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Per il suo futuro turistico, Ostuni conservi meglio il territorio

Intervenendo ad un convegno nel quale si decantavano le bellezze di Ostuni e dell'area circostante, facevo presente che la forte attrazione esercitata dalla "città bianca" sui visitatori ha prodotto nel tempo un rovescio della medaglia

Intervenendo ad un convegno nel quale si decantavano le bellezze di Ostuni e dell'area circostante, facevo presente che la forte attrazione esercitata dalla "città bianca" sui visitatori ha prodotto nel tempo, come rovescio della medaglia,  manomissione e degrado del territorio ad opera degli abitanti del luogo e degli investitori esterni, in mancanza di adeguate misure per la salvaguardia dell'ambiente. 

Basta dare uno sguardo dai finestrini degli aerei che sorvolano la zona oppure mettere a confronto le aerofotogrammetrie di alcuni decenni fa con quelle attuali per rendersi conto delle alterazioni che ha subito il paesaggio, il mutamento di destinazione dei terreni, a seguito della costruzione ininterrotta di ville dalle cubature sproporzionate nella zona collinare, con il risultato che il consumo inappropriato di suolo agrario in tale area ha seguito l'esempio infelice di molte città del Mezzogiorno. Lo stesso dicasi, tranne qualche eccezione,  per le zone costiere, in particolare per l'insieme di costruzioni che assediano l'antico e suggestivo porto e borgo marinaro di Villanova.  

ostuni panoramica

La parte di territorio che è riuscita meglio a salvarsi è quella digradante verso il mare, detta "Lamarina", a lato della statale 16 Adriatica, popolata da una moltitudine continua di ulivi di grande mole dalla chioma sempreverde, in gran parte ultracentenari, dalle caratteristiche strutture contorte dei tronchi, vere 'sculture viventi', che rappresentano l'aspetto più singolare e seducente dell'agro ostunese. Unica anomalia , vero "pugno nell'occhio", è rappresentata dalla vasta area industriale che sorge a ridosso della stazione ferroviaria, che interrompe la continuità del verde del paesaggio olivicolo, ferendo lo sguardo del turista ammirato, che si affaccia dai balconi del borgo antico.

Rispetto ad altre realtà della Puglia centro meridionale, di antica e consolidata tradizione turistica, come le cittadine di Alberobello,   Otranto , Gallipoli,  più recente ed impetuoso è stato il flusso turistico diretto ad Ostuni. Tale sviluppo  può farsi risalire alla realizzazione del nuovo tracciato della statale 379 (oggi determinante è invece il ruolo del trasporto aereo low-cost), al tratto costiero brindisino della superstrada Bari-Lecce, che ha aperto, a partire dagli anni '60 del secolo scorso, inedite prospettive su luoghi incontaminati al turista di passaggio, incantato di fronte allo scenario in lontananza della "Città bianca", splendente di luce solare sulle colline durante il giorno e illuminata da mille fiammelle, come un grande braciere acceso, sospeso in alto, durante le ore serali.

Ostuni, piazza della Libertà di sera

A seguito dell'apertura della nuova via di comunicazione, sul tracciato della antica via Traiana, due eventi hanno determinato il decollo di Ostuni, come città turistica di prima grandezza: la realizzazione lungo il litorale di due importanti insediamenti turistici, i villaggi Valtur e soprattutto quello di Rosa Marina, che con il continuo ricambio di ospiti, anche internazionali, nelle loro strutture hanno contribuito a dare notorietà alla "città bianca".   Quello è stato il periodo in cui, un po' ovunque in Puglia, si è andati alla riscoperta e valorizzazione dei centri storici, quando si è constatato che essi rappresentavano, per le loro peculiarità,  luoghi di grande attrattiva turistica, mentre prima di allora tali luoghi, abitati da povera gente, erano stati trascurati e poco considerati.

Così è avvenuto per l'attraente borgo medievale di Ostuni, serrato sul colle più alto intorno alla magnifica cattedrale dalla caratteristica facciata tardo gotica e solcato da un intrico di stradine e gradinate, alte case a cascata, trattenute qua e là da archi rampanti, con la suggestiva visione, nella piana sottostante, dell'ampia distesa di ulivi lussureggianti ed in lontananza dell'azzurro del mare Adriatico. Da allora, causa il crescente flusso di visitatori,  vi è stato un fervore inarrestabile di iniziative nel borgo antico, che ne hanno modificato l'aspetto, rendendolo simile alle più rinomate località turistiche, per la fitta presenza di locali di intrattenimento, ristoranti, trattorie, B&B, alberghi, esercizi commerciali per la vendita di souvenir e prodotti tipici del luogo ed altro.

La cattedrale di Ostuni-2

Il problema, comune ad altre note realtà turistiche, è diventato ora quello di come regolare il continuo andirivieni di persone e di mezzi di locomozione in città per  evitare gli inevitabili intasamenti nel traffico.    Infine, credo valga la pena  di soffermarsi sulle vicende del villaggio di Rosa Marina per il forte impatto che la sua realizzazione ha avuto sull'intera collettività ostunese e per qualche deduzione che se ne può trarre dal loro svolgimento.

Concepito come villaggio residenziale per famiglie, destinato nelle prime fasi, durante gli anni '60 del secolo scorso, ad una clientela prevalentemente estera, pensionati desiderosi di trascorrere gli anni  di inattività in una località amena, mano a mano, dopo un inizio stentato, con la gestione dell' austro-canadese Max Schachter, il vero fondatore del villaggio, il "deus ex machina" della situazione, il progetto iniziale prese il via, assumendo la forma attuale, dopo la forte richiesta di lotti, che vi fu da parte di acquirenti baresi, poi brindisini, ostunesi e di altre località, con il risultato di vedere soppiantati in breve tempo i pochi compratori stranieri iniziali e di vedere modificata la destinazione del villaggio, da residenziale a villaggio vacanze.

masseria Gravina e Lama Rosa Marina Parco Dune Costiere-2

Il successo dell'iniziativa fu dovuto alla singolarità del progetto, alla funzionalità e validità dal lato estetico delle unità immobiliari, ben inserite nel contesto naturale : un "labirinto circolare di stradine, tipo gioco dell'oca" che unisce tra loro oltre 1400 ville di varia cubatura, con annessi giardini di diversa ampiezza, tutte in collegamento a variabile distanza con il tratto di costa - separato da una striscia di macchia mediterranea - di circa due km di lunghezza costituito da spiagge con sabbia finissima, adibite alla balneazione, soprattutto dei residenti.

Inizialmente, dopo il trasferimento in prevalenza dei baresi, la "Bari-bene", sul litorale di Rosa Marina nel periodo estivo, gli ostunesi guardarono al nuovo villaggio-vacanze con diffidenza, persino con ostilità, quasi fosse in 'corpo estraneo', usando il termine "esproprio" per definire l'insediamento dei nuovi arrivati, ma con il tempo si accorsero che tutta l'operazione si traduceva in grandi vantaggi per la comunità locale, sia in termini di immagine per l'originalità e validità dell'iniziativa, che ha fatto scuola ovunque, sia soprattutto in termini economici, rappresentando il villaggio di Rosa Marina una specie di "gallina dalle uova d'oro" per le finanze municipali ed una grande fabbrica a cielo aperto, che da lavoro, reddito e consistenti introiti alla moltitudine di persone del luogo e dei paesi vicini variamente interessate e coinvolte.

Ostuni Rosa Marina

Altra considerazione riguarda lo sviluppo del verde avutosi nel tempo, a seguito della profonda trasformazione dei terreni dell'intero comprensorio che si estende su circa 140 ettari, comprendenti i terreni della lottizzazione di Rosa Marina, gestita per i servizi comuni da un Consorzio di proprietari, e  quelli adiacenti di Cala, gestiti da un altro Consorzio, oltre alla vasta area occupata dal Grand Hotel Rosa Marina, frequentatissimo  'resort' a quatto stelle, destinato ad una fascia turistica medio alta , ospitata nel periodo maggio-ottobre nelle confortevoli strutture ricettive.

In origine, prima della realizzazione del villaggio, i terreni della zona, divisi dalla costa da un'ampia fascia di macchia mediterranea , erano adibiti a pascolo con pochi esemplari di olivi sparsi nella parte elevata dell'area; successivamente, per iniziativa e spese dei nuovi proprietari, si è verificata una completa modifica dell'assetto dei lotti, diventati rigogliosi giardini, arricchiti ed abbelliti da un numero considerevole di piante ornamentali arboree, arbustive, da siepi sempreverdi, etc. , con il risultato che l'intero villaggio è ora diventato un grande 'polmone verde', prezioso per la purificazione e salubrità dell'aria e per il miglioramento della qualità della vita degli abitanti.

Rosa Marina Il Pontile-2

Tale caratteristica insieme ad altri fattori, quali l'efficienza dell'amministrazione, la bontà dei servizi offerti dal Consorzio (manutenzione delle spiagge, guardiania, illuminazione e pulizia delle strade e delle parti condominiali, mobilità interna delle persone per raggiungere il mare, etc.) ed i diversi luoghi di attrattiva e di intrattenimento ( ristoranti, dancing, etc.) presenti nel Villaggio, hanno fatto sì che le quotazioni di mercato delle unità immobiliari di Rosa Marina siano lievitate nel tempo fino a raggiungere livelli molto alti in relazione alla forte richiesta di acquisto da parte dei potenziali compratori.   Tutto ciò ha stimolato gli appetiti della speculazione, che in fasi successive si è orientata verso le aree libere e/o a verde del villaggio, suscettibili di essere trasformate in lotti edificabili , decretandone una  diversa utilizzazione.

Con licenze di costruzione rilasciate dagli uffici pubblici competenti, si è dato avvio in tali spazi alla edificazione di bi-ville in lotti di limitate  estensioni, per uno sfruttamento più intensivo dei suoli, giungendo così la speculazione a realizzare notevoli profitti dalla vendita a prezzi di mercato delle nuove unità immobiliari con villa inclusa . La proliferazione delle costruzioni e l'intensificazione degli indici abitativi nel comprensorio si può ben rilevare mettendo a raffronto le planimetrie dell'epoca Schachter con quelle attuali, che evidenziano  la scomparsa di gran parte delle aree libere e a verde, che invece avrebbero potuto essere salvate e meglio utilizzate per la pubblica fruizione, per il conforto dei residenti e per il miglioramento estetico del villaggio.

Potatura_secolari_Parco_dune_costiere-2

Certo nel frattempo un po' ovunque vi sono stati piccoli ampliamenti e modifiche nelle unità abitative preesistenti per renderle più funzionali all'aumento della popolazione di Rosa Marina, in quanto ai primitivi abitatori ora si sono aggiunte o sostituite le famiglie dei figli con nipoti, ma tali incrementi, in gran parte compensati dallo sviluppo del verde nei lotti dei singoli proprietari, sono stati di entità trascurabile rispetto all'aumento complessivo dei volumi di costruzione, verificatisi a seguito della edificazione di nuove ville.

In conclusione, due sono le deduzioni da farsi. La prima: quando nella progettazione e realizzazione di un insediamento turistico si seguono criteri di originalità, razionalità e funzionalità, e di equilibrio tra le superfici edificate e quelle a verde e la scelta cade su località di grande attrattiva, il successo è assicurato. La seconda: se manca una perfetta sintonia e collaborazione tra amministrazione comunale e quella del complesso turistico insediato  si raggiungono risultati inferiori alle attese.  All'affermazione e mantenimento nel tempo del successo di un'iniziativa turistica, specie se di grandi dimensioni, dovrebbero impegnarsi sia i promotori, sia gli amministratori pubblici, interessati, attraverso la migliore qualificazione dell'iniziativa , ad elevare la reputazione dell' intero territorio comunale così da ottenere apprezzabili ritorni in termini economici a favore di tutta la cittadinanza.

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