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Lungomare deserto, basta piangersi addosso: tagli agli affitti e più parcheggi

La riflessione dell'avvocato Francesco Monopoli sulla situazione di viale Regina Margherita a Brindisi dopo la chiusura di un'altra attività commerciale

Il lungomare Regina Margherita a Brindisi

La notizia della imminente chiusura a Brindisi di una ulteriore importante realtà commerciale situata, tra l’altro, in un punto strategico che da anni stenta a decollare, pone nello sconforto più assoluto. Occorrono forse politiche attrattive tese a favorire gli investimenti in città, perché sarebbe troppo semplice ricondurre le cause della crisi degli esercizi commerciali alla pedonalizzazione ed alla sola Zona a Traffico Limitato. In tutte le principali città d’Italia i centri storici e le vie del mare sono chiuse al traffico dei veicoli, con l’unica differenza però che è stato creato un numero di parcheggi adeguato al fine di invogliare gli automobilisti più pigri a lasciare le proprie auto ed a popolare il centro abitato.

Francesco Monopoli-2Il lungomare Regina Margherita, il vero salotto della città, in pieno inverno è alquanto desolante: dei pedoni nemmeno l’ombra. E’ pur vero che i canoni degli affitti richiesti dai proprietari degli immobili sono fin troppo esosi, ed è inconcepibile che essi siano quasi parametrati a quelli di altre città d’Italia dotate di tessuti economici sicuramente molto più floridi di quello brindisino.

Ma d’altro canto occorrerebbe anche invogliare, con un piano ad hoc, gli stessi proprietari a diminuire i canoni, magari trovando una formula che possa agevolare i locatori sotto il profilo fiscale, nei limiti e nel rispetto delle normative in materia. Non è possibile rimanere inerti. Occorre agire e reagire, senza piangersi addosso, e magari con misure drastiche che portino delle ventate di cambiamento e forniscano delle opportunità per il rilancio della città. Prima che sia troppo tardi.

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Commenti (1)

  • Rileggo nell'articolo quanto da me, in sintesi, scritto come commento sull'altro articolo trattante lo stesso argomento. Certo, qui a Brindisi sparano canoni che non stanno né in cielo né in terra: credono che il loro locale ( spesso delle luride topaie) si trovi a Via Montenapoleone a Milano o a Via Condotti a Roma. Infatti preferiscono mantenerlo sfitto che non affittarlo a canoni allineati alla reale situazione economica. E' il classico modo di fare e di pensare "alla brindisina": meglio avere il locale vuoto, pagarci le spese che non dartelo a te ( a minor prezzo) che potresti mettere su una attività commerciale. Io spero vivamente che tutte le topaie , cioè la maggioranza dei locali commerciali di Brindisi, rimangano sfitte a vita e che costituiscano per i loro proprietari solo perdita e pagamento di tasse. Tanto, inutile ripeterlo, stiamo solo strisciando su un fondo da cui non ci risolleveremo più. E l'unica formula che funziona è la seguente: se volete fare qualcosa di buono, tagliate la corda da questa città. Scappate, fuitavenne… ( come disse il grande Eduardo…)

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