbarcazione, come si ricorderà, venne recuperata per esigenze di giustizia e il relitto giacque poi abbandonato su una banchina dalle parti di Forte a Mare. Nei giorni del grande esodo albanese casualmente si trovava a Brindisi Ferdinando Scianna che con la sua Leica immortalò immagini che fecero il giro del mondo. Al maestro della fotografia fu chiesta la disponibilità ad esporre nel nuovo museo i suoi scatti, che fu concessa (nella foto sotto, Consales e Marchionna). 

Il sindaco Consales e in vicesindaco Marchionna-2

Ci si rese conto immediatamente che la Kater, a meno che non fosse sollevata in cielo e calata dall’alto, non sarebbe mai potuta né arrivare né essere collocata nel giardino del convento Santa Chiara e l’idea venne abbandonata. Ci pensò anche uno scultore che riuscì a farsi assegnare il relitto, che era stato trasportato ad Otranto, la cui amministrazione civica si era offerta di ospitarlo e salvarlo così dalla demolizione, e a trasformarlo in una composizione artistica esposta al pubblico dalle parti del porto.

E il Bricc di Marchionna? Naufragò anch’esso perché le tre-quattro società e associazioni coinvolte, dopo qualche riunione non si presentarono più neanche agli incontri, ritenendo il progetto velleitario e dispendioso. Qualche mese dopo l’amministrazione Consales si concluse, seguì l’ennesima gestione commissariale, poi venne l’esperienza della sindaca Carluccio, l’ultimo commissariamento ed infine l’attuale amministrazione quella appunto che ha approvato l'attuale progetto, quello del centro di aggregazione di Covolo (sotto, un laboratorio negli anni del Centro sociale S. Chiara)  

). foto d'epoca centro sociale santa chiara-2

All’epoca, a cura del Teatro Pubblico Pugliese, si effettuarono altri lavori al convento  Santa Chiara e si parlò di una spesa di un paio di centinaia di migliaia di euro. Chi ha pagato? Di carte ufficiali, nemmeno l'ombra. Un paio di considerazioni finali. La prima è che la ricerca di finanziamenti pubblici per la cultura e il turismo sia una sorta di ossessione per questa amministrazione. I soldi sono sempre benedetti, ma poi bisogna saperli spendere e capire che una volta realizzati i progetti occorrerà poi gestirli, e ci vogliono ancora soldi ed anche molto altro.

Nei mesi in cui vent’anni fa fui assessore al bilancio imparai che la differenza tra investimento e spesa corrente è abissale, e se sbagli ti rompi le corna! Occorre quindi avere le idee chiare, programmare con competenza e lucidità, e stabilire certezze. La cultura, come è sotto gli occhi di tutti, non può essere l’unico ambito in cui essere attivi. Non capirlo è solo inutile propaganda e la gente ne ha ormai abbastanza. 

Riccardo Rossi-9

E poi c’è da chiedersi quanta affidabilità può garantire a chi l’ha votato e sostenuto il Rossi sindaco. Il cambio di idea rispetto a quello che lui stesso annunciò sulla biblioteca provinciale non è la fine del mondo, ma un minimo di correttezza non avrebbe imposto che ne fossero spiegate le ragioni? E’ soprattutto la somma di queste distrazioni che i cittadini cominciano a fare.

E’ vero che un conto è stare all’opposizione e l’altro al governo – i grillini lo stanno pesantemente scoprendo in questi mesi - per questo occorre sempre cautela, a prescindere da dove si è collocati. E’ vero che, machiavellicamente, in politica non si arrossisce mai, ma pretendere poi che la gente dimentichi, è chiedere troppo. E Rossi, da oppositore ne ha dette tante, dalla Fondazione Giannelli allo spostamento dei rimorchiatori di Barretta, al nuovo assetto della Cittadella della Ricerca e via di seguito. Ed anche per questo tanta gente lo ha votato e ora si attende coerenza.   

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Commenti (1)

  • Ho sempre definito , nei miei commenti, la mala genia dei politici e degli amministratori pubblici ( di qualsiasi colore costoro fossero) solo una manica di figuri che se non sono disonesti sono incompetenti o entrambi ( tanto per mantenersi sul pulito) . Ciò che leggo nell'articolo è una ulteriore dimostrazione scientifico-euclidea che quanto da me asserito è una legge matematica, un teorema semplice e preciso come quello di Pitagora. Ciò che invece è ALLUCINANTE è che vi sia sempre una certa fetta di popolo bue e ignorante che li voti pure: che dire? Il masochismo spinto al massimo, l'autolesionismo quale stile ed obiettivo di vita ...boh, contenti loro...i votanti E Brindisi va...va sempre ….. come la barca in mezzo al mar.…..

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