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"La Grande Foresta Orientale: una grande opportunità"

Una riflessione del consigliere comunale Massimo Ciullo sul progetto di rinaturalizzazione dell'area Sin di Brindisi

BRINDISI – Riceviamo dal consigliere comunale di Brindisi, Massimo Ciullo, e pubblichiamo il seguente intervento sul progetto “Grande Foresta Orientale”.

"Il progetto Grande Foresta Orientale da realizzare Nell'area Sin (Sito di Interesse Nazionale) del Comune di Brindisi può rappresentare un'opportunità straordinaria per la rinascita del nostro territorio. I benefici sarebbero molteplici: assorbimento dell'inquinamento; riqualificazione del paesaggio; nuove tipologie di investimenti e di attività lavorative; attrazione turistica; miglioramento delle condizioni di salute collettiva.

Insomma un proficuo rimescolamento delle carte sotto tutti i profili: sociale, culturale ed economico. Brindisi con una forestazione così vasta potrebbe rappresentare un modello da seguire a livello nazionale. Tutto ciò a condizione che si parta immediatamente verso questa direzione e ci si lasci alle spalle, senza timore, i vecchi stereotipi di produzione economica. Non è semplice.

Ma fino a quando lo sviluppo sarà immaginato come disorganica espansione edilizia e industrializzazione a tutti i costi, Brindisi regredirà sempre di più. Anche perché queste ultime due categorie da anni non garantiscono più nuova occupazione.

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Sarebbe altresì opportuno che il Comune, quale ente esponenziale degli interessi collettivi, si facesse promotore, istituzionalizzandolo, di un "tavolo" permanente intorno al quale far sedere tutti i soggetti portatori di un dovere legale, ma anche morale, per la realizzazione della Grande Foresta Orientale che dovrà rappresentare un modello di sviluppo economico, ambientale e paesaggistico che sia alternativo a quello degli ultimi decenni e allo stesso tempo innovativo, in grado di affrontare in maniera finalmente pragmatica le sfide del mercato globale in termini di impiego di risorse inesauribili.

Il progetto della Grande Foresta Orientale rappresenta un importante punto di partenza in questo senso, il quale esprime, altresì, una interessante applicazione concreta dell'identitarismo che non può prescindere dal legame indissolubile tra popolo e terra e quindi della preservazione piuttosto che della insensata distruzione dell'ambiente. Ed anche il nome è evocativo di miti identitari: la Grande Foresta Orientale”.

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