Opinioni

Opinioni

Sinergia scuola-famiglia per i bambini disattenti e iperattivi

L’ADHD  (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività)  si caratterizza – come sottolinea la sua definizione - per disattenzione,  iperattività e impulsività

L’ADHD  (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività)  si caratterizza – come sottolinea la sua definizione - per disattenzione,  iperattività e impulsività. Tali difficoltà causano compromissione nel funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Durante la fanciullezza, si sovrappongono a esso il Disturbo oppositivo-provocatorio e il Disturbo della condotta.

In particolare, la disattenzione si evidenzia con distrazione, mancanza di continuità e disorganizzazione (non data quest’ultima atteggiamenti di sfida o da mancata comprensione) di un’attività. L’iperattività implica un’eccessiva attività motoria non appropriata alle situazioni. L’impulsività si manifesta con difficoltà nel controllare pensieri ed azioni che divengono affrettati, come interrompere gli altri in modo eccessivo, o prendere decisioni senza riflettere sulle conseguenze.

In questo scenario, ove l’impulsività fa da padrona insieme ad un emozione di rabbia, diventano difficili le relazioni sociali. Spesso a scuola il bambino con ADHD viene etichettato come maleducato, prepotente e le punizioni continue non salvano la situazione. Sembra che le cause del disturbo di ADHD siano una combinazione di diversi fattori: genetici o di sviluppo di determinate regioni cerebrali, che mostrano volume ridotto o una maturazione tardiva. Inoltre, si osserva uno squilibrio neurochimico di una riduzione nella produzione dopaminergica.

Secondo un approccio cognitivo comportamentale si agisce sui pensieri più immediati e automatici; le strategie terapeutiche possono essere attuate su tre fronti, bambino, famiglia, co