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Aeroporti ed elezioni regionali: non cadere nelle polemiche-trappola

Gli impegni del governatore Michele Emiliano per i voli civili a Grottaglie, le reazioni, e le spiegazioni da chiedere all'azienda che governa la rete degli scali pugliesi

Le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, circa l’impegno della sua amministrazione per l’avvio di collegamenti passeggeri da e per l’aeroporto di Grottaglie, rientrano chiaramente in uno scenario di campagna elettorale molto anticipata. Emiliano, che ormai da tempo è fuori dal Pd, sta tentando il proprio rilancio nel 2020 attraverso una compagine fondata su un listone trasversale di movimenti civici, come quello che attualmente amministra Mesagne, con cui tenta di fare pressione sui partiti. È di questi giorni la presentazione del simbolo e del progetto “Con”.

Nessun raziocinio, se non quello elettoralistico, può sostenere la tesi di una regione come la Puglia con tre aeroporti passeggeri, al pari della Lombardia tanto per intenderci, che ha Malpensa, Linate e Orio, o del Veneto (Venezia, Verona, Treviso), che denunciano ben altri volumi di traffico. Emiliano confonde il civismo con il campanilismo e le spinte localistiche, ed in ciò è stato sostenuto, proprio nel caso dell’aeroporto di Grottaglie, anche dall’attuale sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, dal consigliere regionale Mauro Vizzino che erano già dichiarati favorevoli all’avvio di collegamenti passeggeri da quella pista, oltre che da associazioni tarantine e dallo stesso assessore regionale Cosimo Borraccino.

Proprio per tale motivo la risposta non può essere quella della polemica politica, che diventerebbe a sua volta sensibile ad interessi elettorali anche se opposti. La risposta deve essere quella della richiesta di chiarimenti urgenti sia al management di Aeroporti di Puglia, di cui la Regione è ancora socio unico dopo aver reintrodotto un consiglio di amministrazione al posto dell’amministratore unico, con il mandato di cercare partnership sul mercato, che all’assessore regionale ai Trasporti, che non figura in questa boutade dei voli civili a Grottaglie.

All’aeroporto di Grottaglie la Regione Puglia ha da tempo assegnato un importante ruolo di innovazione, sviluppo e investimenti, dal traffico cargo, alla realizzazione di un’area di produzione e movimentazione delle merci, al test-bed (unico in Italia e in Europa) per il volo senza pilota, una delle principali sfide per il futuro dell’aeronautica, sino al recente progetto di spazioporto per gli shuttle che effettueranno i voli orbitali turistici. Si tratta di percorsi di rilevante potenziale per il territorio, che qualcuno sta riuscendo addirittura a fare passare in secondo piano impegnandosi mediaticamente per il trasferimento a Grottaglie di voli civili. Con il rischio collaterale di perdere concentrazione e impegno sugli altri, più realistici e utili progetti.

Aeroporto del Salento Brindisi-3

A questo punto Brindisi cosa dovrebbe fare? Cadere nel gioco della liaison elettorali? Sventolare la propria bandiera? No: secondo noi dovrebbe aprire un confronto molto chiaro con Aeroporti di Puglia e la Regione, per capire cosa stia accadendo. Ci sono cose che spesso sfuggono, come l’accordo per il trasporto di prodotti freschi via aereo tra Bari e la Grecia, promosso anche dalla Camera di Commercio del capoluogo pugliese, mentre non sappiamo che fine abbiano fatto i depositi frigo che il Papola Casale di Brindisi possiede da molti anni, e come il trend di crescita del traffico passeggeri, che comunque c’è ma che risulta la metà di quello di Bari.

La domanda è, dunque, quali siano gli assetti reali che Aeroporti di Puglia vuole dare alla rete degli scali aerei regionali, al di là delle dichiarazioni di circostanza che francamente non sappiamo più quanto contino realmente, se poi si va avanti promettendo voli civili a Grottaglie e continuando a investire soprattutto nelle stesse direzioni senza rendere disponibili studi sui volumi di traffico e sulle potenzialità dei singoli territori. Insomma, se i patti territoriali si possono infrangere ad ogni scadenza elettorale, la prospettiva che si apre è quella di una disgregazione politica tra città ed aree della Puglia, che potrebbe costare cara al peso nazionale ed europeo della nostra regione.

Quindi chi si oppone a queste sortite del governatore Emiliano non chieda semplicemente al sindaco di Brindisi di intervenire, ma lo faccia in prima persona con i propri parlamentari regionali e nazionali. Altrimenti, come già detto, si finisce nel labirinto letale della semplice polemica politica, pronti comunque a svincolarsi da qualsiasi responsabilità. È una vecchia storia, che Brindisi conosce bene avendo pagato alti prezzi per tali comportamenti.

LE DIVISIONI DELLA POLITICA BRINDISINA SUL CASO GROTTAGLIE

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