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Carminati libero: l'inadeguata conoscenza delle leggi di chi grida allo scandalo

Cosa accomuna il ministro Alfonso Bonafede e il senatore Matteo Salvini? Una conoscenza inadeguata delle leggi e della Giustizia

Cosa accomuna il ministro Alfonso Bonafede e il senatore Matteo Salvini? Una conoscenza inadeguata delle leggi e della Giustizia. La scarcerazione di Massimo Carminati fa gridare allo scandalo Salvini che accusa Bonafede di dormire e il ministro si sveglia e spedisce gli ispettori a Oristano per capire come possa essere accaduto un fatto così terribile.

In verità, dopo la pronuncia della Cassazione, Carminati andava scarcerato senza se e senza ma. E le reazioni contrarie alla scarcerazione sono a dir poco patetiche e soprattutto infondate nonché vergognose in uno Stato di diritto. Carminati, ex esponente dell'estrema destra nonché di bande criminali comuni, era stato condannato a 14 anni e 6 mesi per i reati di corruzione e di associazione a delinquere di stampo mafioso nei processi denominati "Mafia Capitale".

La Cassazione però ha fatto cadere l'accusa di mafia rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena dalla quale vanno sottratti gli anni della condanna per associazione mafiosa. Carminati, fino ad oggi, ha scontato 5 anni e 4 mesi di prigione, dei quali 4 ingiustamente a causa dell'applicazione dell'art. 41 bis. Ora, poiché il reato più grave, quello di corruzione, per il quale Carminati è stato condannato prevede una pena massima di 8 anni e lui ne ha già scontati 5, ciò significa, considerando la decisione della Cassazione che ha reso non definitiva la condanna e quindi la pena, che Carminati si trovava in stato di carcerazione preventiva che, per legge, non può superare i due terzi della pena massima prevista per il reato più grave. E siccome i due terzi di 8 anni sono 5 anni e 4 mesi, Carminati andava giustamente ed immediatamente scarcerato.

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Anzi, egli andava scarcerato ancora prima proprio per l'ingiusta applicazione del 41 bis.  Ancora una volta Salvini e Bonafede hanno perso un'occasione per tacere e la Boldrini per parlare senza pregiudizi ideologici come invece faceva nobilmente Francesco Rutelli quando denunciava le torture subite dai detenuti politici anche con riferimento esplicito al neofascista Massimo Carminati.

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