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Lettera a Nichi su Sel, Toni e Ceglie Messapica

Caro Nichi, premetto di non aver mai fatto politica attiva fino a quando è apparso, all’orizzonte, un partito che sembrava il nuovo, il trasparente nella nostra geografia politica. Con entusiasmo ho aderito e partecipato alla campagna elettorale per le amministrative a Ceglie Messapica. Da allora le battaglie e gli impegni sul territorio sono stati svariati, fino a quando, alcuni mesi fa, c’è stato un momentaneo calo di ‘entusiasmo’ da parte di alcuni rappresentanti del direttivo della sezione di Ceglie, con conseguente assenza di riunioni.

Alcuni manifestanti cegliesi davanti alla Regione

Caro Nichi, premetto di non aver mai fatto politica attiva fino a quando è apparso, all’orizzonte, un partito che sembrava il nuovo, il trasparente nella nostra geografia politica. Con entusiasmo ho aderito e partecipato alla campagna elettorale per le amministrative a Ceglie Messapica. Da allora le battaglie e gli impegni sul territorio sono stati svariati, fino a quando, alcuni mesi fa, c’è stato un momentaneo calo di ‘entusiasmo’ da parte di alcuni rappresentanti del direttivo della sezione di Ceglie, con conseguente assenza di riunioni.

Non contento della situazione di stasi, ho sollecitato più volte incontri tra noi e rappresentanti provinciali e regionali. Finalmente è maturato un incontro tra alcuni di noi e Toni Matarrelli a Mesagne. Dopo aver esposto disagi e insofferenze per la situazione di prolungata inattività, ci è stato proposto un rinnovamento con l’ingresso di energie nuove. Tra i nomi  elencati figuravano rappresentanti del vecchio che, messo in soffitta, rientrava dalla porta principale. Evocavano in me le epurazioni e le emarginazioni di associazioni e persone culturalmente attive dei tempi bui della politica cegliese.

Dopo una seria valutazione, ho deciso di non partecipare al successivo incontro con le ‘nuove energie’ avvenuto in una balera (mi ricorda un più recente ed illustre incontro, in un albergo di Roma, di forze sostenitrici dell’attuale governo). In quell’incontro, mi è stato riferito, è maturata l’idea di un commissariamento (vero o fittizio) di Sel con probabile incarico ad un rappresentante del ‘nuovo che avanza’. Non so se è regolare, una simile decisione, senza preventive notifiche e richieste di incontri chiarificatori. Non essendo presente all’incontro non so se è stata un’imposizione o una scelta condivisa anche dai partecipanti iscritti a Sel.

Non sono stato epurato, mi allontano per libera scelta. Non è nel mio carattere accettare passivamente scelte non condivise. Sono profondamente deluso, caro Nichi. Dov’è finita l’orizzontalità iniziale nelle scelte. Dov’è il nuovo se si accettano inciuci con il vecchio che, ufficialmente, si dichiara di bandire? Sono profondamente deluso, caro Nichi, degli assemblaggi politici di Sel che avvengono in provincia di Brindisi.

Mi sarebbe piaciuto, tra le tante cose, che fosse lasciato aperto l’Ospedale cegliese, in ottimo stato, con un bacino di utenza di 50.000 abitanti e, fino a qualche anno fa, fiore all’occhiello della sanità brindisina, ma abbiamo subito il taglio facendo buon viso a cattivo gioco, mentre si continua a spendere tanto denaro pubblico per strutture fatiscenti a noi vicine. Mi sarebbe piaciuto, in momenti di grave crisi economica in cui tutti sono chiamati a stringere la cinghia, che……. Con stima, Pino Santoro”.

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