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Il triplo salto mortale di Ferrarese

Il triplo salto mortale di Ferrarese. Potrebbe essere riassunta in questa sintesi l’attuale situazione politica che si sta sviluppando in queste settimane intorno al Presidente dell’Amministrazione Provinciale. Ferrarese è fatto così, se non sta in prima pagina ogni giorno non si diverte. E’ l’uomo dei proclami, sa che nella società della comunicazione occorre spararle, e quanto più sono grosse più fanno effetto. A prescindere dalla durata. Ultima quella della richiesta di cento milioni di euro occorrenti per la sanità nel Brindisino, proprio quando la Giunta Regionale sta varando un riassetto di bilancio per evitare lo sforamento della spesa nella Sanità e il conseguente commissariamento.

Il triplo salto mortale di Ferrarese. Potrebbe essere riassunta in questa sintesi l’attuale situazione politica che si sta sviluppando in queste settimane intorno al Presidente dell’Amministrazione Provinciale. Ferrarese è fatto così, se non sta in prima pagina ogni giorno non si diverte. E’ l’uomo dei proclami, sa che nella società della comunicazione occorre spararle, e quanto più sono grosse più fanno effetto. A prescindere dalla durata. Ultima quella della richiesta di cento milioni di euro occorrenti per la sanità nel Brindisino, proprio quando la Giunta Regionale sta varando un riassetto di bilancio per evitare lo sforamento della spesa nella Sanità e il conseguente commissariamento.

Ma pensiamo ai fatti seri, al triplo salto mortale che il Presidente sta tentando di compiere in queste settimane. Ha cominciato con il basket. Ha proclamato urbi et orbi che non vuole più interessarsene. Non intende più essere il “patron” della squadra dopo avere promesso, nell’euforia della promozione, che nel giro di un paio di campionati di assestamento in serie A/1 saremmo andati in Europa. Una promessa del genere in una città di “baskettari” ha significato l’apoteosi. Se si fosse votato dopo quell’impegno, Ferrarese sarebbe stato sindaco con l’80% dei voti, altro che l’Antonino del 2002!

D’altra parte l’anno scorso Massimo Ferrarese era stato eletto presidente della Provincia più per lo storico successo della sua lista a Brindisi città che per il cosiddetto “laboratorio Brindisi”. E’ proprio sicuro Ferrarese che il suo annunciato disimpegno dal basket non significhi di fatto anche un ridimensionamento del peso elettorale che il suo movimento ha proprio a Brindisi? Con quali meriti politici ritiene di poter rimpiazzare il consenso elettorale che gli deriva invece, per ora solo esclusivamente, dallo sport? Perché non dà retta alla saggezza di Antonio Corlianò? Salto mortale numero uno.

Vicenda rigassificatore. Ferrarese, da presidente di Confindustria, è stato sempre dalla parte degli inglesi. Quando decise di candidarsi a presidente della Provincia però accettò di proseguire nella linea dell’amministrazione di centrosinistra uscente, quella di Michele Errico, cioè di rifiuto dell’impianto. Ora sta tentando di ribaltare quella posizione. Va in questa direzione la strumentale riesumazione di un vecchio documento sottoscritto da 18 consiglieri (anzi, 15) su 30 per un confronto a tutto campo sui temi dell’occupazione e dell’ambiente. Perché è stato tirato fuori in questo momento? Qualcuno aveva la pietra in tasca quando è stato proposto e sapeva già quali sarebbero state le conclusioni della Via? A parte che esistono problemi di continuità amministrativa che vanno considerati, la cui legittimità non è stata messa in discussione e costituiscono un impegno anche economico per l’ente, ma l’atto avviato è di tale scorrettezza politica che potrebbe portare ad una crisi degli attuali accordi su cui poggia la maggioranza della Provincia.

Il Pd, l’altro grande azionista di questa maggioranza, per bocca dei suoi rappresentanti, ha ribadito il suo no al rigassificatore e non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Di fronte ad una radicalizzazione delle posizioni che faranno i consiglieri del Pd, si adegueranno alla disciplina di partito o se ne andranno per la loro strada, o per quella di Ferrarese? In una ipotesi del genere, a prescindere dai numeri, il naufragio politico del “laboratorio” è comunque scontato.

Non è migliore la situazione nel centrodestra. Il partito del rigassificatore, nonostante i lucidi richiami di Maurizio Friolo, dalle parti del Pdl è forte. Gli uomini del Partito della Libertà in piazza Santa Teresa avrebbero tutto l’interesse a lasciare la patata bollente del rigassificatore nelle mani del centrosinistra, con l’obbiettivo di far saltare il tappo della maggioranza e magari tornare al voto. Si tratta, da un lato, di verificare qual è la linea ufficiale del partito sulla questione, dall’altra di fare la conta nel caso di una probabile contrapposizione di posizioni. L’eventualità che anche il centrodestra ne esca dilaniato al suo interno c’è tutta per intero.

Ed ecco che spunta il terzo salto mortale, l’ipotesi di un Ferrarese autonomo, che capeggia una maggioranza composta dal partito della Lng, la società inglese che intenderebbe costruire sotto il culo dei brindisini il suo rigassificatore/bomba. Sarebbe la sconfitta della politica, della logica, della dignità, della cultura eccetera eccetera, ma a chi volete che interessi in una società, quella brindisina in particolare, che si lascia imbonire da quattro spot sparati quotidianamente da un semplice ufficio stampa, o che in cambio di una qualsiasi sponsorizzazione darebbe, oltre a qualche altra cosa, anche l’anima? Il tutto da inquadrarsi nel movimento/partito che Ferrarese sta costituendo in attesa di confluire nel nuovo soggetto politico che Casini farà nascere al prossimo congresso dell’Udc e nel quale il Presidente della Provincia intende trovare una solida legittimazione politica al suo movimento, dopo avere scompigliato gli schieramenti sia a destra che a sinistra. Fantapolitica? Può darsi, ma aspettiamo prima di giudicare.

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Per trent’anni l’instabilità delle istituzioni a Brindisi è stata regolata dell’Enel e dalle sue centrali. Da qualche tempo l’Enel ha avuto l’abilità di rendersi meno appariscente nel contesto pubblico, ma il suo posto è stato chiassosamente occupato dai britannici e dai loro reggicoda, per stipendio o sponsorizzazione. Una situazione che mette disagio a tutti, soprattutto a chi è abituato a pensare con la propria testa, ma si tratta di un disagio al quale siamo abituati per le tante incursioni che la nostra città è stata costretta a subire. Ci rende più forti la consapevolezza che tante volte certi salti, tripli, doppi o semplici che siano stati, si sono conclusi fuori dalle reti.

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