Opinioni

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I numeri della crisi e la sofferenza sociale ignorata dalla politica

Voglio ritornare ancora sui dati della crisi economica. Penso che la loro freddezza e staticità, malgrado la loro drammaticità, non aiuti a sfondare il muro della rassegnazione e dell'impotenza. Ma io insisto perché convinto come sono che i numeri servono per capire, per socializzare preoccupazioni, per organizzare risposte e reazioni evitando improvvisazioni e approssimazioni. Nel precedente mio intervento ho richiamato i dati forniti dall'Istat sulla disoccupazione, su quella dei giovani e delle donne nel Sud, sul numero delle imprese che stanno chiudendo o che falliscono riportando ad esempio quelli relativi alla provincia di Brindisi. Dove da gennaio 2011 a marzo 2012 le imprese che hanno cessato di esistere sono ben 3800 e di queste più di un terzo nel settore delle costruzioni del commercio e servizi.